mercoledì 15 aprile 2015

Seconda attività

Come seconda attività, dando seguito a quanto concordato, si richiede a) di individuare una qualsiasi risorsa digitale, meglio se trasversale, utilizzabile nell'attività di insegnamento. Si raccomanda di fornire le indicazioni per reperirla on line b) di descriverne l'uso didattico nella maniera più dettagliata possibile.

I commenti vanno inseriti entro le ore 24 del 30 aprile.

Buon lavoro!

45 commenti:

  1. Finale è un programma di video-notazione musicale computerizzata. L’ultima versione in italiano è disponibile da settembre 2014. Questo programma visualizza il pentagramma sullo schermo dove è possibile inserire simboli notazionali come note, pause, legature ed altri simboli musicali, tramite tastiera, mouse, sintetizzatore e tastierino numerico. L’inserimento può avvenire anche attraverso il canto o il suono di strumenti musicali, affidando al programma il riconoscimento dell’altezza delle note eseguite. I simboli musicali possono essere totalmente editabili a livello grafico, per consentire la creazione di partiture musicali anche lontanissime dalla scrittura tradizionale. Apposite font possono imitare vari tipi di scrittura o stili di scrittura, ad esempio quella quadrata medievale o quella manuale in uso nel jazz. Si può anche: esportare la musica realizzata in partitura ottenendone un formato audio, interagire tra programma e tastiera elettronica per inserire nuovi strumenti e ritmi sul programma stesso, inserire il testo cantato sotto il pentagramma, scannerizzare partiture, importare ed esportare file midi, inserire gli accordi in partitura.

    Word è un software del pacchetto Microsoft Office per la videoscrittura con opzioni avanzate di formattazione e aiuti alla stesura del testo.

    Microsoft excel è un software sempre del pacchetto Microsoft Office dedicato alla produzione e alla gestione dei fogli elettronici che possono essere fogli di calcolo o cartelle di lavoro. Contiene colonne e l’intersezione di una riga con una colonna, forma una cella.

    Queste tre risorse digitali le vorrei utilizzare per insegnare i primi rudimenti di teoria musicale. Con Word descrivere la definizione della musica, il nome delle note, del pentagramma, dei tagli addizionali, delle figure, punto di valore, misure e divisione della misura, il ritornello, il metronomo, il punto e la legatura di valore.
    Con excel fare delle griglie dove inserire ogni singola figura con i valore e la pausa equivalente,, il 2/4, 3/4, 4/4 con i relativi movimenti.
    Il Finale lo utilizzerei per la scrittura delle note, pause e pentagramma.

    Marianna SACCO 16 aprile 2015

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  2. Come spiegato nell’attività precedente, utilizzo spesso il sito youtube, nel quale è presente una molteplicità di materiale didattico di qualsiasi genere storico e musicale. Naturalmente, tale fonte deve essere visionata precedentemente dal docente ed eventualmente modificata in base alle proprie necessità e in base agli obiettivi che vuole far raggiungere ai propri alunni. Tra i vari materiali multimediali che uso, voglio soffermarmi su uno in particolare, un documentario di Piero Angela che parla in modo affascinante della vita di un grande compositore del classicismo musicale: Wolfgang Amadeus Mozart. Innanzitutto, voglio dare delucidazioni su tale materiale. Esso è presente sul sito di youtube al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=gmB92-3qCCU&list=PL735DC57253CDD221 ed è composto da quindici video di una durata di circa dieci minuti per video. Come ho illustrato nell’attività precedente, è molto difficile oggi spiegare agli alunni della Scuola Secondaria di I grado un percorso soprattutto di tipo storico-musicale. Se non si utilizzano le giuste strategie, il docente può creare sin da subito noia, disinteresse e poca partecipazione attiva da parte del gruppo classe. Inoltre, il video, essendo una fonte multimediale straordinaria e d’impatto immediato, se utilizzata in maniera poco corretta, può causare una scarsa partecipazione ed una mancata comprensione del materiale che si sta visionando. Accade spesso che, dopo la visione di un video in classe, una buona parte di essa non ha ricevuto elementi necessari per l’approccio di quella visione, non rispondendo di conseguenza ai quesiti ai quali viene sottoposta: ciò accade quando non si fanno introduzioni e premesse su quello che si sta per visionare. Le strategie che adotto sono molteplici e le utilizzo in questa maniera. Una lezione serve per preparare gli alunni al contesto storico. Sono sempre più convinto che per far comprendere al meglio di cosa stiamo parlando è necessario capire come si viveva, quali erano i mezzi che si utilizzavano paragonando l’epoche e successivamente introducendo il compositore con qualche aneddoto particolare.

    Daniele delle Fave 1di2 18 aprile 2015

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  3. Su Mozart esistono tante storie che possano suscitare interesse agli alunni. Per esempio parlare dei suoi innumerevoli viaggi in Europa svolti nella sua infanzia e adolescenza, oppure la passione che aveva per le donne e, cosa ancora più interessante per i ragazzi, il mistero della sua morte. Cerco di coinvolgere il più possibile i ragazzi dando una molteplicità di supposizioni sulla sua morte e coinvolgo loro, chiedendo cosa ne pensino. Devo dire che è un’ottima strategia! Gli alunni partecipano tutti e li vedo coinvolti aprendo un dibattito di tipo costruttivo e relazionale. La fase successiva consiste nel visionare il materiale multimediale, dopo aver selezionato i video più significativi. Tra quelli visionati suscita molto interessante quello relativo alla casa di Mozart e al modo in cui si viveva all’epoca; quello sulla morte è quello che suscita più interesse. Spesso mi obbligano a bloccare il video perché sentono le necessità di chiedermi ulteriori curiosità oppure di dare ulteriori delucidazioni su affermazioni fatte precedentemente. E’ fantastico! Nell’aula si “respira un’ aria” costruttiva. Una volta terminata questa parte dedico una lezione sull’organologia dell’epoca. In questo modo riesco a far comprendere ancora meglio ai ragazzi le difficoltà nel suonare dell’epoca. Comprendono come i loro strumenti erano nel periodo del classicismo e valutiamo le differenze con gli strumenti di oggi. Tante volte mi chiedono di portare questi strumenti a scuola. Vorrei tanto, ma purtroppo non ne ho la possibilità. Da questo genere di attività, che poi è una fra le tante che svolgo, raggiungo importanti obiettivi. Alla fine di tutto, chiedo una relazione scritta. I ragazzi in questo caso si lamentano tanto, ma, in quanto insegnante, devo comunque chiedere uno scritto per capire se hanno compreso bene tutto il lavoro svolto. Devo dire che tutti riescono ad inquadrare il periodo storico e dare notizie del compositore. Naturalmente a livelli diversi, ma tutti riescono a dimostrare un’adeguata conoscenza di quello che abbiamo svolto.

    Daniele delle Fave 2di2 18 aprile 2015

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  4. Finale (reperibile su www.finalemusic.com ) è un programma integrato per la trascrizione, la notazione, la riproduzione e la stampa musicale. Il software riunisce in sé elementi tipici dei word processor e dei programmi di grafica. Questo programma è concepito per creare, stampare musica e ascoltarla con un’esecuzione MIDI basata su suoni di buon livello.
    Io utilizzo la versione 2007, ho provato ad installare ed utilizzare anche versioni successive, ma non mi sono trovato molto bene, trovo la grafica ed alcune funzioni più immediate nella vecchia versione. Come spiegato nella prima attività, utilizzo Finale per arrangiare, trascrivere brani, creare file MIDI e mp3. Il programma è facile ed intuitivo, permette un inserimento delle note su un pentagramma in vari modi: sia cliccando con il mouse sul pentagramma, sia con i cursori frecce, sia collegando al computer una tastiera o strumento digitale: suonando sullo strumento, il programma riconosce l’ altezza e la durata delle note e le trascrive automaticamente sul pentagramma. Consente inoltre l’ inserimento dei segni che servono a dare un senso alle note che, da sole, non servono a nulla (Mozart amava definirle in un modo abbastanza colorito: “Sono solo ca.…ne di mosche su una pagina!”). Si possono inserire i segni di dinamica, accenti, trilli, legature, tutti gli abbellimenti ed i segni di espressione possibili. Stare qui a descrivere tutte le opzioni e le funzionalità del programma sarebbe noioso e forse inutile, passo quindi nel descriverne l’ utilizzo trasversale.
    Un programma del genere, nato per un target di soli musicisti, sembra essere inutilizzabile in altri ambiti. Come tutte le cose dipende dall’ uso che ne fa il proprietario! Oltre alle note è possibile inserire un testo, quindi si può utilizzare ad esempio per musicare un sonetto, un componimento poetico o un testo in generale. Con la collaborazione di un docente di lettere è possibile pensare ad un lavoro sulla comparazione tra la lettura espressiva e l’ esecuzione espressiva di un brano musicale. Così come leggere come il SIRI del telefono un testo poetico è quasi una bestemmia alle orecchie di un letterato, così è eseguire una qualsiasi composizione musicale senza il fraseggio, le dinamiche e l’ interpretazione giusta. Un altro esempio che coinvolge più ambiti disciplinari: si potrebbe creare o trascrivere della musica, estrarre un midi o mp3 ed utilizzarlo con un docente di educazione fisica. Prendere coscienza del proprio corpo attraverso il movimento: la musica da sempre crea voglia di muoversi, di ballare, anche il semplice portare un ritmo o una pulsazione con le dita sul tavolo. La musica è anche matematica: le note hanno una durata precisa e ben stabilita, espressa sotto forma di frazioni. Ci sono compositori che scrivono musica sulla base di modelli matematici senza preoccuparsi dell’ effetto sonoro, far fare una sperimentazione ai ragazzi in questa direzione potrebbe essere interessante. Per concludere, le tecnologie sono a nostra disposizione, è compito del docente saperle sfruttare.

    Alessandro Miele, 23/04/2015

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  5. Finale è un software di video-notazione musicale disponibile tramite acquisto sul sito http://www.finalemusic.com/. Esso consente di scrivere musica (che sia composta ex-novo o che sia frutto di un arrangiamento o di una semplice riproduzione su digitale) e di ascoltarne il risultato finale. Il programma è abbastanza semplice da utilizzare, grazie anche alle due possibilità di scrittura: una più per gli addetti ai lavori, tramite tastiera, nella quale ad ogni tasto è affidata una funzione precisa e l’altra, molto più semplice ma forse meno veloce, nella quale si scelgono le componenti da inserire direttamente dal menu sullo schermo. Lo trovo molto utile sia per le lezioni individuali che per musica d’insieme. Data la notevole facilità con la quale i ragazzi riescono a reperire e a scambiare musica, non è raro che durante l’anno essi richiedano di poter studiare le loro canzoni preferite o una colonna sonora dell’ultimo film visto. Ascoltato il brano attraverso youtube nel caso non trovi una parte già arrangiata sul web, riproduco la melodia sul pentagramma e la arrangio la maggior parte delle volte per due violoncelli, più di rado per violoncello e pianoforte. Nel momento in cui il lavoro è terminato, lo riascolto facendo bene attenzione agli errori di armonizzazione e a quelli di notazione. Più semplice è forse il caso dell’utilizzo di Finale nell’ambito della lezione di musica d’insieme. La maggior parte delle volte, infatti, la scelta è fatta dagli insegnanti che propongono brani adatti alla situazione per la quale andranno eseguiti (saggi di Natale e di fine anno, concorsi e manifestazioni di vario genere) portando spartiti da riadattare per le classi di strumento presenti a scuola. Risulta sicuramente più semplice avere una risorsa materiale già sperimentata come possono essere gli spartiti pensati appositamente per le scuole. Come per le lezioni individuali, la sua efficacia è verificabile tramite l’ascolto. Ogni strumento musicale su Finale è stato campionato e la ‘pecca’ di questo programma sta proprio nei timbri e nei suoni ai quali sono stati associati gli strumenti, i quali risultano poco verosimili rispetto alla realtà. Ciò che ha generato dal mio punto di vista un approccio del genere alla didattica musicale grazie a software come Finale e Sibelius è stata sicuramente una velocizzazione del processo di formazione e di fruizione dei contenuti, derivante in molti casi da un avvicinamento dei ragazzi a un mondo considerato troppo spesso appartenente a un’altra generazione e che, soprattutto con strumenti visti in ambiti prettamente classici, rischia di farne perdere tutte le potenzialità.

