giovedì 2 aprile 2015

Prima attività on line

Come concordato a lezione la prima attività prevede due passaggi.

A. Il primo passaggio consiste nel presentare le proprie pratiche di uso della rete. Per facilitare il lavoro vi propongo di usare la scala Forrester che distingue sei possibili usi:

1. Creatori quelli che pubblicano on line creando blog, pagine web...
2. Partecipanti critici che commentano (come voi in questo blog...) e discutono on line
3. Partecipanti collezionisti che collezionano contenuti di vario genere
4. Partecipanti che usano social network (es: facebook)
5. Lettori simpatizzanti che leggono, sentono e visionano contenuti on line
6. Inattivi

Lo schema mi sembra utile. Lo considerate valido? In quale livello vi riconoscete?

B. Tanti di voi già insegnano e tutti insegnerete presto. Come pensate di utilizzare (o come utilizzate)  le risorse digitali in generale e la rete in particolare?

Vi invito a rispondere utilizzando un unico commento per entrambi i passaggi. Vi ricordo che è opportuno che i commenti siano riconoscibili inserendo none e cognome alla fine del commento.

Ricordo che a questa attività vengono imputate sei ore di lavoro.

La scadenza è fissata per le 24 del 21 aprile (segnalo sin da ora che il 16 aprile mi sarà impossibile tenere la lezione che sarà rimandata)

Un augurio di buona Pasqua a voi e a tutti i vostri cari!

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40 commenti:


  1. Il mio utilizzo della rete corrisponde al punto 5 della scala Forrester. Uso internet principalmente per leggere, visionare e scaricare materiale di carattere professionale e per fare acquisti on-line: frequento principalmente siti che pubblicano audizioni e concorsi per orchestre, materiale didattico specifico della tromba e che affrontano argomenti di legislazione scolastica. Fino ad un anno fa ho utilizzato facebook per mantenere i contatti con amici e colleghi conosciuti durante i miei anni di studio all’estero, successivamente essendomi accorto di sprecare molto tempo sulla piattaforma ho deciso di cancellare il mio account. In ambito didattico il mio utilizzo è limitato ad alcuni programmi di videoscrittura musicale (Finale,Sibelius) e a supporti audiovisivi in rete come you-tube. Da tirocinante del Tfa sto assistendo alle lezioni di una docente di Italiano nelle classi in cui si sperimenta la didattica digitale attraverso l’utilizzo di Ipad e LIM. Come osservatore noto che la didattica digitale modifichi alcuni parametri del processo di apprendimento in quanto gli allievi tendono a porre la rete e l’insegnante sullo stesso piano. Il docente non trasmette più il sapere ma cerca semplicemente di filtrarlo attraverso interventi che mirano a favorire processi metacognitivi. La didattica digitale offre degli spunti di riflessione molto interessanti per noi futuri docenti e mi interessa approfondire l’utlizzo di strumenti didattici che favoriscano l’apprendimento musicale dal punto di vista percettivo.
    Antonio Mastrapasqua

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  2. Oggi il linguaggio della comunicazione è cambiato notevolmente. Fino a pochi decenni fa la stessa era completamente differente. Nelle scuole, in casa o in qualsiasi altro luogo si comunicava principalmente in modo verbale e sicuramente si parlava molto di più in ambito familiare per il semplice fatto che ancora non esistevano i mass-media. Con la nascita della radio e successivamente della televisione le cose cambiarono precipitosamente. Negli anni sessanta la televisione incomincia ad essere presente in tutte le famiglie e questo oggetto ha inevitabilmente contribuito alla diminuzione della comunicazione verbale nelle famiglie. Naturalmente non tutto è negativo. Come ogni cosa esistono sempre dei pro e dei contro che determinano e condizionano senza ombra di dubbio il nostro modo di vivere e di prospettarci nella società. Gli anni ottanta e novanta sono stati determinanti per l’innovazione tecnologica: l’introduzione dei computer e della rete a livello mondiale. Una situazione che ha stravolto completamente il nostro modo di vivere. Con la nascita di internet il mondo è diventato sicuramente più vicino e più piccolo. Basta semplicemente avere un computer, una connessione internet e inserire qualsiasi parola chiave su un motore di ricerca per vedere cosa capita nel mondo in quel preciso momento. Chi lo avrebbe mai pensato? I nostri predecessori mai avrebbero immaginato una cosa del genere. Il mondo è così grande, ma con questa innovazione è diventato minuscolo. In questo nuovo mondo, ormai, oggi ne facciamo parte tutti senza esclusione. Basti pensare ai social network, ai blog, ai siti video o ai siti d’informazione per avere in modo immediato un contatto che può avere vari obbiettivi come un’amicizia, un sapere, una curiosità e tanto altro. E’ ormai scontato che nel futuro la rete avrà un ruolo fondamentale per qualsiasi tipo di attività compresa quella lavorativa. Ci sono vari modi per concepire la rete, e nel modo in cui la usiamo , nasce anche il modo in cui la interpretiamo. A tal proposito esiste la scala Forrester. Questa scala propone sei tipologie differenti di approcci, permettendo ad ognuno di noi di collocarci al suo interno e comprendere come utilizziamo tale risorsa. Oggi, nella Scuola Pubblica, la rete ha un ruolo fondamentale. Infatti, il Ministero da un po’ di anni ha incominciato un lavoro di digitalizzazione della Scuola. Ormai, diventa sempre più frequente trovare siti internet di Scuole Pubbliche, lavagne interattive multimediali, comunicazioni online, registri elettronici e cosa più importante, sulla quale mi voglio soffermare, libri e materiali multimediali per lo studio della disciplina. Devo, però criticare un po’ alcuni colleghi che nonostante tale pratica sia attiva, o per lo meno se ne parla da anni, ancora non tutti utilizzano la risorsa rete per insegnare la propria disciplina. Ci sono colleghi che vedono questo cambiamento come opportunità per migliorare le tecniche di apprendimento degli alunni. Tanti altri restano legati al vecchio modo d’insegnare. Ad essere sincero, io credo che la rete è una risorsa immensa e se usata nella maniera corretta può di certo migliorare ed accelerare il percorso formativo dell’alunno. Dopo un’attenta autovalutazione, posso accertare con fermezza che il mio utilizzo della rete come docente è basato sul visionare e collezionare materiale internet che successivamente propongo ai miei alunni come materiale conclusivo o di approfondimento di una determinata unità didattica. Essendo un musicista, il buon 90% del materiale lo trovo sul sito di youtube, trattasi di un sito dove sono racchiusi video di qualsiasi genere musicale, dall’antica alla musica moderna. Tante volte in classe capita che un ragazzo mi chiede le differenze che ci possono essere tra un’orchestra o una formazione Jazz, tra generi musicali, differenze tra voci o strumenti.

    Daniele delle Fave 1di2 16 Aprile 2015

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  3. Il video, assume un ruolo importantissimo ed il ragazzo riesce con molta più semplicità a comprendere tali differenze e soprattutto ad immagazzinarle e farle diventare proprie, cosa che con il metodo di studio precedente diventava difficile. Stiamo parlando di musica, quindi di comunicazione uditiva ed emotiva e non esiste materiale migliore di quello digitale per la comprensione di tali parametri. Altro utilizzo della rete è dato dai materiali multimediali che ho selezionato e continuo a selezionare per spiegare come suonare la musica. La ricerca per un docente è fondamentale. Ogni anno visiono nuovi testi, nuovi DVD sulla teoria e sulla pratica strumentale per cercare quello più semplice ed efficace per dare la possibilità ai miei alunni di poter suonare sin da subito con semplicità. Adesso è necessario capire come affronto una lezione e come utilizzo questi materiali di rete. La mia disciplina comprende principalmente due aree. Storia della musica e pratica strumentale. La prima area è molto interessante, anche perché non è facile creare interesse o voglia nello studiare la storia. Utilizzo le seguenti strategie e materiali multimediali:
    1 Cercare di non annoiare presentando il compositore con qualche aneddoto o curiosità che possa suscitare interesse nell’alunno.
    2 Utilizzo di mappe concettuali nelle quali i ragazzi riescano a non perdere mai il filo del discorso. Oggi è necessario essere il più possibile sintetici per non creare noia ai ragazzi. E’ evidente che i tempi di concentrazioni oggi sono molto più brevi rispetto a quelli del passato.
    3 Utilizzo di Film che parlino del Compositore o del periodo storico
    4 Utilizzo di materiale multimediale per approfondire ed ampliare il modo di fare musica, le tecniche, il contesto sociale dell’ epoca storica nella quale il compositore ha vissuto.
    Per quanto riguarda la pratica strumentale utilizzo le seguenti strategie e materiali multimediali:
    1 Non spiego mai la musica teoricamente, ma utilizzo un percorso al contrario. Innanzitutto, ho una serie di materiali collezionati e scelti nel corso del mio lavoro d’insegnante. Generalmente sono brani semplici che i ragazzi suonano nel corso della lezione. Il tutto supportato con base musicale e/o accompagnamento al pianoforte in modo da abituare l’alunno a suonare sin da subito.
    2 Utilizzo di slide selezionate da internet o sui testi multimediali di musica che servono a spiegare successivamente quello che hanno svolto nel punto 1.
    3 Strategia della competizione. A me piace chiamarla così. Mettere i ragazzi a confronto l’uno con l’altro e cercare la competitività in ognuno di loro. In questo modo i ragazzi studiano a casa perché la lezione successiva devono superare i propri compagni che precedentemente hanno suonato bene.
    4 Ascolto sulla comprensione di cosa è un tema, un periodo musicale, una struttura, uno forma. Tutto ciò che riguarda quello che noi abitualmente ascoltiamo senza porci delle domande. Per questo parametro è necessario utilizzare internet con le LIM e fare ascoltare ai ragazzi vari video e porgli delle domande. Abituarli ad usare il proprio pensiero, le proprie idee e cercare di accompagnarli alla soluzione del quesito posto.
    Concludo dicendo che non mi sono mai posto la seguente domanda.
    Tanti di voi già insegnano e tutti insegnerete presto. Come pensate di utilizzare (o come utilizzate) le risorse digitali in generale e la rete in particolare?
    Adesso che ho studiato ed ho autovalutato il mio modo d’insegnare posso concretamente affermare che in base alla scala di Forrester utilizzo a pieno il punto numero tre. “Partecipante collezionista che colleziona contenuti di vario genere”. Per essere più preciso mi ritrovo in questa definizione. Partecipante che colleziona contenuti di vario genere musicale per semplificare l’apprendimento della musica dei propri alunni.

