giovedì 10 marzo 2016



Come concordato a lezione, la seconda attività consiste in a) individuare una qualsiasi risorsa digitale utilizzata o utilizzabile nell'attività di insegnamento b) di descriverne l'uso didattico.

La scadenza per l'inserimento del commento è fissata alle 24 del 21 marzo.

Buon lavoro!

17 commenti:

  1. I PARTE
    “La continua rincorsa verso lo strumento tecnologico più aggiornato non è affatto garanzia di una maggiore efficacia dell’insegnamento” (Cuban, 1986, 2001; Ranieri, 2011).
    Personalmente non sono molto attratta dalle risorse digitali, soprattutto poi per quanto riguarda la lezione di violino.
    Se dovessi però indicare i dispositivi tecnologici che adopero nello studio personale, e che farei adoperare ai miei allievi, sarebbero l’uso del registratore, di una telecamera e del canale Youtube.
    Il registratore perché registrare la lezione (con un semplice cellulare) ottimizza lo studio, agevolando il lavoro quotidiano quando si sta a casa da soli e l’insegnante non c’è. E’ molto difficile per un ragazzo che studia tenere a mente tutti i consigli tecnici, musicali e interpretativi che l’insegnante dà durante la lezione, ancor più difficile poi se il ragazzo viene a lezione una volta a settimana (in condizioni ottimali) e se non ha un genitore musicista che possa aiutarlo tutti i giorni. Registrando la lezione è possibile avere sempre sotto mano tutti i consigli didattici, di trascriverli quando e se necessario, ma anche più semplicemente di riascoltarli giorno per giorno creando così una sorta di apprendimento subliminale. L’unica pecca di una registrazione, però, è la qualità della stessa: i tipi di suoni che si registrano variano molto da dispositivo a dispositivo, tuttavia l’allievo non saprà mai riconoscere la qualità di un bel suono emesso con lo strumento se dovesse far fede solo a quello che ascolta tramite la registrazione. Ecco perché un altro buon metodo è quello di filmare la lezione.
    Servirsi di una telecamera, riprendendo le lezioni di strumento, sarebbe la seconda strategia ottimale da attuare: in questo modo gli allievi possono avere feedback non solo uditivi, ma anche e soprattutto visivi. Si può rivedere la postura, la tecnica e tutti i canali della CNV (orientazione, gesti, mimica facciale), facendo di conseguenza anche un lavoro psicologico e introspettivo su come si reagisce ad una correzione o ad un passaggio difficile particolarmente ben suonsto. Se poi la qualità del suono non dovesse essere delle migliori, l’allievo potrà sempre servirsi delle immagini per capire se un brutto suono è causato da una distrazione tecnica (es: arco storto, troppa o troppo poca pressione) o da una distorsione sonora.
    Avvalendosi di dispositivi come la registrazione ed il filmato è possibile per l’allievo creare delle condizioni ottimali di apprendimento, nonché di poter raggiungere più facilmente la propria zona di sviluppo prossimale.
    Roberta Pranzitelli

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  2. II PARTE
    Youtube è un altro canale molto utile se se ne fa un uso intelligente. Il violino, come tutti gli strumenti d’altronde, non è uno strumento completo (come può essere il pianoforte): in molti brani di repertorio, a meno che non siano sonate sole, ha bisogno di accompagnamento. Ed è per questo che, cercando sul canale quel brano specifico che si sta studiando, offre al musicista la possibilità di avere una visione completa di ciò che si sta facendo: la parte del pianoforte ad esempio, o quella orchestrale o ancora quella cameristica. E’ utile poi non solo sentire cosa gli altri strumenti creino come accompagnamento o come melodia, ma anche vedere le capacità tecnico-espressive dei grandi interpreti: dalle lezioni di violino dei maestri che hanno fatto storia, alle registrazioni dei concerti attuali, ai documentari che filmano la vita di questo o quel solista. Youtube è il canale che meglio di tutti (del solo ascolto tramite CD, per esempio) sa fornire una descrizione dettagliata anche del livello musicale di tutti gli artisti presenti attualmente: è possibile fare un confronto, “rubare” qualche manierismo o arcata , farsi un’idea di quante differenti maniere ci sono per suonare un brano. Youtube mi ha permesso di seguire il violinista che apprezzo di più e quello che mi piace di meno e saprei motivare i miei gusti personali grazie anche ad una conoscenza stilistica che ho avuto modo di vedere (oltre che sentire!). Non sono molto attiva con questo dispositivo per quanto riguarda la gestione di un canale o lasciare commenti, ma spesso adopero like e condivisioni con persone (l’ho fatto con allievi che ho seguito privatamente e lo farò anche con i futuri allievi) che potrebbero apprezzare questo o quel violinista o musicista in generale Farei adoperare soprattutto questo dispositivo perché, come afferma Ong “I video sono avvicinati al suono che è avvolgente”.
    Eppoi ci sono i classici mezzi multimediali che, nella tradizione scritta, si sono sempre adoperati e che, spero, non cadano mai in disuso: carta e penna. Li definisco multimediali rifacendomi alle definizioni Meyer adopera per descrivere la multimedialità:
    1. Legata ai dispositivi di consegna: un prodotto è multimediale quando si usano uno o più dispositivi di consegna (schermi, lavagne, altoparlanti);
    2. Centrata sul modo in cui il materiale è presentato: utilizzando parole ed immagini
    3. La terza è legata al fatto che due o più domini sensoriali siano implicati nell’apprendimento: ciò che qui risulta importante è coinvolgere più sensi (il libro può in questo caso essere considerato come prodotto multimediale);