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  6. Addolorato Valentino PAG. 1
    Con l’avvento dell’era digitale e dei rapidi cambiamenti in questo campo, la vita stessa dell’uomo è notevolmente cambiata e ne è profondamente influenzata. Anche l’insegnamento tradizionale ha subito dei cambiamenti e non è più l’ unico veicolo del sapere. Gli stimoli che offrono il pc e la rete sono svariati e inoltre coinvolgono più canali sensoriali che certamente favoriscono l’apprendimento.
    Le opportunità offerte dalla tecnologia sono da considerarsi non soltanto in relazione allo sviluppo di specifiche conoscenze o abilità, ma a supporto dell’intero processo di insegnamento/apprendimento per l’acquisizione di competenze complesse come la risoluzione dei problemi, lo sviluppo di congetture e dimostrazioni. L’uso delle ICT, Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione, ed il loro utilizzo applicato alla didattica offre la possibilità ai nativi digitali di confrontarsi con i contenuti curriculari delle varie discipline in maniera innovativa e coinvolgente, utilizzando un linguaggio condiviso, comune. Il web diventa un presidio e un nuovo ambiente per l’ apprendimento, in cui si trovano stimoli e potenzialità molto forti, e un ambiente nuovo anche per l’insegnamento in cui il docente ha la possibilità di impostare l’azione didattica nello stile di un linguaggio usato dai “digital natives”. Quindi un ambiente libero da confini nozionistici ed aperto ai contenuti del villaggio globale. L’introduzione delle tecnologie nella didattica offre agli alunni nuove opportunità di partecipare attivamente al processo educativo all’interno di comunità virtuali che apprendono collaborativamente. In tale ambiente si impara in molti modi diversi contemporaneamente: osservando cosa fanno gli altri e come lo fanno, facendo da soli o sperimentando, chiedendo aiuto o consigli. L’alunno partecipa al processo dell’organizzazione delle informazioni, della costruzione, passo dopo passo, della immensa rete che costituisce la conoscenza, incrementando e favorendo il dialogo con gli altri. Per un apprendimento proficuo ci si può servire di Internet e dei nuovi scenari per rendere possibile una didattica collaborativa di stampo costruttivista. In questo modo insegnare ed apprendere online significa riprodurre, anche se in un ambiente virtuale, gli obiettivi prefissati da un approccio metodologico di tipo comunicativo.
    Fare didattica in un ambiente virtuale significa, anche, coniugare l'aspetto ludico con quello formativo attraverso la simulazione intesa come "rappresentazione interattiva della realtà basata sulla costruzione di un modello di un sistema del quale si vuole comprendere il funzionamento" (Landriscina F., Ed. Erikson, 2009). Le potenzialità e le nuove prospettive didattiche offerte dagli ambienti virtuali mettono in evidenza la possibilità di organizzare ed ampliare le interazioni sociali e la collaborazione, di aumentare il coinvolgimento e la motivazione attraverso la partecipazione attiva. Questo approccio didattico migliora soprattutto la capacità degli studenti di applicare e di concretizzare una conoscenza astratta, consentendo loro di svolgere compiti che potrebbero essere difficili o impossibili da vivere nel mondo reale. Sperimentare quanto il virtuale può rappresentare il reale in contesti didattici è quanto propongono ad esempio gli ambienti 3D, come evoluzione degli spazi per apprendere. E’ noto che il ricorso alle esperienze reali e alla manipolazione è sempre stato alla base dell’insegnamento. Tutte queste strategie si rivelano utili nell’insegnamento perché permettono una più forte interiorizzazione del sapere, e la simulazione può essere un mezzo per realizzare esperienze mediante un approccio finalizzato a favorire le diverse intelligenze degli alunni.

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  7. Addolorato Valentino PAG. 2
    Audacity (http://sourceforge.net/projects/audacity/?lang=it) è una delle risorse digitali facilmente utilizzata a scopi didattici, dalle molteplici e trasversali applicazioni. Audacity è un software per l'editing audio molto efficace e potente ed è interamente gratuito. Consente di registrare suoni, importare ed esportare file audio in tutti i principali formati, editare i file audio compiendo su di essi varie operazioni: tagliare, mixare tracce audio, applicare effetti, ecc. Audacity è multilingua (italiano compreso) e multipiattaforma, ossia è disponibile per i diversi sistemi operativi (Windows, Mac OS e Linux). Con Audacity è possibile registrare audio dal vivo, registrare la voce parlata, registrare un podcast, convertire fonti analogiche come dischi e nastri in audio digitale, modificare l'audio e migliorarne la qualità, tagliare, copiare, incollare, unire, miscelare audio, ecc. Audacity è un programma open source scaricabile dal sito sourceforge, che è il più grande deposito di progetti open source del mondo: http://audacity.sourceforge.net/download. Inoltre, esistono diversi tutorial e manuali del programma scaricabili direttamente dal sito ufficiale stesso. Audacity è in grado di esportare in tutti i formati standard leggibili dai player più diffusi (3gp, Wav, etc). Per esportare i suoni in formato MP3 è necessario scaricare anche l'encoder lame, (http://audacity.sourceforge.net/help/faq?s=install&item=lame-mp3). Audacity può essere impiegato per diversi usi didattici. Ad esempio è possibile utilizzare Audacity per editare file audio di lezioni tenute in aula e registrate (per esempio con lo smartphone). Grazie ad Audacity è infatti possibile unire i vari spezzoni registrati in aula, tagliare eventuali spezzoni audio irrilevanti, eliminare rumori di fondo che disturbano l'ascolto, inserire i dati nel file audio (ad es. data della lezione, l’ argomento, ecc.), esportare in MP3 il risultato e caricare il file audio con la lezione sul web, utilizzando un servizio di file sharing (per esempio dropbox, divshare, ecc.) in modo da renderlo fruibile dagli studenti a casa. Questo è un esempio di archivio realizzato con lezioni video e audio realizzate dal docente e dagli studenti e che comprende anche lezioni registrate dal vivo. Le stesse procedure si possono seguire per le verifiche orali attraverso cui i ragazzi, ma anche il docente, possono riascoltare l'interrogazione e rilevare criticità e punti di forza della loro performance, in modo da correggersi e/o migliorarsi. Infine, è possibile immaginare svariati usi di Audacity come strumento per la realizzazione di materiale didattico per l'insegnamento o l'apprendimento, come ad esempio la realizzazione di interviste, relazioni, simulazioni di programmi radio (radiogiornale, rubrica radiofonica, ecc.) e la registrazione di una colonna sonora (parlato, musica, rumori, ecc.) da utilizzare per una presentazione.
    Anche la didattica musicale è interessata dal trasferimento dell’ innovazione tecnologica grazie all’introduzione e all’utilizzo di risorse multimediali. Nel tempo c’è stata molta resistenza ad usare le tecnologie. Ciò spesso era giustificato dall’utilizzo improprio che si faceva delle stesse e che incoraggiava alcune pratiche musicali che potevano essere svolte eludendo lo studio applicato delle discipline musicali stesse. Sebbene parte di questo timore fosse ben fondato, in realtà non ci si rendeva conto abbastanza che la tecnologia poteva essere invece uno strumento molto potente a disposizione di un creativo (un compositore, un musicista) per lo svolgimento della propria professione.

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  8. Addolorato Valentino PAG. 3
    La didattica musicale è stata l’ultimo settore che ha accettato il processo innovativo. Sebbene i corsi di musica elettronica siano attivi da numerosi decenni, sono rivolti ad un target professionale molto ristretto mentre è stata la formazione musicale in generale ad essere priva sostanzialmente di strumenti tecnologici che potevano essere utilizzati nell’ambito dell’insegnamento delle discipline musicali teoriche ed applicate. Fino a qualche anno fa i corsi di informatica musicale presenti nei Conservatori ed Istituti musicali italiani consistevano principalmente nell’acquisire manualità nella scrittura notazionale computazionale attraverso l’utilizzo di un software specifico detto notazionale (tipicamente Finale e, negli ultimi anni, Sibelius). Nel corso degli anni numerosi sono stati i fattori che hanno determinato la crescita di percorsi formativi ad indirizzo tecnologico (musica applicata, musica popolare, informatica musicale, tecnico di sala di registrazione, orchestrazione virtuale). Nel frattempo in questi ultimi anni è nata una nuova materia di insegnamento: l’orchestrazione virtuale. Si tratta di una complessa tecnica di programmazione MIDI, di editing e processing audio che consente di avere un preascolto di un brano di musica grazie all’utilizzo di particolari librerie software di suoni che emulano gli strumenti musicali acustici. Richiede un’ottima conoscenza della tecnica dell’orchestrazione e dell’arrangiamento musicale, dell’organologia, ma quello che è importante è un buon utilizzo del sequencing MIDI e dell’HD recording. La professione dell’orchestratore virtuale si sta affermando soprattutto nell’industria broadcast, nel gaming e nell’industria musicale e richiede molto impegno ed un costante aggiornamento tecnologico. Per praticare l’orchestrazione virtuale occorre avere un sequencer, ovvero un software in grado di elaborare informazioni MIDI ed audio attraverso l’utilizzo di editor, virtual instrument e plug-in, una o più librerie di orchestrazione virtuale dedicate a particolari famiglie di strumenti musicali (orchestrali, etnici, jazz, ecc., in figura è mostrato il lettore della Vienna Special Edition), una buona coppia di monitor per l’ascolto, un controller MIDI a tastiera per l’inserimento di eventi MIDI (note, control change, ecc.), una scheda audio dotata possibilmente anche di interfaccia MIDI. A questo set è possibile aggiungere anche un software specializzato nella notazione musicale (tipo Sibelius, Finale, ecc.) qualora fosse necessaria la realizzazione di partiture.
    Per quanto riguarda Sibelius (http://www.sibelius.com/home/index_flash.html), la prima parte dell’orchestrazione virtuale consiste nel realizzare la programmazione MIDI delle varie parti strumentali partendo da una partitura scritta o realizzata al computer (in tal caso viene esportata in formato midifle o musicXML per poter essere riaperta nel sequencer). Occorre tenere presente che all’interno di una parte di uno strumento specifico (ad es. una sezione di violini primi) possono essere presenti più tecniche di esecuzione (arco, pizzicato, spiccato, ecc.) il che comporta l’utilizzo di più suoni nella parte MIDI. Onde evitare di dover creare una traccia per ogni tecnica e dover quindi gestire decine e decine di tracce, è possibile dividere i vari suoni nei vari canali MIDI e pertanto continuare ad utilizzare una sola traccia. Nella programmazione MIDI occorre tenere conto che l’obiettivo principale è la trasformazione dell’esecuzione da meccanica ad espressiva, il che comporta un posizionamento degli eventi non più nella posizione temporale precisa, ma spostati in modo tale da rendere “veri” i transienti di attacco, le posizioni dei legato.

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  9. Addolorato Valentino PAG. 4
    Per l’emulazione dei crescendo e dei diminuendo ci si avvale normalmente dell’utilizzo di control change dedicati (ad es. il cc11, definito espression) ma ci sono molti parametri timbrici (curve di intonazione, riverbero naturale, inviluppi) che possono essere programmati attraverso i control change mentre attraverso la velocity normalmente si scelgono i layer di dinamica dei campioni che risultano essere più appropriati. Terminata la fase di programmazione MIDI si effettua la creazione delle tracce audio in modo tale da procedere poi al mixing del brano musicale. Durante questa fase delicatissima occorre fare attenzione che ogni strumento abbia la sua traccia audio univoca (ad esempio se sono state impiegate più tracce MIDI per il flauto, si produrrà comunque un’unica traccia audio) e si rende necessario un controllo molto preciso per ognuna delle tracce prodotte. Creato un nuovo progetto dove sono presenti le sole tracce audio, si passa al mixaggio vero e proprio effettuando i livelli tra le varie sezioni ed utilizzando dei plug-in per emulare la riverberazione occorrente, per controllare il colore timbrico della sezione e la sua dinamica. Per affrontare questa fase occorre avere delle buone conoscenze di fonia e ovviamente un adeguato bagaglio culturale legato anche agli ascolti di dischi di formazioni e genere molto simile a quello del brano editato. Sbagliano coloro che ritengono l’orchestrazione virtuale un metodo per diminuire le possibilità di impiego di musicisti nella realizzazione di colonne sonore; al contrario grazie all’ottimizzazione dei tempi e dei costi consentono di investire più risorse nella fase di registrazione acustica.
    Durante la lezione è importante far vedere ed ascoltare ai ragazzi un determinato lavoro svolto, anticipando loro ciò che andranno a suonare nella performance reale; ossia, oltre ad ascoltare il brano in sequenza midi, possono assolutamente rendersi conto dell’andamento ritmico/espressivo della partitura mentre essa avanza, scorrendo sullo schermo al tempo preselezionato.
    La realizzazione di materiale didattico di supporto nella trattazione degli argomenti teorici deve poter disporre di diverse tecnologie da combinare insieme al fine di rendere chiara e comprensiva l’esposizione all’allievo. Ad esempio, si potrebbe realizzare una presentazione in stile Power Point dove inserire:
    1.testo o grafici sintetici esplicativi
    2.immagini degli strumenti, di formazioni strumentali
    3.immagini relative ad esempi musicali che evidenziano una particolare tecnica strumentale
    4.file audio di ascolto di repertorio o degli esempi musicali illustrati
    5.file video
    Per la realizzazione di questo materiale è necessario utilizzare un software di notazione musicale per la creazione degli esempi musicali, un sequencer per la produzione di file audio specifici e probabilmente anche librerie virtuali se non ci c’è possibilità di reperire materiale audio esplicativo dell’esempio musicale. Per fortuna esistono anche materiali già pronti che possono aiutare il lavoro di costruzione del materiale didattico. Per l’esempio in questione, il manuale didattico di orchestrazione di S. Adler comprende anche dei cd (acquistabili separatamente) che forniscono esempi audio e video che ovviamente possono essere utilizzati didatticamente.
    Per gli altri argomenti da trattare a lezione occorre preparare progetti già pronti di orchestrazione virtuale che prevedono una o più tracce MIDI relativamente alla tecnica da mostrare, l’utilizzo di una libreria virtuale, possibilmente un file audio di riferimento interpretato acusticamente, plugin di riverberazione, compressione, equalizzazione, ecc.

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  10. Addolorato Valentino PAG. 5
    I sequencer audio e MIDI (ad esempio, Cubase o Logic), una forma di ICT in ambito musicale, sono uno strumento particolarmente utile per la composizione, dato che:
    1. consentono agli studenti di comporre musica, altrimenti irrealizzabile con qualsiasi altro mezzo;
    2. offrono l’accesso agli stili popolari contemporanei e facilitano le connessioni con i “mondi musicali” propri degli studenti;
    3. consentono l’accesso alla composizione anche per quegli alunni che non dispongono di nozioni formali teoriche o pratiche in campo musicale;
    4. permettono di visualizzare la musica sotto forma di diverse rappresentazioni, inclusa la notazione standard della musica occidentale, il piano-roll, e la visualizzazione in forma numerica;
    5. consentono di modificare i dati musicali e di ascoltare qualsiasi modifica in tempo reale;
    6. consentono di eseguire musica che altrimenti non sarebbe alla portata delle capacita dei singoli studenti;
    7. permettono agli studenti di mixare audio “reale” (come parti cantate) con parti di musica basate sul protocollo MIDI;
    8. permettono di importare file MIDI, spesso preparati tramite dei software di scrittura musicale.