    Daniele delle Fave 2di2 16 Aprile 2015

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  6. Enrico Forcucci2.A proposito di ricezione,rispondendo alle domande inerenti agli usi didattici ipotetici o attuali,devo purtroppo segnalare che nelle scuole presso cui ho lavorato (quello corrente è  l'ottavo anno d'insegnamento)non abbiamo avuto la possibilità  di accedere alla rete se non negli ultimi 2 anni.Inoltre l'unico router ora disponibile funziona male ed il segnale non raggiunge la mia aula.Se si aggiunge che dall'area in cui insiste la struttura scolastica non c'é possibilitá di accedere  alla rete mobile,il quadro non risulta molto confortante.Ció non mi ha però  impedito di utilizzare qualche risorsa digitale,come le applicazioni che consentono di avere il La per accordare gli strumenti,quelle specifiche per violino che forniscono  le note corrispondenti ai 4 suoni relativi alle corde vuote (sol-re-la-mi),
    le varie app di "digital piano" presenti nello Store android,il Bluetooth  o,sempre offline, programmi come Finale o Sibelius i quali offrono la grande opportunità di scrivere musica polifonica per poi poter  ascoltare,oltre che stampare,  quanto scritto.Quando serve utilizzo ed insegno ad utilizzare l'app che simula il metronomo,migliore dello strumento tradizionale perché produce forme articolate di ritmo.L'applicazione del piano digitale è  molto utile per chi inizia ad imparare il violino perché  la tastiera offre la visione sinottica degli intervalli delle scale musicali,mentre il violino,come noto,non da riferimenti visivi determinati.È quindi  utilissima,se non fondamentale, per comprendere al meglio la differenza fra toni e semitoni o fra modo maggiore e minore.Inoltre i ragazzi sono ormai naturalmente attratti dagli schermi degli smartphone.Di conseguenza risulta più  facile soprattutto renderli attivi nella produzione di suoni con altezze determinate perchè  poi possano, anche in autonomia e a casa,esercitarsi  a riprodurli con la voce.Possono poi utilizzarla,soprattutto all'inizio del percorso triennale, per suonare e memorizzare con facilitá le semplici melodie da eseguire col violino.Resta quindi ovvia l'opportunità offerta dallo smartphone ,che ormai quasi tutti i ragazzi hanno.Del resto,se le famiglie a volte manifestano atteggiamenti restii all'acquisto anche del solo violino,(mi è capitato anche di  prestarlo senza  chiederlo indietro per es.a bambini provenienti da famiglie con gravissimi problemi non solo economici)spendendo spesso il minimo indispensabile col risultato che i ragazzi si ritrovano ad iniziare con pessimi strumenti mentre, soprattutto all'inizio,dovrebbero essere dotati di violini che offrano suoni gradevoli e maggiori facilità  di emissione sonora:come proporre l'ulteriore acquisto di una tastiera?!Utilissimi,ripeto,sono i programmi come Finale o Sibelius perchè  danno la possibilità  di creare le basi musicali relative ai brani orchestrali da eseguire nei saggi per poi usarle  "suonandoci sopra",con l'ausilio di un'adeguata amplificazione sonora.Ció mi consente di far esercitare i miei allievi sui brani di musica d'insieme e di avvantaggiarci
    sui tempi,sempre ristretti, da destinare a tale attività,visto che non è  necessaria la presenza fisica degli 'orchestrali'.Invio loro inoltre le basi perché le possano ascoltare,memorizzare;e qualora vi sia qualche abile volenteroso,accompagnarcisi suonando a casa.

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  8. Credo che lo schema relativo alla scala Forrester risulti abbastanza utile,anche se si dovrebbe a mio avviso fare  specifico riferimento alle applicazioni presenti su smartphone ,tablet e phablet,che giá sottraggono moltissimo al ruolo esercitato dai pc finora,netbook compresi.Potrei inserirmi,come molti ,nella terza,quarta nonché quinta categoria di utilizzatori-fruitori.Ho un profilo Facebook, ma più che un "postatore",sono uno di 
    quelli ogni tanto vi naviga  per soffermarsi su post di diversa natura ed argomento, anche in relazione  allo stato d'animo del momento: per farla breve non disdegno nulla anche se un po'  mi infastidisce e preoccupa notare la presenza di "amici" che hanno sviluppato una certa dipendenza nei confronti di questo social network .Per quel che riguarda  gli amici più intimi che non ho la possibilità purtroppo  di incontrare con la fequenza di una volta un loro post,sia esso simpatico o che possa lasciare intuire una loro momentanea situazione di disagio, può risultare da stimolo alla ricerca di un contatto  più  diretto (telefonico o personale),che vada oltre il semplice "mi piace" o la condivisione di contenuti online.Ultimamente ho accettato,con le opportune limitazioni, richieste di amicizia pervenutemi da alunni sia miei,sia frequentanti le altre classi di strumento, che in totale sono quattro.
    Utilizzo la rete anche per acccedere ad informazioni di diversa natura,non solo quindi quelle che riguardano i miei specifici interessi musicali.Attraverso per es.  l'applicazione android "Rassegna stampa",che propone numerosi articoli tratti dalle più  note testate giornalistiche,leggo  qualche notizia,articolo;stralci che possono risultare poi anche da spunto per approfondimenti non necessariamente o esclusivamente attinenti alle notizie lette.(la logica ipertestuale ormai imperversa). Attraverso lo smartphone cerco inoltre applicazioni di diversa utilità, anche giochi (prima di più  ora molto meno).Permettendomi una confidenza probabilmente fuori luogo,usando oltre ai noti siti quali booking o Trip Advisor anche Google maps e street view, più  di una volta sono riuscito a trovare il luogo di vacanza e le sistemazioni più  adeguate alle  esigenze della mia famiglia.Proseguendo,scarico spesso video da YouTube e se mi interessa  l'aspetto legato ai soli suoni,converto il file video in file audio attraverso l'utilizzo di semplici app, affinché  occupi memo memoria;avendo recentemente acquistato un phablet,ho riscontrato   l'utilitá  del ritagliare attraverso il pennino in dotazione, contenuti, sia  immagini che testi, da qualsiasi pagina online per poterli conservare in apposite cartelle, liberamente create, nell''album dei ritagli"in modo da poterli visualizzare in qualsiasi momento:ciò  potrebbe aiutare a rendere meno dispersiva la navigazione;di certo puó  favorire l'attività  online legata in maniera più  specifica allo studio.Di contro,la possibilità di accedere ad un infinito universo di informazioni in qualsiasi momento (sempre che vi sia ricezione di campo)può dare adito a forme di comportamento  compulsivo che io stesso ho dovuto contrastare.

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  11. PARTE 1
    Personalmente mi reputavo un buon utilizzatore della rete, ma dopo aver visualizzato la scala Forrester, ho rivalutato il mio utilizzo all’interno della rete e mi sono reso conto di quanto essa offra e del limitato utilizzo che io ne faccia. Personalmente mi identifico nei livelli 2 – 4 e 5. Spesso, uso blog per chiarimenti a domande di ogni genere. Non ne ho mai creato uno, ma ho partecipato attivamente in passato a blog sul web intervenendo con pareri e commenti. Sono altrettanto affezionato, poi, all’altra faccia del mondo virtuale: Quella rappresentata dai social network, reti che ci permettono di avere e mantenere contatti con persone lontane chilometri. Sono iscritto a facebook che controllo frequentemente, gestisco diverse pagine sul social del mio gruppo musicale e poi da ormai anni uso la rete per mandare mail, cosa che ormai mi sembra davvero superata grazie all’app. whatsapp e alla chat di facebook. Utilizzo internet per leggere notizie, articoli, per ascoltare musica, per informarmi sul meteo, per effettuare ricerche di vario genere, per visionare siti che riguardano argomenti che più mi interessano, o anche solo semplicemente per soddisfare qualche mia curiosità.

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  12. PARTE 2
    Oltre a considerarmi appartenente al livello 2, 4 e 5 posso aggiungere di utilizzare internet anche per cercare informazioni, per dare risposta a qualche problema, per ascoltare/scaricare musica e video, quindi svolgere le attività del livello 3. A volte, ammetto, scendo nel mondo dell’inattività. Succede anche questo quando l’uso di Internet comincia a diventare abituale e non ci sono novità che attirano. Oppure quando si sente il bisogno di staccare. Da ormai anni sono munito anche di Smartphone e di connessione a Internet sul telefono, che mi risulta utile per la posta elettronica, per facebook e per messaggi e chiamate gratis. Utilizzo la rete anche per motivi didattici, utilizzo essa in diversi modi. Cerco di dare ai miei alunni gli input nel cercare notizie sulla rete inerenti ad alcuni argomenti di musica affrontati in classe. Faccio ascoltare loro video in classe su youtube di brani che stiamo studiando eseguiti da altri musicisti. Ma l’uso che più mi gratifica e che reputo davvero utile per i miei allievi (che spiegherò nella seconda attività) è un programma prettamente musicale che sfrutta la rete per delle “lezioni” online, preparate dal docente, che i ragazzi possono seguire comodamente a casa loro. Mi piacerebbe, per uso didattico, creare blog e invitare i miei allievi a confrontarsi, forse con il tempo lo farò.