    Secondo Meyer la presenza di un testo scritto e di immagini permette già di fare riferimento alla multimedialità: di conseguenza servirsi di uno spartito che utilizza una simbologia, accompagnata da spiegazioni scritte, seguite da altri segni specifici musicali, mi fa pensare al miglior dispositivo multimediale che si possa adoperare durante la lezione di strumento.
    E se poi si pensa che i canali sensoriali adoperati sono più di uno (la vista, l’udito ed il tatto), lo strumento che viene suonato è esso stesso un dispositivo multimediale.
    Roberta Pranzitelli

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  3. Tra i metodi didattici che ho potuto sperimentare, trovo molto efficace l’ utilizzo di programmi quali : Finale e Reaper. Finale è un semplice programma di video scrittura musicale accessibile a qualsiasi individuo voglia farne uso (ovviamente nella versione demo scaricabile gratuitamente dalla rete). Tale programma, vista la grafica elementare e il facile utilizzo delle sue funzioni specifiche è un ottimo modo per avvicinare i musicisti anche al comporre semplici melodie pur essendo lontani dalle nozioni di armonia di base e composizione. Reaper, nello specifico, supplisce un avanzato programma di ripesa audio ( si pensi ai software utilizzati negli studi di registrazione) semplice da usare anche a casa. Tramite le sue funzionalità specifiche ognuno può sintetizzare basi audio estrapolate anche da video in rete e riadattarle per il proprio scopo oppure registrarle direttamente. Ovviamente supportato dall’aiuto di strumentisti. Tali programmi servono anche all’accrescimento culturale di chi li usa, poiché mettono tutti nelle condizioni di auto produrre un brano auto composto.
    Riguardo la mia didattica utilizzo questi due programmi in maniera complementare. Inizio con lo scrivere le singole parti ( Con Finale) e poi, con l’ausilio di colleghi musicisti passo alla registrazione delle stesse con Reaper. Creata, così, una base solida, armonicamente intesa, faccio eseguire all’allievo il tema principale. Tutto correlato da un supporto video in cui i colleghi musicisti eseguono le parti d’armonia così da dare all’allievo la sensazione di essere immerso e circondato da una vera e propria orchestra.

    Rocco Di Cicco

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  4. Tra i metodi didattici che ho potuto sperimentare, trovo molto efficace l’ utilizzo di programmi quali : Finale e Reaper. Finale è un semplice programma di video scrittura musicale accessibile a qualsiasi individuo voglia farne uso (ovviamente nella versione demo scaricabile gratuitamente dalla rete). Tale programma, vista la grafica elementare e il facile utilizzo delle sue funzioni specifiche è un ottimo modo per avvicinare i musicisti anche al comporre semplici melodie pur essendo lontani dalle nozioni di armonia di base e composizione. Reaper, nello specifico, supplisce un avanzato programma di ripesa audio ( si pensi ai software utilizzati negli studi di registrazione) semplice da usare anche a casa. Tramite le sue funzionalità specifiche ognuno può sintetizzare basi audio estrapolate anche da video in rete e riadattarle per il proprio scopo oppure registrarle direttamente. Ovviamente supportato dall’aiuto di strumentisti. Tali programmi servono anche all’accrescimento culturale di chi li usa, poiché mettono tutti nelle condizioni di auto produrre un brano auto composto.
    Riguardo la mia didattica utilizzo questi due programmi in maniera complementare. Inizio con lo scrivere le singole parti ( Con Finale) e poi, con l’ausilio di colleghi musicisti passo alla registrazione delle stesse con Reaper. Creata, così, una base solida, armonicamente intesa, faccio eseguire all’allievo il tema principale. Tutto correlato da un supporto video in cui i colleghi musicisti eseguono le parti d’armonia così da dare all’allievo la sensazione di essere immerso e circondato da una vera e propria orchestra.