    Per quanto riguarda Finale (http://www.finalemusic.com/) in particolare si può ormai affermare con quasi assoluta certezza che non esiste scrittura, necessità grafica o notazionale che non si possa realizzare con questo programma. Il software è multipiattaforma (Windows – Mac) e contiene al suo interno, ormai dalla versione 2008, la libreria di suoni Garritan: una risorsa importante per chi non si accontenta di sentire la propria partitura suonata da un triste banco suoni general midi. La libreria Garritan conta 375 suoni di ottimo livello, molti dei quali in grado di eseguire articolazioni strumentali (staccato, pizzicato, glissato ecc..) oltre a qualsiasi tipo di dinamica. La gestione delle periferiche midi è finalmente comoda e veloce: con la funzione “Auto-ricerca dispositivi” è possibile lasciare in connessione più device midi e gestirli alternativamente durante la stesura della partitura.
    Con Finale è possibile muoversi in tutte le direzioni: creare uno spartito guidato, un documento predefinito, una esercitazione per un allievo, importare partiture da altri programmi notazionali, importare attraverso uno scanner partiture già scritte (stampate, non manoscritte) o file .tiff per evitarne la trascrizione.
    La notazione quadrata su tetragramma (possibile attraverso il plug-in Medieval) si affianca alle notazioni moderni classiche o jazz dei font Maestro, Maestro Wide, Petrucci e di molti altri che Finale mette a disposizione dell’utente.
    Un mixer, un riverbero di buona qualità, la possibilità di esportare i documenti in formato pdf e la possibilità di salvare in formato audio le partiture aumentano ulteriormente l’interesse per questo programma. Anche la libreria della East West è riconosciuta senza alcun problema da Finale e lo scambio di strumenti con la relativa riassegnazione automatica tra le due librerie (East West e Garritan) non genera alcuna difficoltà.
    Numerosi i plug-in e le scorciatoie di questa versione: con Alpha Notes è possibile convertire la musica in schede ed esercizi per gli allievi, con il font Finale Numerics è possibile inserire agevolmente il basso cifrato e le analisi armoniche, con i numerosi meta-tool si ottengono scorciatoie e semplificazioni per simboli, impaginazione, inserimento del testo ecc…In più, il programma è in grado di acquisire suoni esterni, convertendoli in note e generare la partitura. È possibile creare partiture con accollature sino a 24 righi, creare un numero illimitato di linee di testo cantato, la possibilità di cambiare tonalità e chiave all'interno del brano, di inserire nota per nota usando la tastiera del computer oppure di inserire nota per nota via MIDI tramite tastiera musicale.

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  11. Addolorato Valentino PAG. 6

    Possiamo inserire le note in tempo reale via MIDI tramite tastiera musicale, seguendo il clock del metronomo, inserire le note da uno strumento monodico tramite microfono e con la tecnologia di MIDISCAN per il riconoscimento della musica scannerizzata. Possiamo cambiare il font di scrittura musicale utilizzando font Jazz (per la scrittura "manoscritta").
    Vi è la possibilità di creare righi per le percussioni di una sola linea, importare i file MIDI, trasporre la musica. In un attimo puoi spostare le misure, cambiare le chiavi o eseguire decine di modifiche per catturare, organizzare, perfezionare e stampare qualsiasi cosa tu possa immaginare. Finale ti offre la possibilità di lavorare come preferisci: ottimo per i più creativi ma allo stesso tempo perfetto per chi cerca l'eccellenza editoriale. Sempre complice nel lavoro: può per esempio armonizzare automaticamente la melodia introdotta oppure può avvertirti quando uno strumento è fuori range.

    Band In A Box (http://www.bandinabox.com/bb.php?os=win&lang=it) e
    ChordPulse (http://www.chordpulse.com/) sono due programmi che permettono di improvvisare su loop o su giri armonici.
    Band In A Box è sicuramente un ottimo software, con molte caratteristiche. Molto utile per fare pratica e far fare pratica, sia agli esperti che meno esperti, sulle molteplici forme di improvvisazione su progressioni di accordi, o per improvvisare su brani jazz e rock , migliorare gli assoli in tutte le tonalità e qualsiasi tempo di metronomo. Vi è la possibilità di generare un assolo su una sequenza di accordi, aggiungere i test, registrare gli strumenti MIDI, ecc. Il suo funzionamento se pur avanzato è molto intuitivo. Si parte con la scelta di un ritmo/base (tra le migliaia presenti nel database), si scelgono gli accordi da impostare per ogni battuta, ed il gioco è fatto.
    ChordPulse. La sua lista di caratteristiche è abbastanza piccola da essere riassunta in poche righe:
    • è facile inserire sequenze di accordi anche complesse; supporta 16 tipi comuni di accordi, più le inversioni e gli accordi con le note al basso
    • le sequenze di accordi possono essere molto lunghe, e sono suddivise in “pagine” lunghe fino a 16 misure; la lunghezza dei singoli accordi può essere modificata anche col mouse
    • è possibile suonare all’infinito l’intera sequenza o solo la pagina corrente, oppure suonare la sequenza una volta soltanto
    • sono forniti oltre 100 stili di accompagnamento, e nuovi stili sono aggiunti ad ogni nuova release; gli stili vano dal jazz, blues, rock, pop, e fusion fino a stili più tradizionali come il valzer, lo shuffle, e il bluegrass
    • le sequenze possono essere trasportate in qualsiasi tonalità e si può cambiare la velocità del brano molto velocemente, usando il mouse o la pressione di un solo tasto
    • è limitata la possibilità di personalizzare l’accompagnamento in specifici punti del brano
    • mixer per i 4 strumenti, esportazione su file MIDI, dissolvenze, accordatura, precount,…
    • Non richiede troppe risorse: solo 5M su disco e 64M in memoria, si scarica e si installa in pochi secondi, funziona su tutte le versioni di Windows a partire da XP, funziona con la risoluzione 1024×768.
    • interfaccia utente semplice e intuitiva, non richiede neanche di studiare il manuale
    • ChordPulse è semplice, facile da usare e intuitivo che serve meno di un minuto per cominciare ad usarlo, e meno di cinque minuti per padroneggiare tutte le sue caratteristiche. Per maggiori informazioni c’è il video (http://www.chordpulse.com/videos.html).
    Secondo il suo autore Laszlo Oroszi, il software va anche bene per comporre canzoni.

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  12. Addolorato Valentino PAG. 7
    Altro programma, iRealB (http://irealpro.com/) (noto in precedenza come iRealBook),disponibile per iPhone, iPad, iPod Touch, Android, e Mac. Se si possiede un iPhone è probabile che si conosca già questa app. Se non la si conosce, è sufficiente dire che si tratta di una specie di Real Book –ma solo con le sequenze di accordi, senza temi –che è stato migliorato con degli style packs aggiuntivi (jazz, pop, latin, fusion, ecc.) che permettono di suonare sopra più di un migliaio di brani noti, oppure di crearne di nuovi (i fan di iRealB contribuiscono continuamente con nuovi brani sul forum del programma). Gli arrangiamenti sono generati automaticamente e la loro qualità è buona: non raggiungono quella di Band In A Box, soprattutto se si usano le Real Track, ma è più che sufficiente per fare pratica di improvvisazione, in special modo se ci troviamo in classe sforniti momentaneamente di pc, possiamo far praticare improvvisazioni ai ragazzi in un battito di ciglia.

    GarageBand (https://www.apple.com/it/mac/garageband/) è un programma della suite iLife incluso, quindi, nella dotazione di serie di ogni nuovo Mac. Si intuisce dall’icona stessa del programma (una bellissima ES-335, la prima chitarra elettrica con cassa semi-acustica prodotta dalla Gibson nel lontano 1958) che esso è un software dedicato ai musicisti e, più in generale, a tutti gli amanti della musica che vogliano creare musica propria. Essendo quasi gratuito ha delle ovvie limitazioni ma da come si evince si può sfruttare GarageBand fino ad ottenere dei prodotti musicali di livello anche professionale. Le limitazioni, infatti, riguardano funzioni specifiche, scorciatoie e possibilità di editing, ma non la qualità sonora. GarageBand è anche pienamente compatibile con effetti e strumenti software (genericamente chiamati Plug-In) in formato AudioUnit… anche con quelli più costosi e professionali. Una delle cose a mio avviso più interessanti è che i progetti in formato .band possono essere importati dai programmi professionali di Apple (Logic Express e Logic Pro), mantenendo tutti i settaggi ed i parametri del progetto originale. Tutto ciò significa che molto spesso può essere molto comodo (anche per chi possiede programmi professionali) utilizzare proprio GarageBand per annotare idee musicali, iniziare progetti estemporanei o idee di arrangiamento; si potrà passare il progetto su Logic in qualsiasi momento senza dover ricominciare tutto daccapo.

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  13. Durante le mie ore di tirocinio indiretto ho osservato le lezioni delle classi in cui si sta sperimentando la didattica digitale e una delle applicazioni che i docenti utilizzano è Kahoot.
    Kahoot è un servizio del web che permette la creazione e somministrazione di quiz per la didattica, si basa sui principi della game based pedagogy o pedagogia del gioco e dell'apprendimento e sulle possibilità offerte dal web di realizzare un approccio all'apprendimento di tipo blended learning centrato su chi apprende.
    Molto utile è la possibilità di rendere gli studenti protagonisti anche della fase di creazione del quiz in quanto mette in gioco diverse competenze.
    La creazione del quiz è molto semplice e alla portata di chiunque. Si da un titolo al quiz, si inseriscono le domande. Per ogni domanda occorre inserire il testo della domanda, le 4 possibili risposte e indicare quella corretta. E' anche possibile inserire immagini o video per ciascuna domanda. In conclusione si può inserire un'immagine che funge da copertina del quiz, decidere in quale ordine somministrare le domande, decidere se le risposte devono essere mescolate in modo casuale, stabilire se si deve avere un punteggio per ogni risposta e anche indicare il tempo per la soluzione di ogni domanda. L’insegnante prepara in anticipo i suoi quiz (il numero di domande è illimitato) e può modificarli in ogni momento. Questi rimangono nel suo archivio privato, ma si possono anche rendere pubblici e condividere con altri utenti. Le opzioni di somministrazione prevedono la possibilità di escludere la musica (ma così si perde gran parte del divertimento), riordinare in modo casuale le risposte in ogni domanda, far scorrere in automatico le domande di un quiz (in questo caso i risultati finali non sono esportabili in Excel). Il testo delle domande viene proiettato in aula davanti all'intera classe con un videoproiettore o utilizzando una LIM. Gli studenti utilizzando i loro device personali (tablet, smartphone, ecc.) si collegano a Kahoot, inseriscono il PIN del quiz, che compare sulla proiezione a parete o sulla LIM, rispondono dal loro device personale alle domande che appaiono sullo schermo, dopo avere scelto un loro username. Al termine del tempo previsto per la domanda compaiono, visibili a tutti, le risposte esatte, quelle sbagliate e un istogramma indica la classifica parziale con i punteggi assegnati a ciascun giocatore. I risultati finali possono essere scaricati in Excel. Questo tool è in inglese, ma l’interfaccia è semplice e i comandi intuitivi. Per la sua estrema usabilità Kahoot! è indicato per ogni ordine di scuola. E' possibile condividere il quiz nei principali social network (Facebook, Twitter) Kahoot! è uno strumento ancora in divenire: gli sviluppatori continuano ad introdurre novità e migliorie basandosi anche sulle segnalazioni degli utenti.
    Antonio Mastrapasqua TFA

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  14. Il tool è disponibile su questo sito
    https://getkahoot.com/

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  15. Dovendo individuare una risorsa digitale da utilizzare a scopo didattico,avrei pensato ad una applicazione di uso elementare.Si tratta di "veloce promemoria", (ne cito una,ma ve ne sono molte)disponibile sul playstore android.Non é che una sorta di taccuino digitale sul quale è possibile annotare,scrivere,incollare testi copiati da qualsiasi fonte,cosí come puó avvenire con Word.Word é un programma stranoto,ma per i ragazzi,e non solo,offre una tale molteplicità di opzioni che in certi ambiti applicativi risulta secondo me eccessiva,dispersiva ed inappropriata.Inoltre é legato all'uso del pc,scomodo ed ingombrante.Venendo al dunque,immaginavo di assegnare ai miei allievi il compito di fare delle ricerche su internet o su Wikipedia,segnalare un contenuto attinente alla materia che insegno ( un frammento sulla biografia di Paganini per fare un esempio).Insegnare loro,se non la sanno già fare, la semplice operazione del copia-incolla.Una volta ottenuto un determinato testo,affidare il compito di modificarlo senza cambiarne il contenuto.La possibilità di modificare agevolmente qualsiasi testo,correggere,cancellare,salvare per poi tornarci a lavorare, propria della sola scrittura digitale (nella quale i ragazzi sono velocissimi),puó essere usata a più livelli.Pensando ad un ipotetico schema ,ad un bambino di prima media potrebbero essere affidati testi semplici,col solo compito di sostituire parole con sinonimi.A quelli di seconda quello di scrivere in forma diversa le singole frasi,anche attraverso l'uso di parafrasi, mentre quelli di terza si potrebbero esercitare, attraverso testi di diverso e calibrato spessore intellettivo,nel compito di reinterpretazione e riformulazione delle strutture concettuali.Oltre ad essere un esercizio finalizzato all' arricchimento del linguaggio e al potenziamento di facoltà che non spetta sicuramente a me descrivere,rileggere e rielaborare puó senz'altro favorire i processi di comprensione e di memorizzazione.Una volta terminato il compito, ognuno potrebbe inviarlo direttamente all'insegnante di italiano che,a sua discrezione, potrebbe mostrarlo attraverso la lavagna luminosa a tutta la classe.Si potrebbero confrontare diverse rielaborazioni di un medesimo testo,per correggere,suggerire alternative o cogliere l'occasione per sottoporre all'attenzione di tutti i differenti compiti svolti da ciascun alunno.Infine ognuno potrebbe(dovrebbe) riassumere quanto appreso scrivendolo a mano o esponendolo a voce.Se é vero che questo modo di procedere potrebbe incentivare quella tendenza a copiare che va sempre più diffondendosi;di contro, metaforicamente parlando, non si può rinunciare all'uso del coltello perchè con esso ci si può ferire.