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  14. Il mio utilizzo della rete si può individuare sulla scala Forrester ai punti 3 e 4. Sono un “collezionista” nel senso che usufruisco e scarico materiale didattico per i ragazzi, in special modo spartiti. Utilizzo spesso (quasi quotidianamente) il sito www.imslp.org che mette a disposizione musica non coperta dal diritto d’ autore. Mi piace aggiornarmi e cercare nuovi autori oltre a quelli più famosi, ho scoperto così composizioni notevoli, molto funzionali allo scopo didattico e molto gradite agli studenti. Utilizzo e faccio utilizzare ai miei allievi il sito www.youtube.it e Spotify, sul quale si può trovare praticamente tutto. Cerco di spingerli ad ascoltare varie interpretazioni dello stesso brano, e a cercare delle differenze tra le varie esecuzioni, evitando così che l’ ascolto sia passivo. Utilizzo programmi di scrittura musicale per creare e modificare brani, basi e altro materiale da assegnare agli alunni (sono programmi utilizzati non online, che non necessitano di una connessione internet). Io faccio uso di Finale (reperibile su http://www.finalemusic.com ). Finale è un programma di notazione musicale con il quale è possibile creare spartiti, file audio in formato .mp3, .wav o files midi. Come primo approccio è abbastanza semplice e intuitivo, l’ inserimento delle note e dei valori è semplice, così come l’ inserimento delle articolazioni e delle dinamiche, ma se si vuole creare un prodotto di qualità facendo attenzione ai dettagli (ad esempio la distribuzione delle note nelle misure, la direzione dei gambi, ecc) c’ è bisogno di approfondire la conoscenza del programma attraverso il manuale. Alcune funzioni che fanno la differenza tra un lavoro ben fatto ed uno approssimativo sono da ricercare in alcuni sottomenù non proprio immediati ed intuitivi. Credo che sarebbe utile spiegare ai ragazzi come utilizzare questi programmi (almeno nella loro forma base) perché in questo modo riuscirebbero ad essere più autonomi nello studio, e soprattutto possono così creare e modificare da soli esercizi e materiale su cui lavorare. Purtroppo questo non è possibile, in quanto le ore a scuola di strumento musicale sono poche, e si perderebbe troppo tempo. Faccio un utilizzo di programmi di messaggistica e di social network (whatsapp e facebook) abbastanza limitato. A mio avviso sono utili quando hai bisogno di relazionarti con persone che sono molto distanti, per esempio all’ estero, ma credo a volte che rischia di diventare un modo fittizio di comunicare e rapportarsi con gli altri. Leggo e vedo profili di miei conoscenti che non sono corrispondenti alla realtà, e trovo questo un tranello per le nuove generazioni. Noi, che siamo nati in un mondo reale e quindi abbiamo vissuto in un modo non virtuale, stiamo iniziando a subire gli effetti di questa “macchina dell’ apparire” e rischiamo un distacco dalle persone, piuttosto che un avvicinarsi. I nuovi giovani che sono nati in un mondo digitale rischiano di vivere solo in rete, senza sapere cosa significa avere un rapporto umano reale, non filtrato e distorto. Con questo non voglio demonizzare i social network e le tecnologie digitali, penso solo che bisogna fare attenzione ad educare i ragazzi ad un uso consapevole e responsabile.

    Alessandro Miele, 19/04/2015

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  15. Addolorato Valentino Pagina 1

    La Scala Forrester è un utile e valido metodo a cui ognuno può fare riferimento per autovalutare la propria concezione della rete, quale uso ne facciamo e quindi che tipo di fruitori siamo. La scala suddivide gli utenti della rete in una scala composta da 6 gradini, ciascuno dei quali categorizza un profilo di utenti in base alle attività prevalenti che svolgono sul web. La scala Forrester fu introdotta per la prima volta attraverso il libro Groundswell, pubblicato in Italia con il titolo L’Onda Anomala. Questo libro, frutto del lavoro di analisi di una delle maggiori società di ricerche di mercato al mondo, la Forrester Research, pone l’attenzione sul mondo aziendale, che ormai ha colto l’importanza del web e di come le persone lo utilizzano influenzando il mercato. L’ onda anomala di cui parla il libro è quella dei nuovi consumatori che sovvertono le regole del marketing, si ribellano alle prassi consolidate, pretendono di interagire con le aziende, di influire sulle loro decisioni. Creatori, critici, collezionisti, socievoli, spettatori, inattivi, usano le nuove tecnologie blog, wiki, forum, social network e molto altro, per procurarsi ciò di cui hanno bisogno, criticare, raccomandare e, in ultima analisi, modificare prodotti e mercati. Con un ricco corredo di storie aziendali emblematiche, gli autori danno spunti interessanti e consigli sulle nuove frontiere della rete, indicano la strada per sfruttare al meglio i più attuali canali di comunicazione con il mercato e per interagire con quella fascia sempre più crescente di consumatori “ribelli”, in modo da cambiare le proprie strategie per non restare indietro sul mercato e non essere travolti “dall’ onda anomala”. Dunque, molto interessante è la definizione del profilo Social Tecnhographics data dal libro, che classifica i consumatori in una scala di livello di partecipazione all’onda anomala: Creatori, quelli che tengono un blog, che creano o gestiscono un proprio sito web, pubblicano video o contenuti audio/musica di propria creazione o scrivono e pubblicano articoli; Critici, quelli che inseriscono motivazioni/recensioni di prodotti o servizi, o un commento sul blog di qualcun altro, che contribuiscono ad un forum, che inseriscono contenuti in un wiki o modificano quelli esistenti; Collezionisti, quelli che usano i feed RSS, che associano tag a siti web o a fotografie, che votano online per contenuti presenti in siti web; Socievoli, quelli che tengono un profilo su un sito di social networking, che visitano siti di social networking; Spettatori, quelli che leggono un blog, che guardano video di altri utenti, ascoltare podcast, consultano forum o leggono votazioni/recensioni di altri utenti; Inattivi, quelli che non consumano nè creano contenuti. Rispetto a quanto su descritto, il mio utilizzo della rete potrebbe rientrare nel primo e secondo livello della scala Forrester. Il motivo per cui mi reputo parte del primo livello è legato ad una parte del mio percorso di studi (perito elettronico e telecomunicazioni), durante il quale la programmazione con C++, (linguaggio professionale diffuso in ambiti informatici, scientifici e universitari per la realizzazione di moltissime tipologie di programma) e la creazione di siti web con Macromedia Dreamweaver (uno dei più popolari programmi di web design nel settore, consente di sviluppare siti web professionali e delle interfacce “user friendly”, strumenti e funzioni di cui un web designer non può fare a meno) sono state attività di routine, specialmente negli ultimi anni di studio.

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  16. Addolorato Valentino Pagina 2
    Ultimamente, tali competenze acquisite le ho utilizzate collaborando con “amici esperti” (codencode), alla creazione del sito web della mia associazione musicale www.musicsart.it, di cui attualmente ne sono l’unico gestore. Utilizzo il sito per comunicare con gli associati, e per divulgare informazioni ed eventi artistico/musicali organizzati dall’associazione stessa o dalle altre associazioni musicali conosciute. Oltre a questo non escludo l’uso di pubblicare post su social networks, video su piattaforme come Youtube, fare acquisti on line, scaricare musica, leggere blog e forum, ascoltare podcasts ed altro ancora.

    B) Tanti di voi già insegnano e tutti insegnerete presto. Come pensate di utilizzare (o come utilizzate) le risorse digitali in generale e la rete in particolare?
    Fino a qualche tempo fa, le sorgenti del sapere che potevano incidere sullo sviluppo di nuove conoscenze nello studente erano circoscritte al docente, alle quali si aggiungevano i canali informativi mediali, quali radio e televisione, collocate fra le cosiddette “fonti garantite” in quanto a correttezza e affidabilità. L’avvento del Web e delle numerose risorse digitali hanno però rivoluzionato questo schema. Oggi, per lo studente, esistono molti più canali per acquisire direttamente o indirettamente informazioni su argomenti disciplinari. Resta però il fatto che, senza un controllo e un supporto adulto e consapevole, il processo di trasformazione di tali informazioni in conoscenza personale finisce quasi sempre col basarsi su un “fai-da-te” privo di metodo. La scuola non può trascurare i profondi mutamenti che la diffusione delle tecnologie di rete sta producendo al modo di interrelarsi fra le persone e deve assumere un ruolo strategico nell’educare le nuove generazioni, sia nel proporre le tecnologie della comunicazione come strumento in grado di potenziare lo studio e i processi di apprendimento individuali, sia ad usarle in modo eticamente corretto e consapevole. Non si tratta soltanto di introdurre “nuove tecnologie”, ma costruire un nuovo “ambiente scuola”, una nuova organizzazione degli spazi e dei tempi dell’apprendimento, nuovi obiettivi formativi e, soprattutto riorganizzare il ruolo dei docenti. Gli insegnanti devono considerare la “sapienza digitale” che gli adolescenti dimostrano quando apprendono in modo auto-diretto, guidati dall’interesse, con modalità “peer-teaching” e “peer-feedback” , soprattutto se raffrontata alle “mancanze” (di interesse, di metodo e via dicendo) rilevate nell’ambito della formazione istituzionale; nello stesso tempo noi insegnanti dovremmo essere consapevoli che i nati nell’era digitale fanno un uso della tecnologia spesso molto tradizionale e decisamente orientato alla fruizione più che alla produzione di contenuti. Lo stile educativo dovrebbe essere paritario, non impositivo, di partecipazione e di scambio generazionale, di gioiosa collaborazione con i compagni e con i docenti stessi poiché, nel campo dei media, noi insegnanti abbiamo molto da imparare dai nostri alunni quanto a conoscenze quotidiane e abilità pratiche, ma molto da dare in termini di metodo, di saggezza ed esperienza di vita, di quadri culturali ed etici indispensabili per ben “navigare” nel mondo dei media. L’alunno potrà così sentirsi motivato a svolgere abitualmente attività di “encoding” e “decoding”, che gli permetteranno di costruire le conoscenze veicolate dai media e potrà comportarsi come soggetto informato e critico.