    Rocco Di Cicco

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  5. Da alcuni anni utilizzo internet quasi esclusivamente attraverso lo smartphone. Per questo motivo ho deciso di presentare due applicazioni che trovo utili e che consiglierei ai miei allievi.
    La prima si chiama Ear trainer, un'app musicale in lingua inglese, disegnata per sviluppare l'orecchio musicale. La versione lite, gratuita, contiene 32 esercizi, articolati in cinque categorie. La versione full, dal costo di 6,99€, contiene invece più di 260 esercizi, divisi in 9 categorie. Le prove musicali contenute nella versione lite riguardano il riconoscimento dei diversi intervalli musicali, degli accordi, delle progressioni armoniche, delle scale e di brevi sequenze melodiche. Alla sezione ʻStatisticsʼ è possibile osservare la linea di progresso. Nella sezione relativa alle impostazioni inoltre, è possibile aumentare o diminuire la difficoltà degli esercizi, cambiare il tipo di scrittura delle note (è possibile scegliere tra: notazione inglese, tedesca, italiana) e modificare il suono dello strumento musicale che si usa da supporto agli esercizi. Trovo che questa sia un'applicazione di straordinaria utilità, soprattutto per coloro che si apprestano allo studio della musica. Lo studio del dettato musicale e del riconoscimento dei suoni non è un tipo di lavoro che può essere svolto autonomamente in un normale contesto. L'app può assumere quindi una funzione tutoriale e può aiutare tantissimo nello sviluppo dell'orecchio musicale.
    Un'altra applicazione che consiglierei non solo a uno studente di musica, ma a chiunque, è Shazam, l'app di riconoscimento musicale più scaricata al mondo. Sfruttando il microfono del dispositivo, il software cattura una breve sequenza di un brano musicale in riproduzione e la confronta sulla rete con un database centrale alla ricerca della somiglianza. Se la corrispondenza viene individuata, sul display dell'utente vengono riportate le informazioni del brano: il titolo, l'artista e l'album. Inoltre, Shazam mette a disposizione una serie di collegamenti con Itunes, Youtube o con i social network per ascoltare, scaricare o condividere il brano. All'interno della sezione ʻEsploraʼ è possibile spostarsi su una mappa mondiale e scoprire, a seconda del luogo, quali sono le musiche più ricercate. Nella sezione ʻTrendingʼ infine, ci sono le classifiche musicali aggiornate e suddivise in categorie. Dal 2008, l'app è in grado di identificare anche la musica classica, e questo è sicuramente un dettaglio molto importante, poiché per ogni brano classico esistono migliaia di interpretazioni diverse. Personalmente uso quest'applicazione da sempre e la trovo incredibile, poiché offre l'opportunità di scoprire in un istante quali sono i brani che stiamo ascoltando.
    Vittorio Fatica

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  6. Per questa consegna ho confrontato quanto letto nel testo “Didattica e tecnologie” con la mia esperienza personale, passando in rassegna le varie tecnologie utilizzate in base al tipo di lezione. Durante le lezioni individuali di strumento musicale utilizzo varie App e tecnologie: gstrings per accordare il violino; metronome beats per aiutare gli allievi con il suonare a tempo; la fotocamera dello smartphone per acquisire video utili alla discussione con gli alunni; il registratore audio per acquisire la registrazione di quanto suonato dagli alunni. Un’applicazione che mi ha rivoluzionato la vita si chiama Camscanner e risolve il problema per me cruciale di poter scattare foto a spartiti che siano ben leggibili. L’applicazione acquisisce la foto (senza troppo impegnarsi a scattarla in maniera ottimale) e poi la migliora notevolmente in base a valori già settati, prevedendo anche un preciso raddrizzamento dell’immagine. Inoltre converte il file in jpeg o pdf ed è possibile inviarlo rapidamente ad una stampante wifi o condividerlo con gli allievi tramite whatsapp o email. Il software che utilizzo maggiormente è invece Finale, utile per scrivere spartiti di musica d’insieme ex novo ma anche per modificare file già esistenti. Ad esempio posso reperire online un qualsiasi file midi e importarlo in Finale per ottenere rapidamente la partitura su cui lavorare. Allo stesso modo posso utilizzare la partitura scritta per ottenere un file midi, quindi audio, da poter utilizzare come base su cui possano suonare gli allievi. Un’altra app utilizzata frequentemente è Whatsapp, per condividere informazioni sulle lezioni e non solo. La cosa che mi fa riflettere è che in un periodo in cui si parla della perdita dell’autenticità delle relazioni e della ricostruzione di un’identità virtuale dietro lo schermo di un computer, ci siano alunni che riescono a mostrare una ulteriore identità anche nell’ambito di app come whatsapp. Vi sono infatti studenti estremamente silenziosi nelle attività in aula che poi però, una volta tornati a casa, iniziano a contattarmi ripetutamente su whatsapp. Ovviamente mi piacerebbe che si sentissero più stimolati a parlare durante le lezioni, ma risulta interessante anche il fatto che la realtà virtuale consenta loro di superare in qualche modo la timidezza e le insicurezze.