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  16. Enrico Forcucci.2
    .Una risorsa da poter utilizzare strettamente nell'ambito della mia disciplina é la diffusissima whatsapp .Si potrebbe creare un gruppo whatsapp destinato agli allievi della classe di violino.Faccio una premessa:una delle attività svolte durante il corso pas che stiamo frequentando é consistita nel compito di realizzare brevi video durante i quali uno o più allievi vengono indotti ad attività di improvvisazione musicale sullo strumento.Fra le diverse procedure volte a promuovere e sviluppare la capacità dei ragazzi di improvvisare melodie,ho elaborato degli schemi e delle strategie adatte a violinisti principianti e non,fornendo delle sequenze prima elementari di suoni,come scale di 4 o 5 suoni ,poi più complesse,come quelle proprie della scale maggiori e minori.Potrebbe risultare interessante e stimolante,con le dovute autorizzazioni da parte dei genitori ed il consenso dei ragazzi,lo scambio fra loro di brevi video per confrontare le varie "performance" e magari coinvolgere i genitori accrescendo
    il loro l'interesse verso le attività musicali dei propri figli.La prospettiva di mostrarsi ai compagni in un video potrebbe inoltre stimolare i ragazzi verso una maggiore applicazione a casa.

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  17. PARTE 1 GIANNI DI IORIO
    Appena iniziato ad insegnare le uniche risorsi digitali che usavo erano youtube, per la visione dei video, e cubase per la registrazione delle performance dei ragazzi. In questo ultimo periodo, e in modo particolare quest’anno, ho aperto la mia visione anche ad altre risorse digitali. Ho sempre usato finale (programma di video-notazione musicale) per la trascrizione e per la composizione di brani per i miei alunni, anche se l’uso della risorsa digitale è prettamente dell’insegnante. Finale è un programma strepitoso a mio avviso, nato per per creare, stampare musica e ascoltare ciò che si è composta grazie a dei campionizzatori di suono. È uno dei più popolari programmi per scrivere musica attraverso il quale è possibile creare orchestrazioni composte da un numero massimo di 8 pentagrammi. Consente di ascoltare le proprie creazioni (include i suoni di 128 strumenti), stamparle e condividerle con altri utenti in maniera estremamente facile e veloce. Supporta l’inserimento di note tramite mouse o tastiera MIDI e l’aggiunta di spazi per le parole nei brani realizzati. È gratuito e lo si può scaricare da qualsiasi sito. Questo programma visualizza il pentagramma sullo schermo dove è possibile inserire simboli notazionali come note, pause, legature ed altri simboli musicali, tramite tastiera, mouse, sintetizzatore e tastierino numerico. L'inserimento può avvenire anche attraverso il canto o il suono di strumenti musicali, affidando al programma il riconoscimento dell'altezza delle note eseguite. I simboli musicali (e gli eventuali righi) possono essere totalmente editabili a livello grafico, per consentire la creazione di partiture musicali anche lontanissime dalla scrittura tradizionale. Apposite font (alcune in dotazione, altre di terze parti) possono imitare vari tipi di scrittura o stili di scrittura, ad esempio quella quadrata medievale o quella manuale in uso nel jazz. Si può anche:
    • Esportare la musica - appena realizzata o composta in partitura elettronica - ottenendone un formato audio. Realizzando cioè un mixdown che sfrutta suoni sia in dotazione, sia acquistabili separatamente (ad esempio la serie di librerie della Garritan, società acquisita dalla stessa MakeMusic, che propone suoni orchestrali, suoni di organi, suoni etnici, di strumenti bandistici o di orchestre jazz, eccetera), per ottenere file audio Aiff ed mp3.
    • Interagire tra programma e tastiera elettronica per inserire nuovi strumenti e ritmi sul programma stesso.
    • Inserire il testo cantato sotto il pentagramma correlato. Il testo verrà conservato nel documento o esportato in un file di testo.
    • Scannerizzare partiture attraverso un riconoscitore ottico per ottenere spartiti dalle scansioni chiamato Smartscore lite.
    • Importare e esportare file midi.
    • Importare ed esportare file Encore, midiscan, smartScore e Rhapsody.
    • Inserire gli accordi in partitura nelle fondamentali convenzioni relative al modo di chiamare gli accordi; nel programma in inglese manca il sistema in uso in Italia, tuttavia nella versione localizzata dal distributore italiano è possibile usufruire della possibilità di inserire gli accordi secondo l'uso “nostrano”.
    • Esportare i files in formato pdf ed .epub.

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  19. PARTE 2 GIANNI DI IORIO
    Ora, sulla base di tutto ciò, la risorsa che più mi sembra efficace non è Finale ma bensì Sibelius. Allora perché ho parlato di Finale? Giusta domanda che mi sarei posto anche io. Sibelius è un programma nato dopo finale, potremmo definirlo una copia di finale, con dei pregi che io solo quest’anno ho scoperto. Tutte le caratteristiche di finale sopra elencate, sono le stesse che sibelius ha copiato. Ho preferito parlare prima di finale perché innanzitutto nasce come primo in assoluto programma di scrittura (tutti gli altri hanno copiato, o sono stati creati sulla base di quest’ultimo) ma poi perché per tantissimi anni ho usato finale anche io. Sibelius vanta ha due pregi, a mio avviso, non indifferente rispetto a finale. Permette di lavorare nell’ambito della notazione musicale in maniera estremamente comoda e intuitiva. Merito della sua interfaccia a schede, in stile Office. Differentemente da Finale, gode di un interfaccia e di una terminologia in stile office, che senza dubbio permette una maggiore praticità rispetto a finale che necessità di una buona conoscenza affinché esso venga utilizzato in maniera dignitosa.
    Poi l’altro pregio è Il plugin Scorch che consente di visualizzare spartiti digitali nel web browser. Scorch è un plug-in di browser web gratuito che permette di riprodurre, personalizzare e stampare
    le partiture di Sibelius in Internet; visitando un sito contenente una partitura di Sibelius il proprio browser offre automaticamente la possibilità di scaricare Scorch. Una volta visualizzata per la prima volta sul computer una partitura on-line, ogni sito visitato in seguito che contiene una partitura di Sibelius appare subito senza bisogno di scaricare ancora Scorch. Tutto ciò significa che, il lavoro svolto dall’insegnante nello scrivere le parti, non si riduce solo nello stampare ciò che si è scritto e poi farlo studiare ai ragazzi, ma mandando un link ai ragazzi tramite mail o tramite social essi possono comodamente da casa loro visualizzare il tutto. Nella “normale” lezione siamo abituati a studiare musica sul cartaceo o, chi è un po’ all’avanguardia, si affida a finale e quindi allo spartito visualizzato sullo schermo del pc. A mio avviso va benissimo, ma poi quando i ragazzi sono soli a casa? Sono motivati a studiare sul cartaceo? Se hanno un dubbio sul ritmo come lo risolvono? Se hanno un problema di solfeggio come lo risolvono? Non ci dimentichiamo che ci troviamo nella società del tutto e subito, se hanno un problema si arrendono non sono abituati al sacrificio. Con Sibelius, dallo schermo di casa loro, senza aver installato alcun programma, senza avere alcuna pratica del programma stesso, aprono un semplice link e gli appare magicamente lo spartito con diversi comandi che gli permette di rispondere al novanta percento delle loro domande. Possono ascoltare la musica composta, possono suonare insieme alla musica composta, proprio come se avessero l’insegnante al loro fianco che li guida, possono aumentare e diminuire la velocità della riproduzione a seconda delle proprie capacità e del livello di maturazione acquisito nello studio del brano.

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  20. PARTE 3 GIANNI DI IORIO
    Tutto ciò naturalmente è accompagnato da un cursore che passo passo, a tempo, accompagna la melodia durante l’esecuzione colorando di volta in volta le note in riproduzione. Possono aggiungere alla riproduzione della melodia anche la guida del metronomo. Possono studiare battuta per battuta, aumentando o diminuendo il tempo, con l’ausilio del metronomo e la barra di riproduzione che indica esattamente la nota che devono suonare nell’arco temporale. Se stanno studiando un brano orchestrale, oltre la loro parte, possono visualizzare anche le parti degli altri. Possono addirittura silenziare la loro parte e ascoltare solo le parti degli altri, ciò significa che una volta che conoscono bene la loro parte possono suonarla insieme alla riproduzione dell’intera orchestra, proprio come stessero suonando veramente con l’orchestra. Insomma, dopo aver scoperto questo nuovo mondo, mi sono reso conto che i ragazzi a casa loro, comodamente in camera loro, hanno la possibilità di studiare in ogni momento della giornata insieme ad un insegnante virtuale: Sibelius Scorch.
    Naturalmente tutto ciò prevede un grosso lavoro da parte dell’insegnante, tutti gli esercizi che assegna all’allievo, affinche lui possa studiarli poi a casa con sibelius, necessità che vengano trascritti sul programma.
    Uso ormai costantemente questa risorsa per i brani più difficili, o per i brani d’orchestra.
    Vorrei parlare brevemente di un’altra risorsa di cui mi avvalgo per le lezioni in classe. Si tratta di band-in-a-box. Nato negli anni ’90 su Atari ST, Band-in-a-Box (o Biab, come lo chiamano i suoi fan) è un software sviluppato per creare accompagnamenti automatici su una progressione di accordi e mettere in grado i musicisti di realizzare un’idea musicale in poco tempo e con poca fatica. L’idea vincente di Biab è stata di partire dalla progressione di accordi e dalla scelta di uno stile per creare un accompagnamento completo. Il sistema funziona facendo leva sul fatto che esistono stilemi precisi che si ripetono nei diversi generi musicali. I risultati migliori si ottengono proprio con quei generi in cui la prassi esecutiva è maggiormente codificata. In due parole, nel jazz, nel blues e nel country BIAB può suonare meglio di una band scadente. Oggi Band-in-a-Box è un software per Windows e OS X il cui sviluppo è stato sempre costante. Dalla fine degli anni ’90 Biab permette anche di registrare parti dal vivo sopra l’accompagnamento. In seguito, il suo motore di composizione è stato perfezionato per consentire di comporre frammenti di musica registrata in parti dal feeling umano: sono nate le RealTracks, tracce di accompagnamento realizzate con un taglia e incolla dinamico di strumenti registrati dal vivo. Il risultato musicale è ben al di là delle possibilità di un synth midi e offre un realismo irraggiungibile da un semplice campionatore. La prima applicazione delle RealTracks è stata con le parti di batteria, ma poi la tecnica è stata usata con successo per diversi strumenti, dal basso, al piano, alla steel guitar.

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  21. PARTE 4 GIANNI DI IORIO
    Un altro passo importante dell’evoluzione di Biab è stata la tecnica per la creazione di melodie e assoli, che ha permesso al programma di diventare uno strumento utile per la composizione di brani interamente generati dal computer. Le Midi SuperTracks, infine, sono un altro passo nelle della ricerca di composizioni automatiche ma dal feeling umano. Si tratta di tracce generate componendo frammenti di registrazioni Midi di musicisti veri. Il risultato è decisamente più credibile; resta, comunque, il limite tipico delle tracce Midi, cioè un risultato sonoro che dipende molto dal sintetizzatore usato, ma la vivacità dell’accompagnamento è migliore, ed è più decisa la caratterizzazione di uno stile preciso. Le SuperTracks, con il loro feeling meno meccanico, sono un bonus importante per chi intende produrre file Midi, formato facilmente utilizzabile in diversi contesti, a partire dal piano bar.
    Tutte queste immense potenzialità di questo programma permettono di lavorare in classe sulla musica d’insieme in modo virtuale.
    Il “fare musica insieme” è uno dei principali ambiti operativi dei corsi ad indirizzo musicale. Sempre il DM 201 afferma infatti che “[...] la pratica della musica d’insieme si pone come strumento metodologico privilegiato. Infatti l’evento musicale prodotto da un insieme ed opportunamente progettato sulla base di differenziate capacità operativo-strumentali, consente, da parte degli alunni, la partecipazione all’evento stesso, anche a prescindere dal livello di competenza strumentale raggiunto”. Il passo citato, pur non scendendo nei particolari riguardanti le
    metodologie, nella programmazione riguardante ogni singolo strumento, è molto chiaro per
    quanto riguarda le linee pedagogiche: il fare musica insieme, opportunamente progettato, deve venire incontro alle caratteristiche e alle esigenze tecnico-strumentali di ogni singolo componente.

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  22. Sono numerose le applicazioni presenti in rete da utilizzare a scopo didattico.
    Evernote per esempio , con cui posso prendere appunti scritti, scrivere musica, memorizzare foto e scaricare testi di canzoni. E dopo posso sincronizzare il lavoro su tutti i dispositivi in mio possesso, smartphone, tablet e computer.
    Posso così trasmettere il mio lavoro e le mie ricerche ai miei allievi nelle ore post scolastiche, se qualcosa è sfuggito in classe, si approfondisce attraverso questi strumenti.
    Molto utile whatapp, usata in modo intelligente, è un eccellente strumento multimediale con cui posso interloquire con i miei alunni, spiegando, inviando foto raffiguranti posizioni di accordi, testi scritti, spartiti musicali , accordi e ritmi musicali.
    Strumento fondamentale è youtube dove trovo esecuzioni di qualunque brano musicale e di ogni strumento musicale , trasmettendo agli allievi mille esempi da cui attingere per la loro formazione musicale.
    Altra applicazione fondamentale che dev'essere posta in primo piano è SPOTIFY dove si può ascoltare tutta la musica di questo mondo in modo gratuito, e dove posso riascoltare brani che non esistono più nei negozi musicali.
    Ottimo strumento è facebook, usato sempre in modo appropriato, dove sono presenti siti musicali dedicati alla chitarra classica, il mio strumento di insegnamento, da cui si può attingere a materiale per approfondimenti culturali, discussioni, consigli utili per migliorare il bagaglio tecnico.
    Ricapitolando, ritengo che ci siano tante altre applicazioni, che se usate in modo intelligente, possono essere motivo di grande utilizzo a scopo didattico;
    Dimenticavo skype e indoona per videoconferenze e il tutto a livello gratuito.