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  17. Addolorato Valentino Pagina 3
    Senza dubbio, pensando ad esempio alla scuola dell’obbligo, non è ormai più immaginabile di fare lezione soltanto con i libri e i cd. Questo per più motivi: innanzitutto siamo di fronte a generazioni di “nativi digitali”, immersi fin dalla nascita nel mondo dell’audiovisivo, i quali ci chiedono una didattica consona al loro familiare e consueto modo di apprendere e conoscere il mondo. Non solo leggere, vedere un’immagine stampata, suonare uno strumento, cantare ed ascoltare, ma poter interagire con ambienti di apprendimento multimediali (fruibili per esempio attraverso una lavagna interattiva multimediale), poter assistere ad un’esecuzione dal vivo anche quando non è possibile recarsi a teatro, poter comporre e arrangiare un brano con il computer, poter lavorare sul suono a livello fisico, manipolando la forma d’onda per meglio capirne la natura e le sorprese che i suoni ci riservano, poter svolgere verifiche interattive degli apprendimenti, fare ricerche in rete ecc. Tale rivoluzione che possiamo chiamare “didattica digitale” è a mio avviso ormai imprescindibile e né un lusso né un capriccio dei tempi. Un’adeguata didattica digitale ben si sposa tra l’altro con una concezione “attiva” dell’insegnamento, del fare musica e ben si presta anche a scopi di integrazione ed inclusione. Indispensabili alla didattica di uno strumento musicale sono l’utilizzo di alcuni tipi di programmi, spesso costosi e di cui i dispositivi (pc, tablet ecc.) messi a disposizione nelle scuole ne sono privi, quali ad esempio Photoshop, Cubase, Finale, Sibelius, Band in a Box, Sony Vegas, Audacity , e lo stesso pacchetto Microsoft Office, a cui si aggiungono anche softwares assolutamente gratuiti “open source” adatti ad ogni esigenza. Parlerò in modo specifico dell’uso di questi programmi nella prossima attività.

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  18. 1 Parte

    Una prima riflessione sulla quale vorrei soffermarmi è principalmente sul termine “ Rete”. A mio parere,questo termine largamente ed erroneamente usato, credo stia ad indicare un “ intreccio di fili”, un “ sistema complesso”, organizzato per svolgere una determinata attività a seconda dello scopo a cui è destinato. Essere in rete dunque, significa collegare le proprie risorse in un unico sistema di trasmissione. Oggi diversamente dagli anni passati, i bambini dagli 8 anni in poi, o poco meno, sin dall'età pre-scolare, si avvicinano al “mondo digitale”, attraverso l'uso del cellulare, del computer, dell' iphone, ecc...anche la Scuola si impegna ad incentivare e a favorire l'approccio dei bambini/utenti al “ digitale”; molti infatti sono gli Istituti , dall'Infanzia alla Primaria, dalla Media alle Superiori, che si fanno promotrici del sistema; accettano “progetti informatici” da Enti pubblici o istruttori/docenti privati per fornire ai bambini gli strumenti necessari utili all'approccio informatico, a quello che è il più grande e complesso “ sistema comunicativo mondiale”.
    Attualmente, negare dunque ai minori, l'accesso ad internet, vorrebbe dire privarli di tutte le opportunità offerte dalla “rete”. Internet è lo spazio del sapere, della comunicazione, della condivisione, degli acquisti, delle relazioni, dell'intrattenimento: online si possono trovare informazioni su ogni ambito della conoscenza, si possono stringere nuove amicizie, si possono fare ricerche di studio, si possono scambiare foto, video, musica.
    Tuttavia con le opportunità, aumentano anche i rischi, quindi a tal fine è opportuno porsi come obiettivo quello di promuovere un uso consapevole e responsabile di internet per favorire il crescente bisogno di sicurezza digitale salvaguardando però gli utenti più giovani attraverso attività didattiche “guidate”.
    Per quanto mi è possibile, nella mia realtà scolastica, indossando le vesti di docente-educatore, tento di offrire ai miei allievi/utenti, gli strumenti necessari che consentono loro di navigare su “ reti multimediali”; fornisco le informazioni necessarie per garantire una gestione autonoma, controllata e sicura; indico gli indirizzi web o comunque segnalo le “ fonti”dalle quali possono attingere le nozioni di ricerca e di studio per applicarle sulla disciplina in questione.

    Marisa Cifelli

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  19. 2 Parte

    Essendo docente di Pianoforte di vari ordini e gradi di alcuni Istituti e Scuole ad indirizzo musicale, la metodologia che utilizzo ed applico nel corso delle mie lezioni, è relativa all'età degli allievi.
    In generale, per quanto riguarda la “Propedeutica Musicale”, relativa agli alunni dell'età pre-scolare, utilizzo Cd per l'ascolto dei brani musicali classici, ma soprattutto quelli inerenti la loro età:Cd che narrano fiabe, racconti, filastrocche, canzoni; all'ascolto degli stessi, propongo la visione di video, film, immagini sonore, narrazioni visive, ecc...per meglio imprimere nelle loro menti i concetti sui quali intendo lavorare. Molto del materiale che adopero è tratto dalla rete ( youtube).In questo caso, trattandosi di bambini molto piccoli, sono io, in prima persona a “navigare” sulla rete per trovare il materiale didattico Audio-Visivo di cui necessito a seconda delle attività che intendo svolgere, se finalizzata alle lezioni o in virtù delle recite e dei saggi di fine anno.
    Metodologia un po' diversa per gli allievi della Scuola Primaria ma soprattutto per gli adolescenti della Scuola Media.
    A mio parere, il percorso didattico Audio-Visivo, è fondamentale nello sviluppo psico-fisico del bambino/ragazzo, in quanto stimola e favorisce la crescita della “ dimensione sonora”attraverso l'immaginazione/visione degli oggetti presenti nella realtà; promuove quella che sarà la “ Memoria Visiva”.In ambito musicale, tale processo riveste una notevole importanza; per i musicisti e per quanto mi riguarda, dal punto di vista pianistico, tale aspetto è fondamentale in procinto di concerti, dove l'esecuzione dei brani deriva dalla “ salda memorizzazione”degli stessi.
    In questo contesto dunque, trova la sua importanza un altro materiale multimediale:”il registratore”(o comunque, tutto ciò che può portare alla registrazione dei brani usando strumenti digitali). Per far sì che un pianista/allievo esegua: concerti,saggi, esami, concorsi, è indispensabile che riascolti le proprie esecuzioni. Invito dunque i miei allievi (sc. Media in sù), ad utilizzare un “ registratore” o comunque un qualsiasi strumento che permetta di raggiungere questo obiettivo.
    Tale attività è affiancata dalla “lettura-ascolto sullo spartito”che consiste nell'ascoltare il brano che si vuole suonare e contemporaneamente leggerlo sulla carta. A questo punto, gli allievi devono svolgere diverse attività usufruendo delle risorse in rete:
    ricercare il brano da studiare
    scaricare lo spartito (in Pdf o sotto forma di immagini)
    Ascoltare la composizione seguendo il testo
    Svolgere piccole ricerche sull'autore di riferimento.
    Vorrei precisare, per quanto riguarda tale percorso metodologico, che soprattutto in riferimento alle lezioni relative agli allievi della scuola media, l'insegnamento dello strumento musicale ( Il pianoforte) prevede incontri individuali, che variano da 30 a 60 min. con cadenza settimanale e a seconda del numero degli allievi,finalizzati allo studio dello strumento sopracitato; dunque , i tempi a disposizione ed in particolare le risorse multimediali delle scuole, sono spesso molto limitati se non , addirittura assenti. “Troppe cose, in poco tempo e senza gli strumenti necessari”.

    Marisa Cifelli

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  20. 3 Parte

    Le mie osservazioni, si concludono dunque affermando che la mia pratica di internet è più o meno, la stessa che applico sull'attività e metodologia di insegnamento: svolgo ricerche sugli autori/compositori,ascolto musica e scarico brani musicali, visiono video, film, ecc...; a volte utilizzo sistemi computerizzati di scrittura di spartiti come il programma software“ Finale”, uso software di accompagnamento come ad esempio Van basco ( Karaoke) e per essere in contatto e comunicare con i miei allievi ed amici, utilizzo alcuni social network come facebook e gruppi whatsapp.

    Marisa Cifelli

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  21. Federica Talia (TFA)

    Uso internet quotidianamente ormai per qualsiasi tipo di attività: da quella lavorativa a quella creativa o addirittura "affettiva" per quanto riguarda contatti e amicizie che ritrovo sui social network quali Fcebook, Instagram o Whatsapp.
    Ho una pratica d'uso della rete molto intensa ma nel concreto molto marginale e forse superficiale.
    Faccio ricerche, visiono contenuti on line che riguardano principalmente il mio ambito lavorativo (ovvero quello musicale) e puntualmente la mia curiosità viene attratta da tanti altri contenuti che, anche se non attinenti alle mie ricerche, riescono comunque a catturare la mia attenzione.
    Questo mi permette e mi ha permesso di spaziare molto su tanti argomenti e allo stesso tempo ha contribuito ad un'apertura mentale che man mano vuole sapere ogni volta se c'è altro e se c'è di più.
    Nella scala Forrester, che distingue sei possibili usi della rete e che personalmente trovo molto utile per potermi orientare in merito all'utilizzo che svolgo in maniera abituale di internet, mi collocherei senza dubbio tra il 5' e il 4' punto, ovvero tra i lettori simpatizzanti che leggono, sentono e visionano contenuti on line e partecipanti che usano social network quali Facebook etc.
    Penso che "inattivo" ( punto 6 della Scala) ad oggi non possa permetterselo più nessuno.
    La società, il mondo del lavoro e quindi della scuola con tutte le attività connesse ad esso ci impongono un aggiornamento costante e continuo della rete.
    Non solo, l'ambiente scolastico adesso pratica una didattica digitale che si serve di I-pas e LIM e viene da sè, quindi, una preparazione adeguata ed appropriata di tali mezzi e risorse.
    Ho avuto la fortuna di cominciare ad insegnare molto presto e ho vissuto il "percorso informatico" non come un "cambiamento" ma in maniera molto naturale e spontanea.
    Utilizzo le risorse elettronico-digitali per la consultazione di materiale didattico frequentando siti specifici scolastici, visualizzo, scarico in download, stampo e archivio un numero non proprio ragionevole di materiale musicale invece; lo scansiono, lo mando via mail con i link che trovo e lo confronto su youtube ascoltandolo.
    La rete è uno stimolo continuo e offre qualsiasi tipo di spunto didattico-pedagogico che, se ben usato (e mai abusato!) può sicuramente contribuire al miglioramento del nostro lavoro come insegnanti e in primis come persone ma soprattutto come Artisti.