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  7. Per quanto riguarda le lezioni al gruppo classe ho avuto modo, durante una supplenza di arte e immagine nella Scuola Secondaria di I grado, di verificare come l’utilizzo di tecnologie possa stimolare l’apprendimento, ma solo in determinate condizioni. Durante la prima lezione ho cercato di alternare la voce parlata con la visione di immagini ricercate direttamente alla LIM dagli studenti. Purtroppo questo ha causato notevoli distrazioni dovute soprattutto alla lentezza della connessione. Le immagini inoltre hanno un carattere ibrido e lo stesso Mayer sottolinea come, utilizzandole, sia facile creare un carico cognitivo estrinseco, per cui descrive le dodici caratteristiche di una lezione multimediale efficace. Tra queste quella che mi ha colpito è il principio della ridondanza secondo cui l’apprendimento migliora associando la spiegazione a voce e le immagini, ma peggiora se si aggiunge un testo scritto che crea sovraccarico. Infatti ho poi ricercato preliminarmente le immagini, presentandole in Powerpoint e accompagnandole alla spiegazione a voce. Il metodo si è mostrato molto efficace soprattutto dato l’utilizzo di una lezione euristica con domande rivolte agli studenti che hanno impedito loro di cedere alla tentazione di distrarsi. Un’altra esperienza che mi motiva a sperimentare sempre nuove strategie è un laboratorio di musica per bambini di circa 2 anni, con le loro mamme, nel quale utilizzo basi musicali scaricate sullo smartphone e proposte loro tramite una piccola cassa bluetooth nascosta, in modo che possano concentrarsi sulla musica e cercare anche la fonte di provenienza. Ciò che mi ha colpito inoltre è che questo laboratorio abbia avuto origine proprio dalla richiesta di un gruppo di 400 neomamme presente su facebook, a dimostrazione del fatto che le tecnologie possono essere usate davvero per un ottimo scopo.

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  8. Tra le diverse risorse digitali che utilizzo, tra le quali si annoverano accordatori, metronomi, programmi di videoscrittura, youtube per visionare video e social network per comunicare con colleghi e alunni, mi sono focalizzato su due di esse: l’International Music Score Library Project (IMSLP), o Petrucci Music Library, meglio conosciuta in italiano come Biblioteca Musicale Petrucci, e il sito smim.it.
    Riguardo la prima risorsa, bisogna dire che si tratta di una piattaforma che si prefigge di creare una biblioteca mondiale online di spartiti musicali utilizzabile da tutti. Il principio adoperato è quello wiki, ossia un software di condivisione di documenti ipertestuali che permette ai propri utenti di poter inserire, modificare o cancellare contenuti. L’aspetto più importante del wiki, quindi, è la scrittura collaborativa, in cui si distinguono tre modalità: partecipativa, collettiva e cooperativa. L’esempio wiki più noto è costituito da Wikipedia, l’encinclopedia online più grande del mondo che si basa sul contributo dal basso per l’arricchimento dei suoi contenuti, e non su una gerarchizzazione strutturata.
    Tornando alla Biblioteca Musicale Petrucci, il cui nome è un omaggio ad Ottaviano Petrucci, l’inventore della stampa musicale a caratteri mobili, bisogna dire che essa è nata nel 2006 e contiene per lo più scansioni di spartiti non più soggetti a copyright. Proprio a causa del copyright il sito è stato chiuso dal suo fondatore per qualche settimana nel 2008, poiché partiture di dominio pubblico in Canada, dove sono collocati i server, erano protette da diritti d’autore in Paesi prevalentemente appartenenti all’Unione Europea.
    Questa piattaforma permette di cercare le partiture contenute per compositore, nazionalità, epoca, genere e addirittura per melodia.
    Ogni spartito, oltre alla partitura originale, contiene nella maggior parte dei casi i file delle singole parti, ove previste, e numerosi arrangiamenti e trascrizioni per le formazioni strumentali più disparate. L’utilità didattica, in questo caso, è quella di adoperare eventuali arrangiamenti già elaborati per il tipo di formazione a disposizione. Personalmente, però, utilizzo la Biblioteca Musicale Petrucci più che altro per reperire i metodi originali, o al più le primissime versione, degli autori dei secoli scorsi. Esempi di utilizzo molto recente in tal senso sono i metodi e gli studi di Carulli, Sor e Giuliani che sto utilizzando con i miei allievi.
    L’altra risorsa digitale di cui tratto è il sito smim.it. Ho deciso di trattare questo sito per creare una sorta di completezza di materiale didattico rispetto alla Biblioteca Musicale Petrucci. Infatti, a differenza di quest’ultima, il sito smim.it offre una serie di arrangiamenti di brani pensati esclusivamente per il contesto della scuola secondaria di primo grado, sia per lo stesso tipo di strumenti che per orchestra scolastica. Un’ulteriore differenza rispetto alla risorsa precedentemente analizzata è il fatto che questi brani sono sì di dominio pubblico, ma vengono pubblicati da un team di persone ben definito, lasciando poco spazio ai contrubuti dal basso.
    La notevole utilità di questi brani è che, in ogni pagina ad essi dedicati, è presente un video caricato su youtube che mostra la partitura con l’audio dell’esecuzione dei brani arrangiati, ad opera del programma di videoscrittura Finale. Ciò risulta molto utile poiché permette di valutare l’affidabilità o meno di un arrangiamento, oltre che dalla partitura, anche dall’effetto sonoro che esso produce, in una commistione di immagini ed audio che facilita, per il docente, l’analisi del materiale da sottoporre ai propri alunni.