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  23. Una risorsa trasversale che può essere utilizzata da tutti è di sicuro il sito www.youtube.com. Come tutti sanno è un sito dove si possono pubblicare video di ogni genere. Qui possiamo ritrovare, per quanto riguarda noi musicisti, innumerevoli video di esecuzioni di grandi artisti di ogni forma musicale: sonate, concerti, sinfonie… Oltre ai video di esecuzioni possiamo trovare anche dei documentari di compositori importanti, documentari sugli strumenti e la loro costruzione, video di altri insegnanti che spiegano come suonare uno strumento. Tramite questi video possiamo alimentare la curiosità e la voglia di studiare uno strumento, commentando il video mentre è in esecuzione o metterlo in pausa e fare quindi una parentesi per spiegare qualcosa. Una video/audio-lezione è più coinvolgente di una lezione frontale e lascerà di sicuro nella loro memoria qualcosa in più. Oltre ai video menzionati sopra possiamo trovare anche video di concorsi musicali fatti da altre scuole a indirizzo musicale per far vedere loro le altre realtà musicali nel mondo e far scattare in loro uno spirito di competizione.
    Una risorsa digitale che è indispensabile a noi musicisti è un programma di video scrittura musicale: i più famosi sono Finale e Sibelius. Questi due programmi sono acquistabili su internet ai seguenti indirizzi (http://www.finalemusic.com e http://www.sibelius.com/home/index_flash.html) e sono sia per Windows che Mac. Oltre a questi due programmi, di recente ne è nato uno che permette di scrivere la musica a mano su un tablet con l’apposita penna che riconosce i tratti e li trasforma in musica, il nome di questa applicazione è Staffpad ed è acquistabile solo sullo store di Windows.
    Io uso Finale per scrivere la partiture dei brani da eseguire e le parti singole. Le partiture scritte possono essere anche eseguite dal programma che ha dei suoni campionati per rendere il playback più vicino al reale e possiamo creare così delle basi: durante la lezione singola possiamo far ascoltare prima tutta la partitura e poi mettiamo in mute la parte che l’alunno dovrà eseguire in modo che quando proverà insieme agli altri in orchestra già avrà un’idea di come il brano è strutturato. Un altro metodo è di insegnare ai ragazzi l’uso di questo programma (abbastanza semplice nelle funzioni base) per poi fargli scrivere musica dettata dall’insegnante. Questo si può sostituire ai vecchi esercizi per memorizzare le note scrivendo sotto di esse il loro nome. L’inserimento rapido consente di scrivere la durata delle note tramite i numeri del tastierino numerico, per esempio il “7” equivale alla semibreve (durata 1), il “6” alla minima (durata 1/2)e così via. Ogni volta che il numero diminuisce la durata della nota si dimezza fino ad arrivare a “1” che equivale alla semibiscroma (durata 1/64) e questo abbinamento di numero e durata aiuta di più a memorizzare la durata delle note con il loro rispettivo nome. L’inserimento delle note con Finale è anche intelligente perché se sforiamo la durata della battuta ci appare un messaggio d’errore e quindi gli alunni devono capire quale valore hanno sbagliato o se hanno inserito qualche nota in più all’interno della battuta.
    Con Staffpad invece possiamo migliorare la grafia musicale perché il programma è molto severo sul riconoscimento: basta un tratto con angolazione sbagliata o un puntino messo per sbaglio che il programma non riesce a interpretare o interpreta in note, legature, punti o pause. Questo metodo può essere valido per due motivi:
    perché la scrittura a mano è sempre la più rapida ed economica e richiede l’uso di poche risorse (carta e penna)
    perché ancora oggi in ambito bandistico (molte città con scuole a indirizzo musicale hanno la banda) la quasi totalità delle marce sono scritte a mano e questo può far capire loro l’importanza di avere una scrittura comprensibile

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  24. Una risorsa digitale particolarmente utile alla mia attività di insegnamento musicale è un software di notazione musicale, chiamato Musescore. Questo programma di notazione musicale ha il vantaggio di essere open source ed è quindi reperibile gratuitamente sul sito https://musescore.org/it/. Rispetto ad altri programmi di notazione musicale quali Finale e Sibelius, MuseScore è molto più immediato e permette di scrivere una partitura digitale in modo molto semplice e intuitivo, grazie a una barra degli strumenti e a una chiara interfaccia in italiano.
    Esso permette la creazione di una partitura, l'editing e la stampa di spartiti musicali. Le note si inseriscono in un "foglio musicale virtuale" con la tastiera del pc, con il mouse o con una tastiera MIDI.
    Si possono aggiungere note, intervalli, chiavi, tempi e testi, con pochi click del mouse e trascinando gli elementi sull'interfaccia. MuseScore permette di inserire fino a quattro voci e pentagrammi illimitati, ma soprattutto permette di ascoltare un'anteprima MIDI della melodia durante le operazioni di editing. Inoltre, permette di salvare gli spartiti in vari formati, stamparli e importare stili speciali.
    Musescore è un programma molto utile per l’elaborazione delle partiture per arpa: infatti è utile per trascrivere brani che interessano in modo particolare agli alunni, riportando prima la linea melodica e poi adattando una linea di accompagnamento realizzata a seconda del livello raggiunto da ogni alunno (con accordi, arpeggi, ottave…). E’ possibile inoltre far ascoltare agli alunni le diverse varianti di accompagnamento ad una stessa melodia e chiedere loro di realizzarle e di comprenderne le differenze e le difficoltà tecniche.
    Altro utilizzo di Musescore riguarda la trasposizione dei brani: spesso è necessario trasportare un brano in una tonalità più agevole per l’arpa (a causa del sistema a levette dell’arpa celtica diverso dal sistema a pedali dell’arpa classica); la possibilità di trasportare un brano grazie ad un programma del genere abbrevia i tempi di rielaborazione del materiale didattico.
    Anche nell’ambito della musica d’ insieme si può utilizzare Musescore per far esercitare l’alunno a suonare e ad ascoltare contemporaneamente una o più linee melodiche o di accompagnamento: trascrivendo le parti d’orchestra di tutti gli strumenti, nelle lezioni individuali di strumento, è possibile far esercitare l’alunno ad eseguire la sua parte ascoltando tutte le parti musicali degli altri strumenti presenti in orchestra. Questa pratica facilita l’alunno ad affrontare con maggiore sicurezza le lezioni di musica d’insieme.
    Grazie alla facilità e all’immediatezza di questo programma, è possibile anche farlo utilizzare direttamente ai ragazzi. Credo che sia un’ interessante strumento per gli alunni, i quali possono “divertirsi” a creare nuove melodie, dando quindi impulso alla loro creatività, ma anche a trascrivere “ad orecchio” brani che ascoltano abitualmente. Quest’attività stimola in loro l’interesse e la capacità di poter apprendere gli elementi essenziali della musica partendo dalla pratica e non dalla teoria. Gli unici elementi negativi di Musescore sono rappresentati dalla mancanza di opzioni avanzate e dalla qualità dei timbri degli strumenti, che risultano poco verosimili alla realtà.
    Michela Russo (TFA)

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  25. 1 Parte

    Come afferma Durkheim, l'oggetto dell'educazione non è dare all'allievo una quantità sempre maggiore di conoscenze, ma è “costituire in lui uno stato interiore profondo, che l'orienti per tutta la vita”. Ciò significa che indicare ad imparare a vivere, richiede la trasformazione delle conoscenze acquisite in “sapienza”. Si tratta cioè di trasformare le informazioni culturali in conoscenze utili per la vita. La scuola, intesa come fonte di conoscenza sotto tutti gli ambiti disciplinari, e gli insegnanti, intesi come fruitori, “strumenti” del sapere, rappresentano la forma più alta attraverso cui gli adolescenti possono scoprire la rivelazione delle proprie aspirazioni, problemi e verità.
    Ciò premesso, nonostante la mia disciplina è prettamente specifica, finalizzata all'insegnamento dello strumento musicale, si avvale della capacità di relazionarsi con altre attività disciplinari;la matematica, l'arte e le scienze motorie, anche se è possibile collegarla un po' a tutte le attività didattiche. Per suggerire e consigliare le varie informazioni che appunto riguardano la mia disciplina correlata alle altre, utilizzo come risorsa digitale il social network : Facebook; un servizio di rete sociale basato su una piattaforma software scritta in vari linguaggi di programmazione. É una risorsa digitale gratuita, con la quale i ragazzi/utenti, possono iscriversi inserendo i dati personali utili a favorire una maggiore autenticità e consentire l'accesso a vari contenuti in base all'età. Completata la registrazione, gli utenti possono creare un profilo personale, includere altri utenti aggiungendoli come “amici” e creare gruppi o unirsi ad altri gruppi per condividere interessi, contenuti multimediali ed utilizzare varie applicazioni presenti sul sito.
    Marisa Cifelli

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  26. 2 Parte
    Per quanto concerne la matematica, molti studi pedagogici, dimostrano che gli allievi “pianisti”, sviluppano con lo studio del Pianoforte, capacità logico-cognitive più efficaci e funzionali rispetto a semplici allievi;in effetti lo studio del pianoforte favorisce e migliora l'attività di calcolo, in quanto l'allievo è orientato a sviluppare e potenziare entrambi gli emisferi celebrali.
    Molte e contemporanee sono le operazioni mentali che è portato a compiere:lettura delle note, calcolo del valore delle figure musicali,la mano destra suona diversamente da quella sinistra, le note sono scritte in chiavi diverse( m. des. in chiave di violino, m. sin. In chiave di basso)( calcolo delle altezze dei suoni)con suoni e figure di diversa altezza e durata, ecc...Gli elementi sopra descritti, sono solo alcuni degli esempi delle operazioni di calcolo che un allievo/pianista compie nell'eseguire un brano musicale al Pianoforte.
    Durante la fase dello studio inoltre, interviene quell'aspetto didattico che trova spazio nella dimensione conoscitiva con il termine di “schema”,”frammenti”,”piccoli pezzi”. In ambito musicale, si studia il brano ripetendo più volte la stessa “battuta”_”frammento”,automatizzando una delle due mani; così facendo si applica lo studio “ non sequenziale”, si spezzetta il brano, creando tanti Link; questa operazione ci permette di ricordare meglio l'informazione /brano musicale, associandolo a sua volta in un preciso”punto”; si sviluppa la così detta “memoria visiva”.
    Nell'apprendimento infatti, una notevole importanza è rappresentata dall'assimilazione delle informazioni che avviene attraverso le associazioni. Per meglio definire e suscitare interesse nell'adolescente,suggerisco dei Link dai quali attingere informazioni relative ai brani o agli autori in questione.
    Nell'ambito di tale percorso didattico, intervengono ovviamente fattori relativi alla dimensione uditiva e visiva: testo-immagine. In questo caso dunque, mi avvalgo di Video, Film, per meglio trasmettere le conoscenze. Essendo in classe, lezioni individuali,ribadisco, posso semplicemente suggerire ai ragazzi/e di guardare a casa la visione dei Film o dei Video e consigliare fonti audio, tratti da youtube per ascoltare i brani musicali.
    Marisa Cifelli

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  27. 3 Parte
    L'associazione delle immagini con il testo, fa riferimento alla sfera visiva, all'educazione artistica , una delle discipline presenti nella scuola, per esempio faccio riferimento alle opere pittoriche impressioniste di Renoir, Manet, Monet, ecc...per spiegare come questa tendenza artistica e di pensiero, diffusasi intorno alla fine dell'800, abbia influenzato tutte le arti e quindi anche la musica ed i compositori del periodo, quali: Debussy, Ravel, Satie,ecc...per meglio delineare le modalità di interpretazione dei brani da eseguire.
    Un ulteriore collegamento relativo al mio insegnamento, fa riferimento all'educazione motoria per quel che concerne la postura da assumere dinanzi allo strumento. Fondamentale è la posizione eretta della colonna vertebrale,gli arti inferiori distesi a piedi uniti,ma soprattutto, quelli superiori atti a formare un angolo retto. Si evince dunque, l'importanza della fase del rilassamento sulla quale è basata gran parte degli esercizi preparatori alla percussione del “tasto”.A sua volta, l'articolazione delle dita è subordinata alla fase preparatoria che anticipa l'azione del “ tocco sul tasto”.Indico di seguito le varie fasi:
    fase preparatoria ( braccio rilassato)
    posizione della mano a forma di cupola
    dita rilassate per scaricamento peso e percussione sul tasto
    spostamento peso sulle altre dita ed articolazione.
    Per quanto riguarda l'ambito tecnico-pianistico, anche l'educazione motoria, dunque, trova la sua importanza; basti pensare all'esercizio quotidiano degli arti, della colonna vertebrale, del giusto peso-rilassamento, ecc...;suggerisco anche in questo caso, siti web, video e link dai quali attingere le informazioni necessarie e compiere ricerche più approfondite sull'argomento in questione.
    Concludo affermando che esiste un “legame indissolubile” tra: il cervello, la mente ed il computer; tra le scienze umane e le scienze della vita. Riprendo ciò che Morin sostiene in un libro intitolato” la mente ben fatta” interpretando il suo pensiero didatticamente: il vero insegnante è colui che crea una fusione della cultura umanistica con quella scientifica generando un solo studio: “la condizione umana”.
    É necessario promuovere l'intelligenza generale attraverso il collegamento tra le conoscenze; la “cultura” deve favorire ad aprirsi a tutti i grandi problemi, a riflettere, a capire, a cogliere le complessità umane, a meditare sul sapere e a integrarlo nella propria vita per meglio chiarire la condotta e la conoscenza del sé.
    Scriveva Morin: “ è meglio una testa ben fatta, che una testa ben piena”.