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  22. Prof. come scritto nel post precedente il commento è di Federica Talia, ci sono stati problemi per postare e l'ho fatto io per lei. Il commento seguente è mio.

    ALESSIO LALLI

    Sono un grande fruitore della rete, anche se non è di vitale importanza per me. Usata correttamente è un immenso contenitore di sapere e di risorse che vanno solo a nostro vantaggio. Per quanto riguarda la scala Forrester: 1. Fino ad ora non ho mai la necessità di creare un blog o un sito, mentre ho creato qualche anno fa la mia pagina “My space”, subito caduta in disuso perché arrivò Facebook che soppiantò qualsiasi altro social network all’ora esistente. 2. Sto usufruendo solo adesso di un blog, questo, per uso universitario, in precedenza non avevo mai fatto parte a nessun blog. Commenti e discussioni on-line ne ho avute a centinaia, però per quanto riguarda i social, Facebook in particolare. 3. Per quanto riguarda i contenuti on-line, colleziono tantissime cose per i più svariati utilizzi. Immagini, audio, video, libri o frammenti di testi, parti, spartiti e partiture musicali, eccetera. Questi mi servono per ricerche, relazioni, tesi, cultura personale, molto per la mia attività lavorativa di musicista. 4. Come detto anche nei punti precedenti Facebook è il social più utilizzato al momento, anche se per quanto mi riguarda in questo periodo lo uso raramente per motivi di impegni di studio e lavoro e perché sono sprovvisto di wi-fi a casa. Altri social non ne ho usati. 5. Questo livello può rientrare nel terzo solo che non prevede la conservazione dei contenuti on-line, tuttavia queste azioni le faccio ogni giorno e con molta frequenza.
    Lo schema rispecchia bene quello che avviene nella rete e come viene usata dalle persone comuni. Io personalmente mi riconosco nel terzo livello che racchiude anche in parte il quinto e in piccole dosi nel quarto, in questo periodo in particolare è il terzo che mi appartiene a pieno. Attualmente non uso risorse digitali nell’insegnamento, non ho ancora una continuità nel mestiere, devo capire ancora in che modo utilizzarle al meglio.

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  23. Michela Russo (TFA)
    La scala Forrester mi sembra un valido strumento di classificazione del nostro uso della rete e quindi un ottimo strumento di autoriflessione della propria pratica nella rete. Premetto che ormai l’utilizzo della rete è indispensabile a tutti, perché permette a chiunque di interfacciarsi con un mondo che ormai non ha più barriere territoriali, culturali e sociali. E’ compito di ognuno di noi saper gestire e selezionare la molteplicità di informazioni che ci vengono offerte continuamente dalla rete.
    Personalmente, mi identifico maggiormente nei punti 3 e 5 della scala Forrester.
    Mi identifico come “collezionista” di contenuti principalmente musicali, in quanto sono alla continua ricerca di materiale didattico per i miei alunni; consulto quasi quotidianamente un blog sull’arpa molto interessante che pubblica periodicamente brani trascritti per il mio strumento; consulto anche diversi siti americani che aggiornano continuamente il loro catalogo di pubblicazioni musicali. Col tempo, ho acquisito l’abitudine di scannerizzare il materiale didattico che utilizzo soprattutto a scuola: avere la possibilità di poter stampare le partiture in qualsiasi momento (avendole tutte su una pen drive) mi permette di ottimizzare i tempi di ricerca. In ambito didattico, utilizzo 2 programmi di notazione musicale: MuseScore e Finale, entrambi utili per creare, ascoltare e modificare brani musicali. Inoltre, utilizzo Youtube per ascoltare diversi esempi sonori proposti da interpreti diversi; spesso sono gli stessi alunni a propormi i video dei loro idoli musicali. Oltre queste attività, utilizzo la rete anche per visionare siti che si occupano delle notizie inerenti la scuola, per leggere l’email e per fare acquisti on-line.
    Utilizzo inoltre, in maniera equilibrata, social network quali Facebook e Whatsapp; credo che siano utili ai fini della comunicazione solo se usati in una certa misura: ovvero per comunicare con persone distanti oppure per trasmettere notizie realmente importanti. Un uso sbagliato di social network comporta una dipendenza incontrollata, che crea un’immagine della vita reale alterata e lontana dal contatto umano.
    E’ importante, quindi, che ogni alunno sia educato al giusto utilizzo della rete e che sviluppi una coscienza critica nei confronti dell’utilizzo della rete stessa, ed in particolare delle risorse digitali che essa offre.

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  24. La scala Forrester mi è stata molto utile per prendere coscienza e delineare meglio la mia posizione all’interno dei possibili utilizzi del web. In particolare, mi riconosco tra il secondo e il quarto livello: mi sento partecipante che usa social network per restare in contatto con amici e colleghi, ma anche partecipante critica nel momento in cui, proprio sui social network si discute di argomenti quali riforme scolastiche, petizioni e ultimi avvenimenti riguardanti soprattutto il mondo musicale. Il livello al quale però mi sento appartenere maggiormente è il terzo: a partire dall’utilizzo di youtube per guardare video musicali di concerti e masterclass (sul violoncello e non) per arrivare all’utilizzo di siti di dominio pubblico per scaricare parti - che servano da spunto per un possibile arrangiamento o per essere semplicemente eseguite – o per fare ricerche e scaricare testi di vari argomenti. L’utilizzo della rete a scuola, a mio avviso, presenta punti favorevoli e non, per questo motivo ne faccio un uso molto moderato. Diventa strumento efficace quando si utilizzano programmi come Finale per arrangiare brani e crearne di nuovi in piccoli ensemble e quando da parte del ragazzo c’è la consapevolezza che ascoltare e guardare un video su youtube rappresenta un momento di crescita, arricchimento, riflessione e confronto con se stessi e le proprie abilità. Osservare un altro da sé dovrebbe aiutare il ragazzo a riflettere sul proprio modo di suonare, a cercare di farne una piccola autovalutazione e di operare una scelta in termini di gusti musicali (valido soprattutto per le classi terze). Purtroppo nella maggior parte dei casi è visto come un momento di relax e di distensione che porta l’alunno a distrarsi. Un’educazione all’utilizzo della rete servirebbe ad allargare le conoscenze delle potenzialità che essa offre e che per i ragazzi purtroppo a volte si ferma all’uso e abuso dei social network.
    Maria Miele

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  25. Secondo la scala forrester mi rispecchio nel punto 2.
    cominciato l'utilizzo di internet 5 anni fa installando l'ADSL a casa, cominciando subito con la posta elettronica, con Skype collegandomi con dei parenti oltreoceano che altrimenti non avrei mai conosciuti. Scaricavo musica e spartiti. Guardavo video su YouTube. Facebook. Poi divenne una mania perché ero collegato per molte ore al giorno ho cercato un po il distacco. Infatti poi ho fatto la disdetta del contratto.
    Però dopo un certo periodo avendo constatato che internet è troppo necessario, ho comprato dapprima un ottimo smartphone e in seguito un ottimo tablet 3g in cui potevo utilizzare una sim card con cui potevo navigare da qualunque luogo. Esso ha soppiantato quasi del tutto il PC perché molto più funzionale e utilizzabile dovunque e più comodo da usare anche sdraiato a letto
    L'utilizzo attualmente è quasi esclusivamente per l'approfondimento del mio studio musicale. Spotify, YouTube, tunein radio.
    Ho il diapason, l'accordatore per chitarra, video lettura, video scrittura navigatore satellitare fotocamera videocamera e mille altre applicazioni, tutto in unico dispositivo.

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  26. Ad onor del vero non mi sono mai sentita una grande "tecnologica", non mi vergogno nel dire che solo negli ultimi anni con il possesso, quasi obbligatorio, di cellulari sempre più all'avanguardia ed aggiornati, sono stata costretta a capirci qualcosa di più a riguardo. Purtroppo il mio "ritardo"è partito da tempi remoti, ricordo ancora come i miei amici del liceo "perdessero" pomeriggi interi a "giocare" con il computer ( o forse stavano gettando le basi della la moderna conoscenza) ed io invece ero sempre impegnata a dover utilizzare il mio tempo in ben altri modi . Attualmente le cose non è che siano cambiate di tanto, l'unico vantaggio è che si può consultare la rete in maniera molto più semplice e frequente dato che siamo ormai tutti muniti di smartphone, tablet e quant'altro. Confesso che quotidianamente però la percentuale che ne faccio di tale uso è sempre un pò limitata e dovendomi riconoscere in una scala di riferimento di utilizzo e di pratica d'uso ( utilizzando la scala Forrester) direi che sicuramente potrei riconoscermi tra coloro che sono definiti partecipanti collezionisti che collezionano contenuti di vario genere, che partecipano ( raramente) ai social network, che leggono e visionano vari contenuti on line, sia che essi riguardino tematiche scolastiche o che interessino la sfera privata e personale. Quasi mai sono intervenuta in un blog, anzi questa forse è stata la prima esperienza. In precedenti situazioni c'era quasi il desiderio di non rivelare o condividere il proprio pensiero, quasi ad aver paura di un giudizio contrario, in questo caso che mi viene espressamente richiesta la partecipazione, con mia grande sorpresa sto notando che se usato con serietà il blog è uno strumento di grande arricchimento conoscitivo e di condivisione.