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  9. La risorsa digitale che ho scelto tra quelle di cui faccio uso dal punto di vista didattico è WhatsApp.
    WhatsApp è un’applicazione di messaggistica istantanea multipiattaforma, utilizzabile sia da smartphone che su web (whatsApp web) collegando lo smartphone al web scannerizzando un codice QR presente sul sito.
    Privilegio l’uso di WhatsApp per diversi motivi. In primo luogo, avendo io a che fare con preadolescenti dagli 11 ai 13 anni, è comprensibile come non tutti posseggano un profilo fb o un computer, ma dalla mia esperienza posso affermare che ormai tutti i ragazzi posseggono uno smartphone con connessione ad internet già dai 10 anni. Sono quindi sicura che tutti ne posseggano uno e che tutti posseggano Whatsapp.
    Uno dei vantaggi di questa applicazione è che si possono creare dei gruppi, costituiti da un massimo di 30 partecipanti, per poter comunicare con il gruppo classe, inviare link da youtube, immagini, documenti in formato PDF e che tutto ciò che viene inviato viene salvato automaticamente sullo smartphone in una cartella collegata alle conversazioni che facilmente può essere trasferita su computer.
    Selezionando ed inviando link ad esempio di Youtube, WathsApp mi permette di filtrare e quindi escludere materiale estraneo all’apprendimento, evitando il sovraccarico cognitivo che potrebbe verificarsi nel momento in cui l’allievo alle prime armi dovesse trovarsi a selezionare autonomamente materiale di interesse ai fini dell’apprendimento musicale.
    Uso molto Whatsapp anche per lo scambio di materiali con il singolo allievo, che tramite lo smartphone può facilmente e in maniera immediata visualizzare spartiti da stampare oppure produrre video da poter utilizzare come una sorta di video annotazione dei risultati raggiunti nell’analisi della postura, del suono o della interpretazione del brano. L’alunno ha in questo modo la possibilità di scambiare tale materiale con il docente o di condividerlo nel gruppo della classe riuscendo ad ottenere indicazioni e feedback immediati in una sorta di realtà aumentata a rinforzo e completamento della canonica lezione settimanale in presenza.


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  10. La diffusione della tecnologia all'interno della scuola è stata per lungo tempo problematica nel panorama italiano. I primi computer hanno fatto il loro ingresso nelle scuole italiane con ampio ritardo e spesso, non sono poi state aggiornate ai nuovi sistemi informatici.
    La situazione oggi è sicuramente migliorata ma ancora tantissime sono le scuole che non hanno una connessione ad Internet veloce ed una copertura che possa raggiungere l’intera superficie dell’edificio. Inoltre anche la diffusione delle LIM è ancora limitata a pochi ambienti scolastici, nonostante i finanziamenti ad oggi stanziati per adeguare le istituzioni scolastiche alle nuove tecnologie.
    I docenti dunque si trovano da un lato allievi che sono abituati a usare costantemente le tecnologie, dall'altro un contesto scolastico che invece fa uso quasi esclusivo ancora di “carta e penna”.
    Chiaramente i supporti tecnologici possono affascinare e coinvolgere, ma un quesito bisogna sempre porsi nel loro utilizzo: la loro efficacia in termini di insegnamento/apprendimento.
    Nel momento in cui è presente, la tecnologia non è un elemento neutro. Il rischio, talvolta, è di creare un inutile sovraccarico di dati e informazioni che, proprio perché multimediali, possono generare distrazioni e ostacoli nel processo di apprendimento (Bruni).
    Lo studente apprende meglio se è messo nelle condizioni di gestire lo strumento che sta usando: ad esempio, i programmi di videoscrittura (come Finale), adeguatamente utilizzati, sembrano promuovere un migliore apprendimento della scrittura rispetto all'uso di carta e penna.
    Finale è un programma di video-notazione musicale computerizzata sviluppato dalla MakeMusic e compatibile con piattaforme Windows e Macintosh. L’ultima versione è “Finale 2014”.
    Finale può essere definito supporto multimediale in quando unisce i sensi della vista (osservo il brano scritto) e dell’udito (riproduco il brano scritto).
    Finale è universalmente considerato come lo "standard" tra i software di notazione e stampa musicale. Nessun altro programma per la notazione ha una così grande flessibilità. Ogni problematica relativa alla notazione musicale può essere risolta in diversi modi, bisogna solo imparare a navigare agilmente tra gli strumenti del programma (cosa non sempre semplicissima).
    Il programma non si propone di insegnare o introdurre alla scrittura musicale, quanto di fornire tutti gli strumenti e aiuti possibili per chi si appresta a questa attività.

    In ambito didattico è usato maggiormente da parte del docente per comporre, trascrivere o arrangiare di brani musicali, modificare in ogni momento la parte scritta (in base all’organico e al livello tecnico degli studenti), riascoltare l’elaborato, creare un file audio da poter far ascoltare ai ragazzi come supporto di studio, estrapolare la partitura o le parti singole.
    L’utilizzo da parte dell’allievo potrebbe risultare difficoltoso senza l’aiuto del docente, poiché il programma ha una interfaccia molto complessa, menù a tendina poco chiaro, utilizzo di simboli tecnici, prevede una buona conoscenza della notazione musicale. Al contempo però potrebbe essere utilizzata soprattutto per compiere azioni base, ad esempio scrivere una parte singola.
    Si consiglia di far utilizzare agli allievi programmi come Muscore o simili in quanto di più facile utilizzo.