    Marisa Cifelli

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  28. Federica Talia (TFA)

    Risorse digitali e tecnologie sono gli strumenti che ci permettono di “stare al passo con i tempi”.
    E’ fondamentale per qualsiasi docente un aggiornamento rapido, continuo e soprattutto costante della propria materia e non solo.
    Finale, Sybelius, App che contengono metronomo, diapason e tastiere ci permettono di passare da una fase esperienziale ad una operativa di gran lunga migliore rispetto a tutte quelle precedenti.
    Finale, così come Sybelius, sono programmi di video-notazione musicale computerizzata e le ultime versioni sono aggiornate al 2014.
    Sono programmi che utilizziamo per comporre: possiamo scrivere un brano “ex-novo” o, metodologicamente parlando, possiamo arrangiarne un altro facilitando o no il compito agli allievi su un brano che presenta peculiarità specifiche ritmiche e armoniche; possiamo stabilire una pulsazione metrica, che tipo di tempo vogliamo e in che chiave leggerlo.
    L’inserimento di note e simboli può avvenire attraverso gli strumenti musicali o anche il canto, che imitano così non solo timbri o altezze ma anche stili e tipi a seconda della partitura che si intende poi realizzare.
    Penso che le risorse digitali siano fondamentali per un apprendimento diretto ed efficace da parte di ogni singolo allievo.
    Ma non solo: ho trovato molto utili software per mappe concettuali o schemi e addirittura Excell per poter non solo sintetizzare simboli e note e riuscire a farli corrispondere l’uno all’altro ma anche per una sorta di chiarimento post- lezione teorica.
    Molto spesso parto proprio dagli schemi della lezione precedente per collegare e spiegare la nuova.
    Non di minore importanza (anzi!!!) è il sito youtube: per l’ascolto, la comprensione, l’imitazione e lo studio di qualsiasi brano musicale.
    Per noi docenti offre così tante chiavi di lettura ed interpretazione musicale che diventa stimolo e sprono per qualsiasi tipo di argomento da affrontare.
    Poi sta al docente continuare ogni giorno a suscitare interesse e curiosità nell’allievo durante il suo percorso di insegnamento.

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  29. ALESSIO LALLI

    a) La risorsa da me scelta è un programma di registrazione audio che si chiama “Studio one”. E’ un programma di facile utilizzo ma allo stesso tempo completo, non all’altezza di programmi come “Pro tools” e “Logic” ma permette di svolgere tutte le attività che concernono la registrazione audio e composizione digitale. Il programma è facilmente reperibile su internet cercandolo su google, basta sapere la versione appropriata da scaricare compatibile con il proprio computer, cioè 32 o 64 bit ed ovviamente se si possiede un Mac o un Windows. Per facilitare l’operazione di ricerca allego il link della pagina di download: http://getintopc.com/softwares/music/presonus-studio-one-professional-free-download/
    b) Le applicazioni didattiche di questa risorsa possono essere varie. Per noi musicisti è importante sapere quello che esce dal nostro strumento, che cosa stiamo producendo. Dal nostro punto di vista la realtà può essere distorta, non percepiamo a pieno la qualità del suono che produciamo. Molti musicisti (tutti dovrebbero farlo) usano registrarsi per poi riascoltarsi e capire veramente che cosa stanno producendo in modo da rendersi conto se ci sono punti da migliorare o meno. La realtà spesso (se non sempre) è diversa da quella che percepiamo, soprattutto per gli strumenti a fiato, nel mio caso la tromba. Io purtroppo non sono dedito a questa attività e non mi fa onore, mi aiuterebbe tanto a capire i miei difetti. D’altro canto lavoro spesso in sala di registrazione e posso dire che questa attività è veramente importante, quando registro mi rendo veramente conto che quello che ascoltiamo da dietro lo strumento non è sempre quello che ascolta il pubblico. Quindi come utilizziamo in classe questa risorsa? Niente di più semplice, il programma è molto semplice da utilizzare, possono farlo direttamente i ragazzi in modo da fargli prendere dimestichezza con il programma e con l’uso del computer in genere. Prendiamo un qualsiasi pezzo che l’allievo sta studiando, un esercizio di tecnica, un esercizio melodico, una canzone, qualunque cosa. Avviamo la registrazione, il ragazzo suona, una volta registrato tutto lo si ascolta assieme all’insegnante che deve far capire tutti i punti da correggere. Può essere svolta anche un attività di gruppo con questo sistema. Ad esempio si prendono tutti gli allievi della classe, a turno registrano e tutti assieme ascoltano il prodotto che viene analizzato con i pareri di tutti. Con questo sistema riusciamo a sviluppare un orecchio critico da parte degli allievi, molto importante per giudicare se stessi ed aiutarli a migliorare. In più con questo programma possiamo invogliarli a fare e passare tempo prezioso sullo strumento facendogli registrare, per esempio, più voci di un pezzo per più strumenti (trio, quartetto, quintetto, ecc.), dandogli così stimoli maggiori rispetto al solito e noioso, ma non meno importante, esercizio di tecnica. Un altro uso che si può fare è la composizione, anche se in modo elementare, con lo strumento virtuale che troviamo nel programma. Può essere molto stimolante per gli alunni ascoltare quello che si è prodotto e cominciare così a praticare l’armonia concetto molto difficile da concepire soprattutto in giovane età. La tecnologia usata nel modo e nella quantità giusta può farci fare grandi passi avanti nel mondo della didattica.

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  30. Granata Gioacchino (pas) prima parte

    Dal momento in cui la pratica dello Strumento musicale nella scuola media si è ampiamente diffusa e radicata (anche grazie ai vari D.M. che di volta in volta ne hanno sempre più ribadito l’importanza), si sono andati creando in rete anche moltissimi siti in cui, docenti appassionati ma soprattutto esperti (perché quella di comporre è da considerare un’arte a sé) hanno messo a disposizione i loro lavori, mirati unicamente alle SMIM (scuole medie ad indirizzo musicale). Mi riferisco soprattutto appunto, a quelle composizioni dedicate all’orchestra, obiettivo fondamentale dell’apprendimento di uno strumento musicale. I file reperibili sono ovviamente tutti in PDF, per cui diviene impossibile riadattarne il contenuto alle “nostre” necessità. Oltretutto, apportare modifiche ad un file musicale, ne presuppone prima di tutto il possesso tanto materiale (anche molto oneroso), quanto culturale. Per quanto mi riguarda, ma credo che in ambito didattico sia forse l’unico programma utilizzato per questa disciplina, il “FINALE” rappresenta uno strumento indispensabile. Tra gli altri programmi di questo tipo, ma utilizzati pressoché da compositori professionisti che destinano i lavori a case editrici e discografiche, quelli più utilizzati sono il Q-BASE ed il SIBELIUS. Il Finale è un programma multimediale con il quale è possibile scrivere musica (equivalente del word per il linguaggio parlato), ascoltarne il risultato in corso d’opera ed a lavoro terminato, estraendone tra l’altro anche il formato audio (MIDI). All’apertura della finestra d’avvio è necessario impostare la pagina di lavoro. E’ infatti possibile scegliere lo strumento musicale cui destinare la composizione e la rispettiva chiave di lettura, oppure scegliere un gruppo di strumenti anche diversi tra loro (ensemble, orchestra, big band, ecc.). in maniera digitale si proseguirà ad inserire tutte le altre informazioni necessarie a completare la composizione: tempo e tonalità in primis. A questo punto si aprirà la pagina pentagrammata (rigo musicale), in cui è possibile inserire i dati tramite mouse (inserimento semplice) o tramite tastiera alfa-numerica e frecce direzionali (inserimento rapido). La scelta dell’uno o dell’altro modo, deve essere selezionata cliccando sull’icona predefinita. Quello dell’inserimento rapido è un metodo che prevede però prima l’associazione di quel determinato valore musicale ad un numero (es. 5= semiminima ; 4= croma; 6= minima, ecc.). Le frecce direzionali ci permetteranno invece di salire e scendere sulle linee del pentagramma. Mano destra e mano sinistra lavoreranno simultaneamente per due funzioni differenti, determinando più immediatezza. In ambito prettamente scolastico, per poter utilizzare questo tipo di programma su qualsiasi computer, il produttore di Finale, mette a disposizione una versione ridotta, portatile, da caricare su una pennetta USB e da portare sempre con sé. Solo in questo modo è possibile integrare la propria didattica anche con attività di videoscrittura. E’ difficile, anche nelle stesse scuole ad indirizzo musicale come quella in cui io lavoro,poter pensare di trovare un supporto didattico di questo tipo, così troppo oneroso e per l’utilizzo di pochi. E installarne anche solo una “copia”, sappiamo perfettamente essere proibito. Aperta e chiusa questa parentesi che porta all’instaurarsi di un ampio ulteriore dibattito, cerchiamo di fare il possibile nonostante i minimi mezzi. “Nota” positiva nella mia scuola, è la presenza delle LIM (Lavagne Interattive Multimediali) in diverse aule, altrimenti provviste però di portatili. In ambito didattico invece, io utilizzo questi esercizi specifici:
    1- Copiare un frammento di pagina musicale;
    2- Comporre delle misure utilizzando determinati parametri;
    3- Comporre ex novo dei brani da poter poi eseguire;

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  31. Granata Gioacchino (pas) seconda parte

    nel primo caso, otterrò che l’alunno memorizzerà i simboli e li saprà collocare sul pentagramma attraverso la scelta di un metodo (inserimento manuale oppure veloce), spaziando in molteplici argomenti, noti e non. Nel secondo caso, avendo affrontato quel determinato argomento, (per esempio i valori musicali), metto in pratica la loro conoscenza verificandone anche eventuali limiti e dubbi. E’ come proporre per le lingue, la traduzione di una frase dall’italiano all’inglese o viceversa! In ultimo, acquisita una certa praticità, oltre che di codifica dei segni musicali, anche di manualità nel gestire la tastiera del pc, impostata la pagina pentagrammata, posso proporre ad ogni alunno di comporre una o due battute ciascuno. Otterremo sicuramente una “strana” composizione, in cui la classe però si identificherà e che suonerà, oltretutto anche con particolare interesse. Il passo successivo può essere quello di associare un testo (sempre con tematica inerente a quella classe) e dedicarsi un vero e proprio Inno. A questo proposito è possibile operare trasversalmente, proprio con le lingue: italiano, inglese, francese o spagnolo che siano. Associare un testo ad una frase musicale, significa infatti rispettare la scansione ritmica prima di tutto, ma anche quella metrica. Divisione in sillabe, rime e ritornelli si rifanno pienamente alla costruzione di una poesia. Ad arricchire il lavoro trasversale si potrebbe terminare il lavoro con una presentazione power point di immagini a tema (discipline di arte o tecnologia) come sfondo. Finale è un programma abbastanza intuitivo, anche se in ambito accademico sono previsti ormai dei corsi specifici per il suo utilizzo. Come per qualsiasi altra abilità, e nonostante i continui aggiornamenti apportati soprattutto per motivi commerciali, sono sempre la pratica e la sperimentazione continua a renderla più immediata e quindi efficace. Trovo sia geniale poter manipolare il materiale a nostra disposizione riadattandolo ad ogni circostanza didattica; e trovo sia geniale anche solo sapere che questo ci consente di evitare la poca chiarezza ed immediatezza di lettura che spesso il manoscritto comporta.

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  32. Esistono svariate risorse digitali in rete, passando da risorse trasversali ad altre prettamente settoriali e quindi, nel mio caso, adatte sia ad un uso didattico, riguardante l’ insegnamento dello strumento musicale, quanto professionale sempre in ambito musicale. Vorrei iniziare elencando le risorse da me usate ed il modo per reperirle e poi spiegarne l’ uso didattico. Tali risorse sono: “Finale”, un programma di video-notazione musicale (http://www.finalemusic.com/) – “Metronome Beats”, un metronomo digitale (Play Store di Android) – “Walk Band”, app includente vari strumenti musicali e la presenza di un sintetizzatore multi traccia (Play Store Android) – “YouTube” (http://www.youtube.com). Brevemente vorrei descrivere le caratteristiche della prima risorsa elencata. “Finale”, come anticipatamente introdotto, è un programma di video-notazione musicale con svariate funzioni. Questo programma visualizza uno o più pentagrammi sullo schermo dove è possibile inserire note, pause, legature ed altri simboli musicali. Essi possono essere totalmente editabili a livello grafico, per consentire la creazione di partiture musicali anche lontanissime dalla scrittura tradizionale tramite apposite font che imitano vari tipi di scrittura o stili di scrittura, ad esempio quella quadrata medievale o quella manuale in uso nel jazz. Inoltre si può:
    • Esportare la musica - appena realizzata o composta in partitura elettronica - ottenendone un formato audio. Realizzando cioè un mixdown che sfrutta suoni sia in dotazione, sia acquistabili separatamente (ad esempio la serie di librerie della Garritan, società acquisita dalla stessa MakeMusic, che propone suoni orchestrali, suoni di organi, suoni etnici, di strumenti bandistici o di orchestre jazz, eccetera), per ottenere file audio Aiff ed mp3
    • Inserire il testo cantato sotto il pentagramma correlato. Il testo verrà conservato nel documento o esportato in un file di testo
    • Importare e esportare file midi
    • Importare ed esportare file Encore, midiscan, smartScore e Rhapsody
    • Inserire gli accordi in partitura nelle fondamentali convenzioni relative al modo di chiamare gli accordi
    • Esportare i file in formato .pdf ed .epub
    Lo uso a scopo didattico principalmente per scrivere partiture da studiare e file audio della partitura in questione, da ascoltare e poi suonare seguendo la parte.