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  27. Fino a questo momento ho utilizzato le risorse tecnologiche anche in campo didattico. L'utilizzo ha riguardato ad esempio, la visione di filmati da youtube, filmati che in qualche modo potessero essere di completamento alle lezioni svolte in classe riguardanti la chitarra, oppure l'ascolto di file musicali, o ancora la ricerca e poi il dowload di brani richiesti espressamente dagli allievi, in realtà riconosco di averne fatto un uso molto comune. In questo mi sento un pò carente a livello di conoscenze, soprattutto con l'esperienza del tfa ho potuto constatare che alcuni miei colleghi sono molto bravi ad utilizzare i mezzi digitali e soprattutto la rete anche in ambito didattico in quanto conoscono programmi molto validi ed in alcuni casi anche un pò sofisticati. Da tempo mi sono ripromessa di aggiornare le mie conoscenze anche se sono del parere che si imparano i "segreti"della rete solo se la si pratica di continuo.

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  29. PARTE I
    Di fronte alla grandezza immensa della rete, classificarsi in una o più categorie di utenti in base all’uso potrebbe risultare assai difficoltoso. Non avevo mai sentito parlare della scala Forrester e grazie ad essa è più facile distinguere le tipologie di utenti della rete e individuarsi in uno o più livelli. Ormai penso che ai giorni nostri è quasi impossibile che qualcuno appartenga al sesto livello (inattivo) per data la diffusione di tablet, smartphone, pc e notebook con connessioni internet mobili che consentono di accedere alla rete in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.
    Io mi ritrovo perfettamente nei punti 5 (Lettori simpatizzanti che leggono, sentono e visionano contenuti on line), 4 (Partecipanti che usano social network) e 3 (Partecipanti collezionisti che collezionano contenuti di vario genere) e li ho elencati in ordine inverso perché durante la mia esperienza della rete ho sviluppato un uso della rete secondo quell’ordine. Dapprima ho iniziato ad usare la rete come lettore di articoli più che altro per effettuare ricerche e la mia connessione non poteva darmi di più essendo ai quei tempi una 56k. Col passare degli anni e anche della velocità della connessione (nella mia zona arrivata a 640k e solo di recente 10M con WISP) ho iniziato a frequentare Facebook e a collezionare immagini, audio e video che con la precedente connessione era impensabile fare data la durata del download. Per quanto riguarda il punto 2 (Partecipanti critici che commentano e discutono on line) sto solo ora partecipando alla discussione in questo blog quindi non mi ci sento pienamente appartenente. Lo stesso vale per il punto 1 (Creatori quelli che pubblicano on line creando blog, pagine web…) avendo creato tempo fa una pagina web per l’Associazione Musicale del mio paese (ora non più disponibile) e inserito su youtuibe qualche audio registrato da me.

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  30. PARTE II
    Anche per quanto riguarda le risorse digitali in generale non è possibile che oggi ci siano ancora persone che non sappiano utilizzarle. I software sono ormai progettati in modo da essere usati nel modo più intuitivo possibile e di fare a meno del manuale di istruzione come anche i sistemi operativi: ricordo che nel primo PC che ho usato c’era il DOS e per fare copia e incolla bisognava scrivere “copy c:\sorgente *.* a:\destinazione”, stando attenti a spazi e caratteri, oggi invece basta trascinare col mouse!).
    Io scarico video di brani musicali da youtube da far vedere ai miei alunni oppure do loro il compito di ricercare un video di un brano. Grazie al video è possibile far vedere come funziona un’orchestra, e qual è il compito del direttore, visto che si ha la tendenza a “buttare nella mischia” gli alunni nelle prove di musica d’insieme senza che capiscano i gesti base del direttore. Cerco spartiti su siti internet (per esempio imslp) per poi riadattarli agli strumenti presenti nella Scuola. Oggi che tutti hanno lo smartphone faccio installare un metronomo e un accordatore gratuiti, facendo risparmiare circa 30€ e avendo sempre a portata di mano due strumenti indispensabili sia per lo studio in singolo che d’insieme. Uso il programma di videoscrittura musicale Finale per scrivere le parti oppure faccio riscrivere dei pezzi di concerto agli alunni dettati da me. Da poco c’è un nuovo programma di videoscrittura chiamato Staffpad che permette di scrivere tramite la penna di un tablet riconoscendo i tratti e potrebbe essere usato per insegnare a scrivere musica con una scrittura precisa e leggibile. Uso Audition per registrare tracce audio dei brani che poi gli alunni devono eseguire e grazie alla funzione di sovraincisione posso fare ascoltare duetti e trii per clarinetto con parti suonate tutte da me che poi posso mandare tramite Dropbox. Whatsapp è un’app utile che uso per avvisare gli alunni mentre evito di dare loro l’amicizia su Facebook.
    Per quanto riguarda i social network e i programmi di messaggistica però sono un po’ sulla difensiva nel creare gruppi di molte persone: mentre molti anni fa la comunicazione era lenta e quindi si mandavano solo messaggi importanti, oggi la comunicazione è diventata istantanea e piena di messaggi/commenti inutili: a volte il messaggio importante è sommerso da una marea di messaggi inutili.

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  31. GRAZIANO CARBONE pag.1
    E’ la prima volta che sento parlare della Scala Forrester, tuttavia mi sembra molto utile perché offre la possibilità ad ognuno di riflettere sul proprio grado di utilizzo ed interazione con la rete. Il mio utilizzo corrisponde ai livelli tre, quattro e cinque, in quanto impiego la rete per aggiornarmi e documentarmi su tipologie e generi musicali a me sconosciuti, che precedentemente, senza il mondo virtuale, era molto più difficile ricercare e recuperare. In particolare uso internet per visionare video, concerti su www.youtube.com scaricare brani mp3 da Utorrent, spartiti di brani facili da proporre agli alunni, metodi didattici, ricerche storiche stilistiche, acquisto di strumenti musicali su www.mercatinomusicale.com.
    Per comunicare e scambiare materiale didattico-digitale, sia con i miei alunni che per i miei lavori come musicista utilizzo la posta elettronica, un profilo facebook e l’applicazione di messaggistica WhatsApp. Ritengo che sicuramente l’uso di internet ha reso più comodo e pratico le nostre vite, quasi in modo insostituibile, permettendo di affacciarci in mondi virtuali con una semplicità incredibile. La cultura mediatica è talmente integrata nella realtà soprattutto dei nostri alunni da essere dimensione stessa della nostra cultura. Sono dimensioni sociali, culturali, politiche ed economiche della nostra società, contribuiscono a costruire modelli di riferimento. E’ uno strumento sempre più utilizzato perché rappresenta una straordinaria opportunità di informazione, apprendimento, svago e comunicazione che supporta lo svolgimento delle attività quotidiane, dallo studio all'entertainment. Secondo me è necessario che i genitori si informino di più sui meccanismi di Internet e sulla attrattiva che esercita sugli adolescenti. Così come i genitori scelgono i libri che compongono la biblioteca dei propri figli e approvano i contenuti che ritengono idonei per loro, ugualmente è giusto analizzare e scegliere le risorse di Internet per poter dare ai propri figli le indicazioni sui potenziali pericoli che si nascondono in rete. È necessario parlare con franchezza ai ragazzi e lo si può fare solo se coscienti del funzionamento di questa nuova tecnologia. Nell’ambito della didattica, l’innovazione più significativa è stata senza dubbio la lavagna interattiva multimediale (novità questa tra l’altro trasversale a tutte le discipline) per gli aspetti legati al cooperative learning, alla didattica di gruppo e al potenziale multimediale e interattivo che la riguardano. Questo per più motivi: innanzitutto siamo di fronte a generazioni di nativi digitali, immersi fin dalla nascita nel mondo del multimediale, i quali ci chiedono una didattica consona al loro familiare e consueto modo di apprendere e conoscere il mondo. Potenzia la fruibilità del linguaggio musicale, favorendo la condivisione di gusti e preferenze e quindi il confronto e lo spirito critico costruttivo; in quanto strumento multimediale, permette ai ragazzi una fruizione del linguaggio musicale molto più vicina all’uso fatto nella quotidianità (utilizzo di iPod, iPad, Youtube, podcast, iTunes); potenzia l’incisività del linguaggio musicale, attraverso un’efficace amplificazione del suono e un grande schermo che permette una visualizzazione coinvolgente dei video (canzoni, biografie, strumenti musicali);

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  32. GRAZIANO CARBONE pag.2attraverso la connessione ad internet in tempo reale permette di usufruire di risorse didattiche preziose per lo svolgimento della lezione e per l’integrazione al libro di testo (pur essendo esso stesso interattivo) di contenuti multimediali di vario genere (filmati, spartiti, approfondimenti, software specifici), far suonare alla classe i brani musicali utilizzando la funzione registrazione (software sequencing) per ascoltarsi, per migliorare l’esecuzione, per creare un percorso compiuto dagli alunni durante l’anno scolastico, i ragazzi impareranno ad essere autocritici e a migliorare le proprie esecuzioni ascoltandosi, potranno imparare a modificare la mappa timbrica dei brani (distribuzione ed uso di determinati strumenti, scelta di realizzare un accompagnamento autonomo della melodia) per personalizzarli usando la creatività. Non solo leggere, vedere un’immagine stampata, cantare ed ascoltare quindi, ma poter interagire con ambienti di apprendimento multimediali, poter assistere ad un’esecuzione dal vivo anche quando non è possibile recarsi a teatro, poter comporre e arrangiare un brano con il computer, poter lavorare sul suono a livello fisico, manipolando la forma d’onda per meglio capirne la natura e le sorprese che i suoni ci riservano, poter svolgere verifiche interattive degli apprendimenti, fare ricerche in rete ecc. Tale rivoluzione che possiamo chiamare “didattica digitale” è a mio avviso ormai imprescindibile e né un lusso né un capriccio dei tempi. Un’adeguata didattica digitale ben si sposa tra l’altro con una concezione “attiva” dell’insegnamento, del fare musica e ben si presta anche a scopi di integrazione ed inclusione.