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    1. iRig Keys è una piccola tastiera MIDI a 37 tasti pesati pensata per la produzione musicale semiprofessionale. Essa è grado di interfacciarsi con i dispositivi iOS, Mac e PC, dando la possibilità di sfruttare le applicazioni e i software del settore audio per dare vita a sessioni musicali di alto livello.
      Sebbene la nuova tecnologia touch sia sicuramente interessante e utile per comporre musica, in alcuni casi la necessità di avere un feedback tattile mentre si suona si fa sentire decisamente tanto. Proprio per questo IK Multimedia, azienda modenese fondata da due ingegneri italiani, ha pensato di portare sul mercato una tastiera che andasse incontro a tutti coloro che vogliono sfruttare la potenza del touch con l’efficienza del controller fisico.
      Il layout è strutturato secondo tre principali zone: quella dei tasti musicali, quella della gestione del suono, e quella dei controlli generali. I tasti dei toni e dei semitoni sono pesati, quindi suonano con intensità proporzionale alla pressione che viene effettuata sugli stessi. Si distribuiscono in tre ottave complete, più un DO appartenente alla quarta ottava.
      Utilizzo tale supporto principalmente per due scopi: il primo è comporre musica più agilmente, il secondo è accompagnare in aula i ragazzi nell'esecuzione dei brani nel momento in cui non vi è la possibilità di avere a disposizione una tastiera o un pianoforte.

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  11. L’idea di un blog didattico (edublog), è nata per dare ai ragazzi che seguo musicalmente un sussidio didattico durante lo studio a casa. Mi è capitato molte volte di perdere intere lezioni nel correggere gli errori sistematici che gli alunni talvolta commettono durante lo studio, che siano ritmici o melodici. Per questa ragione, per possedere una banca dati online raggiungibile da qualsiasi luogo che sia provvisto di una connessione di rete e per poter condividere con i miei allievi video e materiale educativo in rete, ho dato ai ragazzi questa possibilità didattica.
    Le nuove generazioni, fanno molto uso di dispositivi multimediali, talvolta troppo; per questa ragione in una sorta di sondaggio che ho effettuato prima di creare il blog, ho scoperto che i miei alunni sono tutti possessori di pc, smartphone e consolle e nessuno ha avuto nulla da obiettare per effettuare l’ accesso ai contenuti online che avrei pubblicato.
    Il mio edublog come già accennato, è anche un Online filling cabinet ossia un contenitore di dati condivisibili con gli alunni con l’unica distinzione che io docente gestisco il materiale didattico e gli alunni possono usufruirne in qualunque momento. A riguardo ho inserito numerosi ipertesti collegati al mio accont di google drive e ho reso il tutto pubblico sul web. Se un alunno ha richieste, o vuole semplicemente commentare un post o una pagina, è libero di farlo , anzi capita talvolta che sono io stesso a richiederlo per motivi didattici. Per tale caratteristica, il mio edublog è anche classificabile come collaborative space.
    I contenuti che solitamente inserisco anche da youtube o da altri social, riguardano il clarinetto.
    I vari video che fin’ora ho inserito, erano brani per clarinetto nei vari generi musicali oltre che video riguardanti la costruzione dello strumento o delle ance utilizzate per produrre il suono.
    Quando inserisco un nuovo post, avviso i ragazzi sul gruppo Whatsapp di clarinetto creato da me, dove ho inserito tutti gli allievi.
    I ragazzi mi hanno più volte rivelato di aver visitato il blog e di averlo utilizzato per studiare.
    Uno di loro, prendendo spunto dal video per la costruzione delle ance in casa, si è presentato a scuola la settimana successiva con cinque ance fatte in casa insieme al nonno di cui due suonavano. Sono rimasto fortemente stupito da questa sua iniziativa e gli ho chiesto di documentare la cosa con un video mentre crea dalla semplice canna utilizzata dai contadini per legare i pomodori, il manufatto necessario per suonare lo strumento.
    Oltre ai vari post dove inserisco news e filmati, ho creato delle pagine relative ai vari allievi(social tag). Tra questi figurano anche i ragazzi del progetto di tirocinio svolto alla petrone. Nelle pagine dedicate, inserisco parti e registrazioni che creo io per fini didattici con software appositi come Finale e Raeper, oltre che materiale di riepilogo di quanto detto a volte in classe.
    Un esempio sono i pezzi d’esame di tre miei allievi dell’IC di Colle Sannita.
    Siccome in classe ho riscontrato alcuni problemi ritmici di esecuzione, ben consolidati con ore di studio errato, ho registrato da casa con il programma Reaper i duetti d’esame e li ho inseriti in una pagina dedicata.
    Tale iniziativa l’ho ripetuta anche per allievi di altri corsi e sembra incredibile ma funziona.
    Il ragazzo suona a casa, con la parte davanti, insieme al file video da me postato sul blog. Si può quindi parlare di ipervideo ossia la possibilità di seguire un qualcosa di non lineare durante la visione del filmato; oltre che di realtà alternata in quanto alla multimedialità viene alternata la realtà effettiva.
    Giornalmente inserisco qualcosa di interessante e utile ai fini didattici e i prossimi passi per lo sviluppo di questo edublog sono l’inserimento di un blog roll ossia di un indice ipertestualizzato di altri blog o siti che trattano della musica o del clarinetto e la possibilità per gli alunni di inserire materiale utile ai fini didattici come è il caso del video del mio alunno che si è autocostruito le ance del clarinetto.
    Galuppo Daniele