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  33. L’ altra fonte che consiglio ai ragazzi di scaricare è il metronomo digitale, molto semplice da usare. Il metronomo è uno strumento usato in musica per misurare il tempo ed esplicitare quindi la scansione ritmica. Viene usato come strumento di misurazione della velocità del tempo musicale, quindi didatticamente soprattutto come sussidio allo studio di un brano musicale, consentendo al ragazzo di essere supportato da un battito costante, che lo aiuta ad evitare di accelerare o rallentare. Walk Band è un’ altra App del Play Store Android, molto pratica nel suo utilizzo su un tablet. Nell’ App ci sono diversi strumenti, quale tastiera, chitarra, Drum Kit, Basso e Drum Machine che possono essere usati singolarmente e cosa interessante, è presente un sintetizzatore multi traccia che consente di registrare, singolarmente, uno o più strumenti e poi riascoltarli separatamente o a sessioni. In più vi è un area musicale dove ascoltare in rete le composizioni di altri utenti. Didatticamente è molto utile per registrare al momento una semplice composizione, farla ascoltare e poi magari suonare la parte interessata. L’ultima risorsa da me elencata è YouTube, utile didatticamente per far vedere e ascoltare in rete tutto ciò che riguarda la mia materia, e cioè da un semplice esercizio di tecnica ad un concerto di un gruppo X, del genere musicale affrontato nello studio in quel dato momento. Facendo riferimento ad una risorsa digitale trasversale, credo che YouTube sia una di esse, poiché è possibile trovarci contenuti di svariati ambiti e settori. Altre risorse possono essere app come “WhatsApp” o social network come Face Book, coi quali si possono scambiare materiali audio, video, foto, messaggi ma prima dei suddetti mezzi digitali, addirittura oserei affermare che una risorsa digitale davvero trasversale sia proprio il motore di ricerca (ad es. google), poiché è proprio da li che si può cercare di tutto.

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  34. L’ altra fonte che consiglio ai ragazzi di scaricare è il metronomo digitale, molto semplice da usare. Il metronomo è uno strumento usato in musica per misurare il tempo ed esplicitare quindi la scansione ritmica. Viene usato come strumento di misurazione della velocità del tempo musicale, quindi didatticamente soprattutto come sussidio allo studio di un brano musicale, consentendo al ragazzo di essere supportato da un battito costante, che lo aiuta ad evitare di accelerare o rallentare. Walk Band è un’ altra App del Play Store Android, molto pratica nel suo utilizzo su un tablet. Nell’ App ci sono diversi strumenti, quale tastiera, chitarra, Drum Kit, Basso e Drum Machine che possono essere usati singolarmente e cosa interessante, è presente un sintetizzatore multi traccia che consente di registrare, singolarmente, uno o più strumenti e poi riascoltarli separatamente o a sessioni. In più vi è un area musicale dove ascoltare in rete le composizioni di altri utenti. Didatticamente è molto utile per registrare al momento una semplice composizione, farla ascoltare e poi magari suonare la parte interessata. L’ultima risorsa da me elencata è YouTube, utile didatticamente per far vedere e ascoltare in rete tutto ciò che riguarda la mia materia, e cioè da un semplice esercizio di tecnica ad un concerto di un gruppo X, del genere musicale affrontato nello studio in quel dato momento. Facendo riferimento ad una risorsa digitale trasversale, credo che YouTube sia una di esse, poiché è possibile trovarci contenuti di svariati ambiti e settori. Altre risorse possono essere app come “WhatsApp” o social network come Face Book, coi quali si possono scambiare materiali audio, video, foto, messaggi ma prima dei suddetti mezzi digitali, addirittura oserei affermare che una risorsa digitale davvero trasversale sia proprio il motore di ricerca (ad es. google), poiché è proprio da li che si può cercare di tutto.

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  36. Ileana De Santis parte1

    Le risorse digitali utilizzabili per lo studio dello strumento musicale e della musica in generale sono numerose. Le tipologie sono sostanzialmente quelle che riguardano la registrazione, la scrittura e il download delle partiture, video, programmi utilizzabili per la musica d’ insieme.
    Credo che sia importante l’utilizzo di You tube anzitutto, che da modo di ascoltare brani utili per la didattica che difficilmente si possono trovare su Cd-ROM o altri materiali in dotazione della scuola, e le performances di grandi interpreti. In questo modo l’alunno può ascoltare le potenzialità dello strumento e soprattutto il livello che si può raggiungere con uno studio corretto. Con l’ascolto guidato di una registrazione di un professionista ritengo infatti si possa stimolare l’allievo a migliorarsi e prefissarsi obiettivi sempre più alti. È compito del docente fare in modo che egli non arrivi a considerare il professionista un alieno inarrivabile dotato di super poteri.
    Utilizzo inoltre Finale, un programma di scrittura musicale, che permette di scrivere partiture anche orchestrali. Ha un sistema di comandi che consente di utilizzare anche la notazione della musica contemporanea. Permette di riascoltare quanto è stato scritto, cambiare la numerazione metronomica, visualizzare un mixer per ogni strumento e quindi regolarlo poiché a ogni strumento equivale un canale audio, silenziare quanti canali si desidera. Per lo studio dello strumento è utile proprio perché permette di silenziare i canali, dando modo quindi , in un contesto di musica d’insieme, di conoscere meglio la parte degli altri strumenti, o anche di capire meglio la propria parte nel contesto d’insieme. Può avviare anche a un lavoro di composizione in quanto i comandi sono facili da usare e il feedback sonoro immediato accelera notevolmente i tempi di apprendimento. Consente inoltre di inserire un testo ,favorendo quindi progetti legati alle materie letterarie ad esempio.
    Un programma efficace per allenarsi alla musica d’ insieme e sviluppare l’orecchio armonico è Band in a box. È un software complesso che però offre moltissime possibilità. Può creare una base armonica a partire da una melodia e viceversa. Inserendo inoltre un file audio esso lo traduce graficamente dividendolo in misure e per ogni misura inserisce l’accordo relativo. Permette di registrare, creare soli melodici in centinaia di stili diversi, modificare la velocità della registrazione. In realtà le possibilità che offre questo programma sono ancora altre, ma direi che a scopo didattico può risultare utile principalmente perché crea da solo una base armonica a una melodia data. Inoltre data una base armonica permette di suonarci sopra nella tonalità e velocità che si desidera. Per quanto riguarda gli strumenti a fiato infatti i metodi utilizzati presentano raramente un accompagnamento scritto, questo programma lo crea istantaneamente e in questo modo gli alunni possono avere una visione più completa del brano da studiare e sviluppano un orecchio armonico. Inoltre nel contesto della musica d’insieme e dei brani da eseguire in pubblico è possibile inserire nel software la base orchestrale in modo che l’alunno suonandoci sopra alla velocità desiderata e volendo, registrandosi anche, si abitua a capire qual è il ruolo degli altri strumenti nel caso specifico, e soprattutto a contare le pause.

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  37. Ileana De Santis parte2

    Il programma che trovo sia più efficace, in particolare per la semplicità di utilizzo, è però Studio One, scaricabile gratuitamente (http://www.presonus.com/studioone). Osservando la schermata, si possono posizionare in senso verticale le varie tracce audio, che scorrono temporalmente in senso orizzontale. Si suddivide automaticamente in sezioni temporali e si può quindi inserire la traccia nella sezione desiderata. Premendo il tasto play, un cursore temporale scorre durante la riproduzione audio alla velocità data. Questo programma permette di registrare, aggiungere basi e tracce audio e midi, aggiungere effetti, modificare la velocità della traccia audio, apportare ulteriori modifiche, istantanee e non, tramite un mixer avanzato. Dà poi modo di modificare i parametri della traccia (volume, riverbero…), permettendo di regolarli graficamente, e quindi relativamente a ogni istante, a proprio piacimento e con facilità. Si può collegare a uno strumento digitale esterno (es. tastiere…). Ai fini didattici ritengo sia efficace perché principalmente permette di registrare con facilità e a un buon livello qualitativo. Ascoltare la registrazione, osservare i suoi parametri audio e riprodurla a una velocità variata può essere un ottimo feedback. Soprattutto potendo inserire più tracce in senso verticale e ascoltarne comunque una alla volta è più comodo riuscire a individuare le differenze che vi sono tra loro e quindi ciò che può essere positivo o andrebbe migliorato. La possibilità di aggiungere le tracce poi può essere sfruttata per avviare l’alunno a un lavoro creativo compositivo. Per esempio consegnando all’allievo brevi tracce audio di strumenti diversi , correlati per tonalità e ritmo, si può richiedere di creare con esse un brano musicale. In questo modo, a differenza di Finale, non sono necessarie conoscenze teoriche riguardanti l’armonia in quanto i suoni sono già dati e strutturati tra loro, l’alunno deve occuparsi esclusivamente dell’ “assemblaggio” delle tracce. Studio One è utile anche per progetti interdisciplinari, può migliorare l’audio di un video o può creare ambientazioni sonore ( suoni della natura, relativi alla città…). Ad esempio io l’ho utilizzato per creare un’ambientazione sonora a un brano giapponese per flauto solo, inserendo suoni come lo scorrere dell’acqua, del vento, il rumore delle foglie… negli istanti che desideravo, potendo giostrare a mio piacimento sul volume e sulla tipologia di riverbero ( eco, risonanza….). Oppure l’ho usato per una fiaba musicale. Mentre leggevo la fiaba le tracce audio desiderate partivano e si concludevano da sole nell’istante richiesto, avendo in precedenza cronometrato il tempo.
    Ammetto che risorse digitali prettamente trasversali non ho ancora modo di utilizzarle, esempi utili sono sicuramente l’uso del blog, dei video, inseriti in rete e non, e dei social network. Per quanto riguarda l’utilizzo di questi ultimi però, come ho spiegato nella precedente attività, sono alquanto scettica.

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  39. DANILO SIMEONE, PARTE 1

    ACTIVTABLE

    All’inizio dell’anno scolastico corrente l’Istituto Comprensivo San Martino in Pensilis, scuola nella quale sto lavorando, ha acquistato 3 ACTIVTABLES.
    Il dispositivo si presenta come un tavolo di dimensione medio/piccola dove il piano è costituito da uno schermo touch.
    La casa di produzione è la britannica Promethean. Ogni informazione sul prodotto e sulla vendita è reperibile sui siti: http://www.prometheanworld.com, http://www1.prometheanplanet.com/it/, http://it.tecnosistemi.com e http://www.zainettoverde.it/it/home.

    Riporto di seguito le specifiche dell’Activetable tratte dalla brochure informativa scaricabile in formato PDF dal sito “Zainetto Verde, prodotti e servizi integrati per la didattica” ( http://www.zainettoverde.it/it/prodotto/274/tavolo_activtable_promethean ) :

    “Inizialmente progettato per gli studenti da 4 a 11 anni, è pensato anche per gli studenti con mobilità limitata o necessità particolari. L'ActivTable promuove un ambiente dinamico di apprendimento collaborativo che favorisce il coinvolgimento degli studenti e la loro creatività, facilitando e sostenendo la “produttività dell'insegnamento e dell'apprendimento”, la valutazione degli studenti e l'inclusione.
    SPECIFICHE
Schermo 46" Full HD Display LCD retroilluminato;
Funzionalità multitouch, permette fino a 6 allievi di lavorare contemporaneamente su programmi diversi;
Mobile su ruote bloccabili.
    SCHEDA TECNICA
    Contribuisce allo sviluppo di determinate abilità come: Risolvere i problemi in modo collaborativo;
Trovare consenso nel processo decisionale di gruppo; Apprendimento attraverso giochi e contenuti educativi; Sviluppo sociale e cognitivo; Sviluppo del pensiero critico; Sviluppo della creatività.
    L'ActivTable include una libreria di strumenti, tastiere virtuali, browser web e l'accesso a una vasta gamma di applicazioni, immagini e risorse didattiche. Questi fattori permettono ai docenti di personalizzare e sviluppare attività su misura secondo le esigenze e gli obiettivi stabiliti per la classe. Dopo ogni attività, ActivTable permette
anche di valutare le prestazioni gli alunni individualmente o collettivamente.
    CARATTERISTICHE CHIAVE
    Schermo 46" Full HD Display LCD retroilluminato;
Funzionalità multitouch, permette fino a 6 allievi di lavorare contemporaneamente su programmi”

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  40. DANILO SIMEONE, PARTE 2

    L’ActiveTable è uno strumento dotato di una serie decisamente cospicua di applicazioni (oltre 70), e fornisce strumenti didattici propri e/o in ogni caso utili ad ogni area disciplinare riguardante gli alunni delle scuole primaria e secondaria di primo grado. Questo dispositivo permette ad un gruppo di alunni (massimo sei) di lavorare insieme alla risoluzione di problemi. L’interfaccia è diretta, semplice ed intuitiva. Dal menù principale vanno scelti gli utenti di lavoro in modalità anonimi, oppure avatar, altrimenti utenti, questi ultimi con la possibilità di associare le foto al Token personale. Sempre dal menù principale va scelta la disposizione degli utenti intorno al tavolo e le applicazioni da lanciare. Relativamente al mio ambito disciplinare, Activtable contiene delle applicazioni che permettono la disposizione di strumenti musicali o sezioni/gruppi di strumenti virtuali sul piano touch, con i quali fare esercizi di improvvisazione, di eartraining e elaborare inoltre composizioni tramite registrazioni monotreccia e multitraccia. Le musiche realizzate possono essere utilizzate come sfondo musicale per le altre attività.
    Per quanto riguarda l’uso di Activtable nelle altre discipline credo che esso abbia un notevole potenziale; su youtube e nei siti ai link sopra citati vi sono video dimostrativi molto accattivanti, che mostrano i molteplici utilizzi didattici del dispositivo.
    L’insegnante può personalizzare le attività per ogni utente del tavolo ed è possibile seguire il lavoro di ciascuno grazie ad un feedback che il sistema realizza e memorizza periodicamente sull’attività di ognuno nel gruppo. Il rapporto è esportabile in formato pdf. Activtable consente inoltre di salvare la configurazione di un gruppo e le sue attività, quelle realizzate e quelle in corso d’opera.
    Il dispositivo possiede un menù impostazioni nel quale è possibile impostare i vari parametri dell’interfaccia: sfondo, volume, grandezza e disposizione degli strumenti, formato del testo, estensione dei file di rapporto delle attività
    Purtroppo nella nostra scuola Activtable viene utilizzato molto di rado, credo principalmente per mancanza di una programmazione che preveda l’inserimento dello strumento ad integrazione delle consuete attività didattiche. Viene usato in via eccezionale e quasi sempre con un approccio prettamente ludico o tutt’al più esplorativo. Spero vivamente che dal prossimo anno gli alunni possano meglio beneficiare di questo strumento.