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  33. Ileana De Santis

    Utilizzo la rete principalmente per comunicare , fare ricerche e trovare materiale di vario tipo di cui posso eseguire il download o che posso acquistare.
    Poiché ho molti amici all’estero o comunque lontano da dove vivo, utilizzo i social network e le applicazioni che mi permettono di fare chiamate e videochiamate. In particolare faccio un ampio uso di Skype perché mi consente di effettuare chiamate di gruppo.
    Quando devo fare delle ricerche utilizzo la rete per trovare informazioni. In genere questa attività mi richiede tempo perché su un determinato argomento si possono trovare tantissime notizie contrastanti tra loro ed è difficile quindi determinare quali sono le fonti più attendibili. Ciò accade soprattutto per quanto riguarda argomenti artistici e umanistici in generale.
    Spesso effettuo il download di materiale gratuito come spartiti o programmi sempre relativi alla sfera musicale. Visualizzo inoltre film in streaming.
    Non sono solita partecipare a discussioni on-line, questo è il primo contesto in cui utilizzo un blog. Tramite questa attività ho potuto verificare l’efficacia dei blog in ambito professionale, quindi penso che inizierò a utilizzarla sia nella didattica che nel settore della musica e del flauto in particolare.
    Ritengo pertanto di potermi inserire ai livelli 3, 4 e 5 della scala Forrester. Penso sia uno schema valido in quanto fa riflettere sulle potenzialità della rete e su attività che si possono attuare con essa e che spesso vengono sottovalutate. Penso però che si debba iniziare a dare attenzione anche alla categoria delle persone che creano applicazioni da utilizzare con lo smartphone. Conosco molti ragazzi che frequentano le superiori che sono già in grado di creare applicazioni. Non è infatti più necessario possedere una laurea in informatica o lavorare presso importanti case che si occupano della multimedialità per acquisire le competenze per la creazione di un programma. Oppure posso fare l’esempio della scuola in cui effettuo il tirocinio che utilizza come registro elettronico un’applicazione per tablet e cellulari creata dal mio professore di matematica del liceo. Questa è un’attività molto utile per se stessi e la comunità, vista la facilità con cui si possono utilizzare le varie applicazioni, disponibili sul cellulare. Va sottolineato poi che i costi sono notevolmente bassi ,se non nulli, per chi effettua il download. Di conseguenza nella sfera scolastica è più che conveniente.
    Per quanto riguarda l’insegnamento quando possibile visiono dei video di grandi interpreti, scarico materiale didattico come partiture e programmi, di registrazione e di scrittura in particolare, faccio in modo che gli alunni cerchino informazioni riguardanti i brani da eseguire. Penso sia utile la possibilità che il docente può sfruttare nell’inviare comunicazioni e materiale attraverso la rete tramite la posta elettronica, la bacheca del sito della scuola, e anche i social network. Per quanto riguarda quest’ultimo caso da un certo punto di vista è più facile coinvolgere gli alunni più introversi oltre che quelli che partecipano di meno alla lezione. Il social network crea infatti uno schermo protettivo che facilita la comunicazione e il contesto in cui siamo soliti usarlo inoltre può influenzare positivamente l’approccio con la scuola. Credo però si corra il rischio di perdere l’identità del rapporto docente - alunno.

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  34. DANILO SIMEONE

    Il mio utilizzo della rete è riconducibile ai seguenti punti della scala Forrester: 2-partecipante critico che commenta e discute on-line, 3-partecipante collezionista che colleziona contenuti di vario genere, 4-partecipante che usa social network, 5-lettore simpatizzante che legge, sente e visiona contenuti on-line.

    Lo schema mi sembra valido al fine di definire il profilo del proprio orientamento nei confronti dell’uso di internet, considerando che, a mio avviso, prevede tutte le possibilità di utilizzo della rete stessa.

    Riguardo all’uso della rete nell’attività didattica dico, in prima battuta e spero non a sproposito, che la rete è spesso presente anche in maniera indiretta. Infatti, durante le attività di insegnamento, internet viene continuamente citato, dato che buona parte delle esperienze pregresse, in particolare proprie dell’alunno e che hanno riferimenti con l’argomento e le tematiche in oggetto alla lezione, provengono da internet.

    Nell’arco dei miei quattro anni di insegnamento, ovvero di un periodo relativamente breve, l’utilizzo della rete e dei vari supporti informatici e digitali ad essa connessi ha preso sempre maggiore spazio nella scuola, seguendo i ritmi di una progressione rapida e chiaramente visibile.

    Nel secondo anno di insegnamento ho assistito all’introduzione del registro elettronico, strumento che ritengo decisamente vantaggioso rispetto al suo predecessore cartaceo. Il punto forte del R.E., che utilizzo molto volentieri, è indubbiamente la possibilità del docente di avere a disposizione un quadro globale e continuamente aggiornato della situazione di una classe e/o di un alunno in particolare, accessibile con estrema facilità ed in qualsiasi momento. L’uso del registro digitale ha portato inoltre le scuole a munirsi di una connessione wi-fi diffusa, che ha permesso la copertura di rete su tutto l’istituto. Il registro digitale prevede inoltre una sezione “bacheca” dove sono puntualmente pubblicate tutte le circolari e gli avvisi riguardanti le attività scolastiche.

    In ambito didattico utilizzo internet :

    -per comunicare con gli alunni in maniera istantanea all’interno di gruppi di classe virtuali sulle piattaforme di comunicazione: principalmente Wapp e e-mail;
    -per inviare loro materiale didattico esplicativo e di approfondimento sulla lezione svolta;
    -per inviare loro registrazioni audio e video, dove spiego verbalmente o suono allo strumento, in modo da aiutarli nello studio a casa;
    -per segnalare link utili;
    -per scaricare ed acquistare spartiti da IMSLP, via torrent, da siti vari dove compositori ed arrangiatori mettono in vendita musica scritta per strumento solista, orchestra, banda, piccole formazioni, acquistabile e scaricabile direttamente in pdf e spesso con file audio annesso.( segnalo come esempio http://www.musicamedia.it );

    Ormai il pc/tablet in classe è sempre acceso, oltre che per aggiornare il registro a fine lezione, per avere a disposizione software, app. e strumenti di consultazione vari.
    Utilizzo spesso youtube in classe per fare ascoltare musica.

    Le risorse digitali delle quali faccio maggiore uso sono:
    -la lim, principalmente per mostrate spartiti, spesso su software di scrittura musicale in modo da poter ascoltare la riproduzione con la partitura scorrevole, seguendo difatti la scrittura sotto indicazione del programma, facilitando così la lettura all’ascolto; per far scrivere agli alunni idee musicali modificabili di volta in volta, dopo varie esecuzioni durante la lezione, soprattutto durante gli esercizi di improvvisazione;
    I software di scrittura musicale ”Musescore” e “Sibelius”;
    Il programma di eratraining “Earmaster”;
    I software e le applicazioni per la registrazione video e audio monotraccia e multitraccia;
    Le applicazioni metronomo (Al momento utilizzo “TEMPO”, disponibile su App Store, che ritengo molto versatile e ricca di strumenti interessanti).

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  35. Trovo la scala Forrester uno strumento davvero utile, grazie al quale ho potuto analizzare in maniera critica il mio utilizzo della rete. In generale, la mia necessità di entrare in rete è legata essenzialmente alla curiosità-interesse del momento, dunque al bisogno di approfondire, confrontare, cercare ed infine acquisire determinate informazioni in merito. Utilizzo la rete anche per acquistare e/o vendere oggetti e strumenti di vario tipo, così come utilizzo la rete unicamente per vedere dei video divertenti su youtube. Sono iscritto poi ad un sito specifico necessario per monitorare l’andamento delle graduatorie a livello nazionale. E dunque direi con certezza che la mia prima attività on-line è quella di leggere, sentire e visionare contenuti di vario genere (livello 5 della scala) per poi orientarmi verso un obiettivo specifico. In passato sono stato un attivo frequentatore di social network, come Facebook, dal quale ho voluto poi allontanarmi poiché mi era sembrato essere un mero giocattolo per notiziuole relative a quella o quell’altra persona; occasione utile per elogiare il proprio “io” mettendo in mostra l’ultimo scatto; momento di ritrovo e scambio essenzialmente del “poco”. Dal livello 4, la mia esperienza non ha tratto granché di positivo: ne avrò fatto sicuramente un cattivo uso. Entrando nel particolare del mio lavoro invece, posso affermare, che l’utilizzo della rete è per me legata al procacciamento di materiale musicale, ovvero di spartiti per i diversi organici con i quali organizzo la musica d’insieme: duo, trio, quartetto, ensemble vari, orchestra. Per questo motivo mi rivedo abbastanza nel livello 3 della scala Forrester, il quale è strettamente collegato però, al livello 5 (come ho sopra spiegato in generale), per il seguente motivo: riuscire a trovare quel giusto link da cui poter scambiare o semplicemente acquisire materiale didattico, presuppone come primo passaggio quello dell’inserimento della “domanda” nel motore di ricerca. Questo comporta la scoperta di tutto un mondo di possibilità da esaminare: Blogs contenenti pareri differenti in merito a link utili, dunque indirizzi a volte trasversali alla nostra ricerca, altre volte che ci portano a quel determinato sito specifico per la nostra ricerca. L’intelligenza, la fantasia ma anche una certa pratica, devono da qui in poi fare la loro parte. E’ anche per questo motivo che, quando mi ritrovo davanti un alunno che mi fa la richiesta di poter suonare quel determinato brano del momento, che hanno quasi sempre caricato sul proprio cellulare, e di cui non si possiede lo spartito, dandogli le giuste indicazioni (strumento, formazione e formato del file), io gli propongo di effettuare egli stesso una ricerca on-line. Alla lezione successiva avremo quasi sicuramente più di una versione dello stesso brano da cui scegliere, oltre al fatto più importante per me, che è quello di aver condotto l’alunno ad una ricerca più tecnica che lo porterà ad una realizzazione attiva fino in fondo di quella musica, diversamente dalla solita frequente ricerca della canzone del cuore per il proprio cellulare, spesso invece oggetto di un ascolto passivo e fine a sé stesso. Tutto ciò a scuola è ovviamente possibile solo nel momento in cui si dispone di una connessione. E attualmente, di norma tutte le scuole devono possedere una postazione internet anche solo per dare la possibilità ai docenti di regolarizzare l’ormai definito registro elettronico, ma anche e soprattutto perché gli stessi programmi ministeriali, ad ogni livello, prevedono la conoscenza dell’utilizzo di un pc. Avendo la linea WiFi, sarà possibile utilizzare come mezzo il nostro portatile o tablet, semplicemente il nostro cellulare e lì dove presente, la lavagna interattiva (LIM).
    GIOACCHINO GRANATA (pas)