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  12. Il blog è alla pagina: galuppoclarinet.blogspot.it

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  13. Tra le risorse digitali che sono utilizzabili per l’insegnamento musicale ho selezionato una sorta di kit gratuito per smartphone, una serie di app che forniscono strumenti di utilità quotidiana. Si tratta di un metronomo, un accordatore, una tastiera per pianoforte ed un servizio di riconoscimento melodico. Le risorse sono state selezionate negli anni tra diverse app dello stesso tipo e rappresentano a mio parere un buon compromesso tra gratuità, semplicità e qualità.
    L’app metronomica si chiama Mobile Metronome e presenta opzioni che lo rendono uno strumento molto migliore sia del classico metronomo a pendolo che dei metronomi digitali in commercio. La funzione di un metronomo meccanico è quella di segnalare acusticamente una pulsazione regolare che va dai 42 ai 240 battiti al minuto, con il digitale vengono introdotte indicazioni acustiche riguardo la misura, cioè come sono organizzate le pulsazioni in gruppi. Con Mobile Metronome abbiamo diverse possibilità di segnalare acusticamente anche la suddivisione dei battiti e la scelta tra diversi set di suoni. La funzione veramente innovativa è però quella del “tap tempo”: battendo ritmicamente col dito sullo schermo l’app identifica il tempo che stiamo eseguendo. Questa funzione può essere molto utile in ambito didattico perché permette all’allievo di trovare il tempo di un brano di musica che ascolta o di definire a che tempo si sta eseguendo un brano o un esercizio.
    Altra risorsa è quella dell’accordatore DaTuner, si tratta di uno strumento molto semplice in cui l’unico parametro da impostare a il La di riferimento, che di default è impostato su 440hz (440 vibrazioni al secondo). Si tratta di un accordatore molto più preciso di qualsiasi altro accordatore digitale in vendita, riconosce automaticamente la nota prodotta, segnala numericamente gli hz della nota al decimo (0,1 in più o meno) e simultaneamente ci indica attraverso una barra colorata se siamo calanti (rosso), crescenti (giallo) o perfettamente intonati (verde). L’unica accortenza da usare con l’App sullo smartphone è impostare la rotazione dello schermo in modo da poter utilizzare il lato lungo dello schermo, altrimenti la visibilità della linea che indica gli hertz è scarsa.
    C’è poi un’app gratuita che si chiama Piano, una semplice tastiera per pianoforte che copre una sola ottava. Di questa tipologia esistono miriadi di applicazioni che provano a simulare una tastiera completa. Non ritengo utile ricorrere a queste, la tastiera è qui considerata solo come riferimento sonoro per le 12 note, a prescindere dall’ottava.
    L’ultima app he presento è Soundhound, una riconoscitore vocale che identifica le melodie e ci indica il brano che le contiene, rimandando a diversi link per l’ascolto. Oltre ad essere uno strumento molto utile per identificare brani di cui gli alunni ricordano solo il motivo ha un originale strumento di mappatura delle ricerche effettuate, geolocalizzando le nostre ricerche musicali e ricordandoci così dove e quando abbiamo fatto quelle ricerche. Credo che questa funzione possa avere dei risvolti didattici interessanti perché nel tempo va a costruire una narrativa geografica e temporale delle nostre curiosità musicali, associando momenti e luoghi, cioè esperienze a particolari motivi musicali.
    Segnalo infine la digital concert hall dei Berliner Philarmonker, www.digitalconcerthall.com , un portale che offre servizi di video streaming in diretta o di archivio, con un ampio settore dedicato all’ambito educativo ed alla documentaristica. Molti dei servizi sono a pagamento ma vi sono anche numerosi contenuti gratuiti. L’acceso ai contenuti a pagamento può avvenire anche attraverso un account istituzionale che permette con un singolo abbonamento di collegare molti terminali. Sebbene siano molti i servizi gratuiti che permettono di visionare ed ascoltare esecuzioni musicali, questa risorsa offre enormi garanzie sulla qualità dei contenuti, inoltre penso che il fatto di sentirsi collegati direttamente con i Berliner sia un elemento piuttosto motivante.