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  41. GRAZIANO CARBONE
    La risorsa digitale più utilizzata durante le mie attività di insegnamento è sicuramente il metronomo digitale. Infatti spesso capita di avere a che fare con allievi dal senso ritmico piuttosto vago. Per risolvere questo problema ho riflettuto sul vero senso del tempo per l’essere umano. Il tempo serve a coordinare, per esempio, i passi di una corsa, serve ad ascoltare e comprendere il nostro cuore, serve a farci palleggiare con un pallone. La logica conseguenza è che tutti siamo dotati di senso del tempo, si tratta di capire solo che fine abbia fatto, e meglio recuperarlo e renderlo utilizzabile nel nostro campo. Ritengo quindi opportuno che l’allievo svolga gli esercizi base con l’ausilio del metronomo e nello specifico dell’applicazione per android Metronome Beats recuperabile sul Play Store gratuitamente, e quindi averlo sempre a portata di “smartphone”.
    Un’altra interessante applicazione che ho scoperto ultimamente è AscoltiAmo (acquistabile su https://itunes.apple.com/it/app/ascoltiamo/id611727496?mt=8 a 2,99 €) che si basa sulla celebre Music Learning Theory del prof Edwin E. Gordon, che dimostra come lo sviluppo della musicalità sia in gran parte legato alla qualità e alla varietà di ascolti musicali che l’essere umano vive nell’infanzia.
    Dotata di un ricco repertorio, con brani che spaziano dalla musica colta degli ultimi mille anni, al jazz e al rock e a brani di musica tradizionale di ogni angolo del globo, AscoltiAmo non è un semplice riproduttore di brani, ma un’app didattico-educativa, “che aiuta a progettare l’ascolto”. L’applicazione suggerisce i brani e li organizza in sessioni di ascolto, accostandoli fra di loro “sulla base di principi di varietà e contrasto”. Qualora non si riesca a reperire un brano, l’app lo sostituisce con un altro ricalcolando quale brano inserire e come alternarlo agli altri. AscoltiAmo non contiene i brani in sé ma rimanda ad iTunes attraverso delle selezioni guidate. Corredata di tutta una serie di suggerimenti e supporti per l’utilizzo, è intesa per “fare tornare nelle mani dell’educatore la responsabilità e il piacere di essere protagonista dell’apprendimento” I brani scelti sono frutto di un lavoro di ricerca che ha dimostrato come la varietà e la qualità degli ascolti musicali nell’infanzia costituiscano l’esperienza fondamentale nel dare un senso alla musica e nello sviluppare competenze musicali come l’intonazione, l’orecchio, il senso del ritmo. Le possibilità d’utilizzo sono varie, dai laboratori di ascolto nelle scuole ai giochi di riconoscimento dei brani, all’ampliamento del proprio repertorio musicale personale. Inoltre, ovviamente, come la maggior parte degli insegnanti di strumento musicale, mi avvalgo dell’aiuto del sito www.youtube.com, fonte inesauribile di video e brani musicali da cui prendere spunto per introdurre nuovi argomenti o per spiegare meglio il tema trattato.

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  42. Uno strumento digitale che può essere utilizzato trasversalmente per molte materie è senza dubbio myHistro che è una memory social – bank in origine non concepita per la didattica ma principalmente per creare delle timeline (linee del tempo) aventi per oggetto eventi personali di diversa natura (ad esempio la storia della propria vita, la redazione del curriculum o dell’albero genealogico). In ambito didattico invece questo strumento può essere utilizzato per la realizzazione di timeline interattive a carattere sia storico che geografico fornendo una visione d’insieme su un argomento di studio particolare in uno specifico segmento temporale. A differenza della mappa mentale nella quale i concetti correlati si diramano da un’idea centrale, nella timeline vengono visualizzati in forma grafica eventi distribuiti in una successione cronologica e per l’immediatezza e l’efficacia comunicativa, oltre che per la capacità attrattiva e motivazionale, la timeline può essere uno strumento funzionale ad una didattica collaborativa e interattiva (specie in casi di DSA o di deficit cognitivi degli alunni). Si può far uso delle linee del tempo per la costruzione di unità di apprendimento come strumento di studio e consultazione in classe o a casa ad integrazione del libro di testo. La validità di questo strumento viene massimizzata laddove in aula si disponga di adeguate apparecchiature come la LIM o i mobile device in dotazione ai ragazzi.
    Per utilizzare myHistro è necessario registrarsi in maniera del tutto gratuita sul sito www.myhistro.com o in alternativa si può accedere utilizzando il proprio account google, facebook, foursquare, linkedin o geni. Per i dispositivi Apple (Iphone, Ipad e Ipad touch) è disponile l’app gratuita su AppStore. E’ possibile impostare la lingua ma tra quelle disponibili non c’è l’italiano.

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  43. L’interfaccia di myHistro è molto semplice ed intutiva e, a differenza di altri programmi simili presenti in rete, non c’è un limite al numero di timeline da creare. Dalla barra orizzontale, sotto il nome utente, selezionando la voce “stories”, è possibile accedere alla categoria delle linee del tempo già realizzate o ancora da realizzare. Utilizzando il tasto “create new story” verrà aperta una finestra nella quale verranno inserite le informazioni generali e definite le impostazioni di ogni nuova timeline: è possibile indicare un titolo e una sommaria descrizione, inserire una foto come icona della storia nonché indicare il nome dell’autore (o degli autori in caso di lavori di gruppo). Con le impostazioni sulla privacy invece si può inserire una o più tags per la ricerca, si può condividere con amici o rendere privata la storia (di default è pubblica) e si può dare la possibilità o meno di commentarla. Una volta salvate le impostazioni con il tasto “save story” la timeline è stata creata. A questo punto è necessario inserire gli eventi attraverso il tasto “create new event”. Per ogni evento si può indicare un titolo, inserire una descrizione, impostare la data di inizio (e facoltativamente di fine), aggiungere una foto e, attraverso lo strumento Google Maps, indicare il luogo dove si svolge. Inoltre è possibile inserire video e aggiungere coautori per ogni evento. L’elenco degli eventi viene ordinato cronologicamente e si possono aggiungere anche eventi precedentemente creati. Infine, salvando tutte le modifiche con il tasto “save story”, la timeline apparirà tra la lista di quelle già realizzate.
    Selezionando ogni timeline presente nelle lista si apre una schermata nella quale viene visualizzato in alto l’asse temporale con tutti gli eventi creati. Cliccando su ogni evento si aprono, in corrispondenza dei luoghi taggati nella mappa (presente in basso), delle finestre pop-up con la descrizione e le caratteristiche dello stesso. E’ possibile anche lanciare una visualizzazione dinamica automatica dell’elenco eventi (tasto “play”) oppure visualizzarlo nel formato più schematico di sommario (tasto “view story summary”) nella quale manca l’elemento della localizzazione. Sul lato destro invece trova spazio un menù verticale con il quale si può accedere a numerose funzioni. Nella sezione “editing” si edita o si modifica la storia e i suoi elementi. La condivisione può avvenire attraverso i canali di facebook, twitter o google plus. Nella sezione “Export” invece è possibile esportare i dati della storia su un foglio di calcolo (Excel), su Google Earth o su un file in formato PDF oppure creare uno slideshow da masterizzare su DVD.
    Particolarmente simpatica e didatticamente utile per quanto riguarda il momento della verifica è la possibilità di realizzare appositi quiz sulla timeline rimuovendo alcuni dati dagli eventi (date, luoghi, foto, titoli o descrizioni) e inserirli in un elenco da dare agli alunni che avranno il compito poi di reinserirli negli appositi spazi mancanti.
    ALBERTO ALBINO

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  44. Come già detto in precedenza, il mio utilizzo della rete è abbastanza ridotto ma oltre a quelle poche e semplici risorse digitali di cui mi servo nelle lezioni, ugualmente mi sono messa a ricercarne altre. Inizio spiegando quelle che già utilizzo: I file mp3 (basi musicali), l'applicazione dell'accordatore. Per quanto riguarda i file mp3, che non sono reperibili solo su internet ma ci sono dei compact disc in allegato a metodi per lo studio dello strumento musicale, nella mia attività didattica li utilizzo per far suonare gli allievi in una maniera più precisa riguardo il tempo (suonare in un contesto musicale che sia digitale oppure dal vivo costringe a seguire delle regole più rigide rispetto al suonare singolarmente). Questa risorsa, oltre a sviluppare il senso ritmico stimola la coordinazione motoria, quindi insieme all’insegnante di educazione fisica si possono creare passi, movimenti da svolgere seguendo il ritmo della musica, fino a creare vere e proprie coreografie. Questa attività può diventare uno stimolo creativo per l’allievo perché si può anche arrivare a far decidere a lui come muoversi. L'accordatore, che è un'applicazione che può essere scaricata gratuitamente da App store oppure Play store è un'altra importantissima risorsa digitale. Un musicista deve essere sempre ben intonato soprattutto nella musica d'insieme, per questo è fondamentale per l'allievo svolgere degli esercizi mirati all'intonazione sostenuti nello studio domestico da questa applicazione. Sul display del dispositivo che si utilizza appaiono diverse informazioni; emettendo un suono il dispositivo riconosce la nota che si sta producendo e ne misura la frequenza e l'intensità. Produce anche i suoni ad altezze diverse per far in modo che l'allievo possa ascoltare e di conseguenza riprodurre il suono in maniera intonata. Questa applicazione può essere utilizzata con la collaborazione dell'insegnante di scienze per studiare il suono nei suoi aspetti acustici, cioè spiegare l'onda sonora e le sue caratteristiche.
    Passo ora a descrivere le risorse digitali che vorrei utilizzare in futuro: il registratore, Music trainer, Hit the note, Piascore e Musescore. Tutte le sopracitate risorse, sono applicazioni scaricabili gratuitamente su App store e Play store. Il registratore è uno strumento molto utile nelle metodologie d’insegnamento. Nella musica, la percezione di ciò che arriva agli altri, non coincide con ciò che l’esecutore percepisce dentro di se. Questo strumento serve al musicista ( in questo caso) ad ascoltare la sua performance secondo l’orecchio esterno, cioè capire cosa percepiscono gli altri quando si suona , correggere e migliorare quello che non funziona. Music trainer e Hit the note sono due applicazioni, la prima ha la finalità di velocizzare la lettura delle note; sul display del dispositivo appare un frammento di pentagramma con la chiave di violino e con a fianco una nota musicale da riconoscere. La seconda invece è un'applicazione di ear – training che ha lo scopo di sviluppare l'orecchio musicale. Sul display compare una tastiera del pianoforte, vengono prodotti dei suoni che devono essere identificati premendo un tasto del pianoforte. La terza è un'applicazione in cui si possono scaricare molti spartiti di pubblico dominio, adatta per tablet perchè permette di fare delle annotazioni specifiche riguardo al brano in questione, si possono aggiungere le dinamiche, alterazioni, indicatori di sezione, una casella di testo. Infine la quarta, è un programma di scrittura musicale, molto immediato in cui si possono inserire note, figure musicali, indicatori di tempo, alterazioni, dinamiche, si può scegliere l’organico strumentale e la tonalità. NAUSICA SABETTA

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  45. Personalmente l'utilizzo che faccio di risorse digitali nel mio insegnamento è legato principalmente a youtube. Come molti di miei colleghi, ritengo che sia un buon supporto per rinforzare, specificare, divulgare informazioni-nozioni all'interno della lezione con l'allievo.Trattandosi di un sito è di facile utilizzo sia per i docenti che per gli allievi.Spesso mi è capitato di collegarmi durante la lezione ad esempio per far vedere ed ascoltare all'allievo in che modo o da quale chitarrista potesse essere eseguito lo stesso brano oggetto di studio dell'allievo. E'sicuramente una risorsa facile, veloce e con un importante quantità di informazioni. Ovviamente, così come per altre risorse, bisogna saper ben scegliere il materiale da visualizzare onde evitare di creare nell'alunno confusione piuttosto che accrescere le sue conoscenze. Sicuramente si può ritenere una risorsa trasversale in quanto vi si può ricercare ogni sorta di video, non necessariamente legati solo alla propria materia. Un altro sito molto interessante, anche se forse un pò più specifico e meno trasversale, è il sito clipconverter.com. In realtà è un software gratuito che ha quasi la stessa funzione di youtube downloader,si accede a youtube si copia il codice elo si carica. Si può caricare o solo il download o solo l'audio mp3. Fatta la conversione lo si scarica e lo si ritrova sul proprio pc. Come ho specificato nella precedente attività purtroppo ancora non sono molto aggiornata, la tecnologia mi aiuta ma mi rendo conto di non sfruttarne a pieno le molteplici funzionalità dovrò sicuramente scoprire, ricercare ad esplorarne di nuove .

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