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  36. Premetto che, da circa un paio di anni, dispongo di una connessione internet decente, poiché nel piccolo paese dove abito fino a pochi mesi fa non era disponibile una connessione via cavo, quindi potevo accedere ad internet soltanto tramite pennetta, per giunta di scarsa ricezione di segnale. Dopo diversi tentativi di migliorare la ricezione, con scarso successo, ho scoperto l’ ADSL satellitare ed ho risolto i miei problemi con la rete. Voglio da subito dire che la scala proposta per l’ utilizzo della rete mi torna molto utile per descrivere l’ uso che faccio di internet, anche se devo dire che non tocco tutti i punti della scala. In particolare non faccio parte degli utenti del primo e del secondo punto, anche se sono frequentatore-lettore di alcuni blog di mio interesse, mentre sono più attivo nei punti 3-4-5. In particolare per quanto riguarda il terzo punto, sono visitatore di diversi siti e quant’ altro non soltanto del settore di cui mi occupo, da cui scarico informazioni, video, pdf che tengo e colleziono per uso personale. Logicamente tutto ciò che fa parte del mio settore viene usato sia a scopo didattico che per arricchire il mio bagaglio culturale. Invece parlando del punto 4, dico subito che non uso facebook poiché non condivido diversi aspetti del social e soprattutto l’utilizzo che la maggior parte degli utenti ne fa. Però, ad esempio utilizzo molto WhatsApp poiché è un social dove comunque si possono condividere sia audio, sia video e quant’ altro e lo ritengo molto più riservato. Il punto 5 è quello che forse uso di più, poiché oltre ad interessarmi a tutto ciò che riguarda il mio ambito didattico-professionale, ho altri interessi di diverso genere e quindi visito diversi siti, blog, video ecc. da cui posso trarre svariate informazioni e vantaggi. Purtroppo in ambito didattico, a mio malgrado, non posso utilizzare né internet né nessun’ altra risorsa digitale in tempo reale, in quanto la scuola dove insegno né è sprovvista.

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  37. Tra le sei modalità espresse dalla scala Forrester il mio profilo sull’uso della rete corrisponde in buona sostanza ai punti 3, 4 e 5. Trovo lo schema abbastanza valido anche se non del tutto esaustivo, dal momento che limita il campo all’utilizzo della sola rete prescindendo da possibili impieghi di altre risorse digitali. Inoltre ritengo che un utente medio sia difficilmente collocabile in una sola categoria ma più spesso si possa inquadrare (come del resto il mio caso) in diverse fra le tipologie espresse anche non direttamente consecutive.
    L’uso che faccio della rete è legato prevalentemente alla mia attività di musicista. Attraverso diversi canali (su tutti youtube e spotify) usufruisco del materiale audio-video per diversi fini come ad esempio ascoltare diverse interpretazioni di un brano che sto studiando o approfondire il repertorio di un autore che non conosco abbastanza. Visiono e scarico parti e partiture musicali, consulto bandi per audizioni e concorsi e visito portali del settore musicale e scolastico. Abbastanza spesso acquisto on-line materiale di vario genere e consulto siti di quotidiani e riviste per fini informativi o anche per semplici curiosità. Ho un profilo facebook che utilizzo quotidianamente e, per quella che è la sua conformazione e nei limiti di un uso moderato, trovo che sia uno strumento particolarmente interessante. Oltre al classico indirizzo mail, ho un account di posta elettronica certificata con il quale comunico per lo più con le istituzioni scolastiche. Così come la rete, anche le altre risorse digitali che adopero riguardano maggiormente la sfera musicale. In prevalenza utilizzo “Finale” che è un programma di notazione musicale e “Audacity” per registrare o modificare file audio. Per la maggior parte delle attività digitali adopero lo smartphone con il quale mi servo regolarmente delle applicazioni Whatsapp e Skype.
    In ambito didattico ritengo che le risorse digitali rappresentano al giorno d’oggi uno strumento di enorme importanza, e probabilmente per la mia classe di concorso (educazione musicale) ancora più che per altre. Nella scuola dove sto svolgendo il tirocinio ho notato con piacere e francamente anche con stupore che ogni aula ha una LIM e un notebook ad essa dedicato e i libri di testo hanno inserti multimediali ben fatti e abbastanza completi. Come futuro docente propenderei anche per l’adozione di un testo in formato e-book. La rete poi fornisce l’opportunità di ampliare i contenuti musicali. L’utilizzo didattico forse più immediato riguarda la fruizione del materiale audio e video: trattare ad esempio la storia della musica con approfondimenti sull’ascolto partecipato delle opere o dei generi studiati credo possa essere una modalità non solo più efficace ma anche più stimolante. In riferimento alla pratica strumentale di grande utilità può essere il programma “Finale” con il quale realizzare arrangiamenti dei brani presenti nelle antologie dei testi adattandoli alle specificità di ogni classe. Sempre con questo programma è possibile creare basi musicali in formato MP3 o ancora meglio MIDI così da permettere allo studente, soprattutto a coloro che non frequentano un corso ad indirizzo musicale, di studiare a casa il brano in maniera più attiva e divertente, il senza prescindere dal rigore ritmico.

    Alberto Albino

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  38. Per quanto riguarda il mio utilizzo della rete, in riferimento alla scala Forrester mi ritrovo nel punto 5. Mi piace leggere, trovare informazioni , visionare contenuti. Non frequento i social network perchè amo la conversazione verbale, il contatto visivo o almeno uditivo con i miei interlocutori, non mi piace anteporre un computer tra i destinatari e me, inoltre ritengo che questi social network non sono rispettosi della privacy del singolo, questa smania di condivisione fa perdere la complicità e anche la curiosità, l'aspettativa dell'incontro. Il computer non trasmette espressioni, toni di voce, sguardi, gestualità anche se si cerca di rappresentarle con le emoticon, tutto ciò avviene solo nel dialogo vero e proprio. Nausica Sabetta

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  39. Nelle mie lezioni frontali utilizzo risorse digitali come basi musicali. L’allievo in questo modo è costretto a seguire precisamente il tempo quindi svilluppa il senso ritmico ed ha già l’impressione di suonare in un gruppo ed affina l’ascolto perché è anche interessante fargli conoscere i suoni di altri strumenti, soprattutto degli strumenti non comuni. Sono in continua ricerca di materiale didattico come spartiti da suonare per ensamble di flauti oppure di flauti con l’accompagnamento del pianoforte e ricerco su siti specifici per il flauto traverso oppure per il genere musicale che mi occorre. Utilizzo anche delle applicazioni scaricabili sugli smartphone tipo l’accordatore e il metronomo. Due strumenti utilissimi: il primo per spiegare come bisogna accordare lo strumento soprattutto quando si suona insieme e il secondo ha la finalità di rendere preciso lo studio a casa in base alla scansione del tempo. Tenendo presente che solitamente nelle scuole dove io ho insegnato e insegno la ricezione della rete non è ottimale soprattutto nelle classi e si perde molto tempo nei vari tentativi di collegarsi, spiego loro come trovare contenuti, tipo spartiti musicali di canzoni che hanno desiderio di suonare oppure come scaricare determinate applicazioni e come cercare video di esecuzioni di brani musicali in cui rendersi conto della postura corretta mentre si suona, dell’interpretazione personale e far in modo che sviluppino anche un senso critico, cercando di trovare differenze tra diverse esecuzioni e dare giudizi. Sono cosciente che le mie pratiche di utilizzo della rete non sono molto all’avanguardia ma per migliorare il modo d’insegnare, la rete deve essere presente perché è diventato il pane quotidiano. Sono aperta al cambiamento, proprio per questo ho ipotizzato altri usi della rete da inserire nelle lezioni. Si potrebbe creare una piattaforma (l'idea e' venuta sperimentando questo blog) con la classe, in cui potersi scambiare materiale, idee, opinioni sulla visione di esecuzioni musicali (video); creare dei quiz sulla teoria musicale. Esistono anche dei software di scrittura musicale quindi si potrebbe sperimentare con i ragazzi questo tipo di scrittura inventando delle cellule ritmiche e melodiche. Con i bambini più piccoli attraverso la Lime si potrebbero creare dei giochi sulle note e figure musicali. Nausica Sabetta

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