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  14. Tra i numerosi prodotti multimediali ho scelto di parlare di alcuni fra i più diffusi : il video digitale e You Tube.
    Il termine video indica delle immagini che scorrono accompagnate quasi sempre da una traccia audio, e molto spesso grazie ai collegamenti internet presenti a scuola, è possibile utilizzarlo nel contesto didattico mediante servizi come YouTube.
    Un esempio dell’ utilizzo didattico di video tratti da You Tube, è quello legato alla scoperta di grandi compositori e la loro biografia . La Rai ha trasmesso un interessante puntata di Superquark condotta da Piero Angela, sulla vita di Mozart, in cui il conduttore commenta le immagini del famoso film Amadeus, del 1984 di Milos Forman ,in cui si parla anche della rivalità fra il grande compositore e Antonio Salieri.
    Il video della trasmissione è diviso in 15 parti della durata di 8 minuti e 12 secondi ,ciò permette di affrontare l’argomento in maniera graduale e di commentare ,fornendo anche ulteriori informazioni .
    Ho potuto osservare negli alunni il grande interesse suscitato dal filmato, e ritengo che l’utilizzo di video brevi possa essere un grande stimolo per i ragazzi ,che vengono in questo modo avvicinati alla musica classica, che troppo spesso è rivolta ad un pubblico di nicchia.
    Grazie ai numerosi video di eccellenti violinisti, è possibile fare dei confronti fra esecutori del secolo scorso e quelli attuali, in questo modo si possono fare delle considerazioni di carattere tecnico ed interpretativo che aiutano anche a sviluppare il gusto musicale.
    Nelle mie lezioni uso anche delle apps scaricabili tramite cellulare come Miglior metronomo e
    l’ Accordatore che consentono ai ragazzi di evitarne l’acquisto, per chi non possiede il cellulare è possibile invece andare su www.metronomo online gratuito tramite pc; utilizzo WhatsApp per comunicare con i miei alunni i quali possono anche inviarmi dei loro video , o delle semplici registrazioni audio eseguite con il violino.
    Pe scrivere la musica adopero il software di notazione e composizione musicale Musescore scaricabile da internet andando su http://musescore.org ,mentre per registrare utilizzo il sistema Reaper .

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  15. Tra i numerosi prodotti multimediali ho scelto di parlare di alcuni fra i più diffusi : il video digitale e You Tube.
    Il termine video indica delle immagini che scorrono accompagnate quasi sempre da una traccia audio, e molto spesso grazie ai collegamenti internet presenti a scuola, è possibile utilizzarlo nel contesto didattico mediante servizi come YouTube.
    Un esempio dell’ utilizzo didattico di video tratti da You Tube, è quello legato alla scoperta di grandi compositori e la loro biografia . La Rai ha trasmesso un interessante puntata di Superquark condotta da Piero Angela, sulla vita di Mozart, in cui il conduttore commenta le immagini del famoso film Amadeus, del 1984 di Milos Forman ,in cui si parla anche della rivalità fra il grande compositore e Antonio Salieri.
    Il video della trasmissione è diviso in 15 parti della durata di 8 minuti e 12 secondi ,ciò permette di affrontare l’argomento in maniera graduale e di commentare ,fornendo anche ulteriori informazioni .
    Ho potuto osservare negli alunni il grande interesse suscitato dal filmato, e ritengo che l’utilizzo di video brevi possa essere un grande stimolo per i ragazzi ,che vengono in questo modo avvicinati alla musica classica, che troppo spesso è rivolta ad un pubblico di nicchia.
    Grazie ai numerosi video di eccellenti violinisti, è possibile fare dei confronti fra esecutori del secolo scorso e quelli attuali, in questo modo si possono fare delle considerazioni di carattere tecnico ed interpretativo che aiutano anche a sviluppare il gusto musicale.
    Nelle mie lezioni uso anche delle apps scaricabili tramite cellulare come Miglior metronomo e
    l’ Accordatore che consentono ai ragazzi di evitarne l’acquisto, per chi non possiede il cellulare è possibile invece andare su www.metronomo online gratuito tramite pc; utilizzo WhatsApp per comunicare con i miei alunni i quali possono anche inviarmi dei loro video , o delle semplici registrazioni audio eseguite con il violino.
    Pe scrivere la musica adopero il software di notazione e composizione musicale Musescore scaricabile da internet andando su http://musescore.org ,mentre per registrare utilizzo il sistema Reaper .

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  16. Tra le risorse digitali che utilizzo in classe ci sono i social network e in particolare facebook, che permette di poter esplorare profili e pagine a scopo didattico. Attingo molto da pagine che riguardano la musica e il flauto traverso, strumento che insegno.
    I gruppi chiusi o aperti di facebook permettono di trovare moltissime informazioni, contenuti condivisi da moltissimi utenti , immagini, video, promozione di eventi, masteclass. Tutte informazioni utili per gli studenti che attraverso l’ascolto, il confronto posso apprendere in maniera autonoma e piu’ stimolante.
    Il profilo facebook e’ un'altra grande risorsa perche’ al suo interno un musicista puo’ promuovere la sua attivita’, puo’ postare video nei quali affronta problematiche tecnico - interpretative nell’esecuzione di un brano. Un profilo che suggerisco ai miei alunni e’ quello del celebre flautista irlandese James Galway.
    Tra le pagine facebook inerenti la musica , trovo molto formativa e molto motivante la pagina Classical Music Humour dove sono postate immagini e video divertenti su musicisti, strumentisti, compositori. Anche nella mia esperienza diretta ho potuto verificare che l’ironia e il gioco facilitano l’apprendimento e creano empatia tra docete e insegnante. Le immagini che a volte propongo ai ragazzi hanno la funzione di introdurre gli argomenti, stimolare la riflessione, risolvere un problema oppure confermare un apprendimento appena acquisito. L’immagine permette di imprimere con più forza un concetto nella mente dei giovani allievi. Miriam Di Marzo

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